IL PICCOLO BUDDHA – BERTOLUCCI ALLA SCOPERTA DELLA SPIRITUALITA’ ORIENTALE

 

 

 

 

L’azione inizia nel monastero di Paro, nel Bhutan, dove il dotto lama Norbu tiene lezione ad un gruppo di ragazzi. Egli racconta l’aneddoto del sacerdote, che in un villaggio indiano, voleva sacrificare una capra agli dei. La capra si mette a ridere. Il sacerdote le chiede come mai le viene da ridere, quando lui sta per tagliarle la gola. La capra risponde che, