55 GIORNI A PECHINO – UN KOLOSSAL HOLLYWOODIANO DEL 1963 SULLA RIVOLTA DEI BOXER

 

 

 

https://www.youtube.com/watch?v=UJ0KBs_PaQ E

Un Kolossal di buona fattura, diretto da Nicholas Rey.

DESCRIZIONE

 

Gli avvenimenti si svolgono nell’estate 1900. Le piogge sono in ritardo, i raccolti sono distrutti. 100 milioni di sudditi sono alla fame. Un violento fermento di rivolta cova in tutto il paese. Nel Quartiere delle Legazioni vivono un migliaio di stranieri, cittadini di paesi lontani. Soltanto una pesante porta e una alta muraglia separano il Quartiere delle Legazioni dalla Città Proibita, dove, in un sacro isolamento, vive la Imperatrice Vedova, ultima discendente della dinastia Manciù. Protetta da una schiera di eunuchi, la sovrana tiene corte e governa, assistita da ministri, mandarini e generali. L’imperatrice Tzu-Hsi utilizza la setta segreta dei Boxer per attaccare gli stranieri e sbarazzarsi di loro.

Si  susseguono ordini contradditori sulla fucilazione di un uomo che ha sparato sui Boxer.  L’esecuzione è stata ordinata dal principe Tuan, ma il generale Jung-Lu la fa sospendere, perché è stato lui a ordinare alle truppe di sparare sui boxer. “Essi devastano le missioni cristiane, uccidono gli stranieri. Se non teniamo a bada i boxer, le armate cinesi invaderanno la Cina. Forse che la folla scatenata potrà riuscire dove l’armata imperiale ha fallito?” Il principe Tuan dice che i cinesi sono milioni e l’imperatrice dice che gli dei sono con i boxer. Ma il ministro ribatte che il vento, tanto più è forte, prima si placa; i boxer si sono sollevati come un vento di uragano, ma presto si placheranno. Ma l’imperatrice dice: “Possano i boxer essere guidati dalla volontà degli dei!  Quanto al condannato, ha messo in contrasto il principe con il generale; per questo reato deve essere ucciso!” “Se i boxer pagheranno, gli stranieri avranno la testa del principe Juan!”

Intanto il maggiore Matt Lewis, della Marina degli Stati Uniti,  arriva a Pechino con una compagnia di marines per proteggere l’ambasciata. Dice ai marines che in Cina, come, nel resto del mondo, tutto ha un prezzo! Lui vuole comprare la vita dell’uomo che sta per essere ucciso, ma, purtroppo, è già morto. Compra invece per 20 dollari il cadavere di un boxer, a cui il sergente  ha sparato, dato che questi stava prendendo di mira il maggiore Lewis. Si reca quindi all’albergo.

L’albergo è pieno, ma si sta per liberare la stanza della baronessa Natalie Ivanoff, a cui è stato revocato il visto e che quindi dovrebbe lasciare la Cina.  Glielo dice il cognato, padrone dell’albergo e ministro russo.  La baronessa consegna disciplinatamente la chiave e la stanza viene assegnata al maggiore. Questi vede che la baronessa lo fissa e si siede al tavolo con lei. Dopo uno scambio di battute piuttosto esplicito, il maggiore acconsente ad accogliere i bagagli della baronessa nella stanza, in attesa di accogliere lei. Arriva un messaggio dalla Legazione inglese che lo prega di recarsi dal rappresentante inglese che sostituisce il rappresentante inglese, ricoverato in ospedale.

Vediamo poi sir Arthur Robinson, alle prese con la moglie.  Lei vuole sapere se deve preparare i bagagli per le vacanze, ma questo non si può sapere. Lui dice che cerca di minimizzare l’allarme per l’azione dei boxer, per evitare un conflitto. Napoleone ha detto: ” Lasciate dormire la Cina, perché, quando si sveglierà, il mondo tremerà. ” La moglie tranquillizza sir Arthur per il ricevimento della sera, per festeggiare il genetliaco della imperatrice. “Ho fatto mettere in ghiaccio due dozzine di bottiglie di champagne!”

Sir Arthur Robinson comunica al maggiore Lewis che la  sua presenza in città non è più gradita, dato che è stato ucciso un cittadino cinese. Questa comunicazione viene dal ministro americano, ricoverato in ospedale. Il maggiore dice che, avendo percorso 70 miglia per arrivare a Pechino, ha visto i boxer all’opera. Uccidono gli stranieri e i cinesi cristiani. E l’esercito imperiale assiste passivamente! Forse a Pechino si rimpiangerà di avere pochi soldati e troppi donne e bambini. Sir Arthur invita il maggiore al ricevimento della sera.

L’ambasciatore britannico offre un ricevimento per onorare il genetliaco della imperatrice. La Cina è rappresentata da Sua Altezza Imperiale Principe Tuan. Tutte le Legazioni sono rappresentate. La baronessa compare al braccio del maggiore Lewis e attira gli sguardi con la sua collana di smeraldi. Il ministro russo le ricorda che deve andare via.

L’orchestra comincia a suonare e si aprono le danze. A un certo momento, il principe Tuan chiede il permesso di offrire una esibizione di alcuni boxer. Uno è il bersaglio e gli altri provano inutilmente a colpirlo. Viene chiesto al maggiore Lewis di provare a colpirlo e questi subito ci riesce. Dopo questo, il maggiore e la baronessa lasciano il ricevimento. Camminano lungamente, prima di ritornare all’albergo. Entrano in un tempio e ballano: cosa che non hanno potuto fare al ricevimento. Intanto, i diplomatici presenti al ricevimento manifestano la loro indignazione per la presenza dei boxer alla ambasciata cinese. Sir Arthur cerca di frenare le reazioni.

 

Il giorno dopo, dalle finestre dell’albergo, il maggiore vede l’aggressione dei boxer al ministro tedesco e la sua uccisione. Sir Arthur Robinson si precipita dalla imperatrice per protestare. Questa dice che i colpevoli saranno puniti. Difende però i boxer, dicendo che sono la espressione della reazione popolare alla invadenza degli stranieri. Tredici delle province cinesi sono sotto controllo degli stranieri. Navi straniere occupano i porti cinesi. Missionari stranieri disturbano gli dei cinesi. Comunque sir Arthur viene invitato a guardare dalla finestra e assiste così alla decapitazione di una ventina di boxer, ritenuti i colpevoli. Sir Arthur dice che, oltre agli esecutori materiali dell’omicidio, deve essere punito chi ha dato l’ordine e dice che c’è un testimone oculare. E’ il maggiore Lewis che ha visto il principe Tuan dare l’ordine.

 

L’imperatrice dice che il principe Tuan è il suo più fidato consigliere e che è stato appena nominato ministro degli Esteri. Dice anche che la situazione a Pechino peggiorerà e che, nel loro interesse, i diplomatici con le loro famiglie e  e tutti gli stranieri dovrebbero lasciare la città entro 24 ore.  Sir Arthur e il maggiore Lewis ritornano, circondati da una moltitudine di boxer minacciosi.

Si tiene una riunione dei ministri alla ambasciata britannica. All’inizio solo sir Arthur vuole restare, ma poi tutti gli 11 ministri presenti decidono di restare per non essere considerati codardi. A questo punto vengono fatti entrare i militari. Ci sono solo 400 soldati e. con forze così esigue, l’area delle Legazioni, che ha un perimetro di due miglia,  è indifendibile. Viene loro risposto che bisogna resistere fino all’arrivo delle truppe dell’ammiraglio Sidney. A chi obietta che le truppe devono percorrere 70 miglia in territorio ostile, viene risposto che si deciderà, quando questa eventualità si verificherà. Viene deciso come si predisporranno le truppe disponibili. Vengono predisposte barricate formate da sacchetti di sabbia. I volumi delle biblioteche vengono usati per barricare le finestre.

La baronessa si reca da un amico cinese. Dice che il generale Jung-Lu vuole aiutarla a lasciare Pechino. Prima non poteva farlo, perché il ministro russo l’avrebbe accusato di interferire negli affari interni della Russia. La situazione è cambiata. Ci sarà un attacco  dei boxer alle cinque. Nella confusione iniziale nessuno potrà lanciare accuse. Un uomo aspetterà la baronessa alle cinque, vicino alla Legazione francese. Indosserà un giubba da contadino verde. La baronessa si reca all’appuntamento, ma l’uomo rimane ucciso e la fuga diventa impossibile.

 

Il primo assalto dei boxer viene fermato, ma viene consumata  metà  delle munizioni. Viene ritrovato un vecchio cannone che serve a bloccare la moltitudine dei boxer. Bisogna inoltre buttare giù quelli che si sono arrampicati sulle mura, perché di là possono sparare all’interno.

SECONDO TEMPO

Il principe Tuan dice che i boxer hanno svolto bene il loro compito, distruggendo la ferrovia davanti e dietro la colonna in marcia. Jung-Lu dice che ciò non impedirà all’ammiraglio Sidney  di avanzare e che, nel giro di due settimane, arriverà a Pechino. I boxer non possono combattere contro truppe bene armate; solo l’esercito imperiale può bloccare la avanzata, ma fare intervenire l’esercito imperiale equivale a dichiarare guerra a tutte le potenze straniere.  L’imperatrice dice che le condizioni della Cina non potrebbero essere peggiori e non c’è molto da perdere.

Alla fine, il generale Jung-Lu riceve l’ordine di mettersi personalmente alla testa dell’esercito imperiale e sbaragliare le truppe nemiche.

Arriva un messaggio dell’ammiraglio Sidney, portato da padre Bearns: dice che la sua colonna di 2200 uomini non ha potuto proseguire ed è ritornata a Jiangsin. Ciò getta nella costernazione i ministri che se la prendono con sir Arthur.

Il principe Tuan viene a negoziare con i ministri. Chiede la resa. Il mancato arrivo dell’ammiraglio Sidney ha convinto i cinesi di avere vinto. Per la sera è stata organizzata una festa per celebrare la vittoria. Bisogna attaccare, invece di arrendersi. I cinesi hanno un ben fornito arsenale che   può essere raggiunto passando dalle fogne. Così la festa di Cixi è rovinata e questa comincia a perdere la fiducia nel principe Tuan e si affida a Jung-Lu.

La baronessa sacrifica la sua preziosa collana di smeraldi per avere anestetici e un carro di viveri. Purtroppo viene ferita nel tragitto e muore.

Dopo 55 giorni le truppe delle potenze giungono a Pechino e sbaragliano i boxer. L’imperatrice fugge, vestita da contadina. Dice che la dinastia è finita.

 

 

 

 

 

 

IMMAGINI

 

arrivano

 

55giorni

 

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L’IMPERATRICE CIXI (TZU-HSI)

(Flora Robson)

 

Robert Helpmann And Flora Robson In '55 Days At Peking'

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LA BARONESSA NATALIE IVANOFF

(Ava Gardner)

 

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Viene cacciata dall’albergo, perché il visto è stato revocato dal ministro russo, suo cognato

MATT LEWIS

(Charlton Heston)

 

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Arrivo a Pechino

 

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boxer

 

 

 

matt lewis

 

 

 

UN FLIRT

approcci

 

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SIR ARTHUR ROBINSON

(David Niven)

 

 

omaggio

 

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vari

 

BATTAGLIA

battaglia

 

barricate

 

 

 

sacchi

 

 

ALTRI PERSONAGGI

 

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juan

Sua Altezza Imperiale Principe Tuan

 

chiè

 

leo genn

Il generale Jung-Lu

lynne-sue-moon-55-days-at-peking-1963

La piccola orfana

 

Vedere anche:

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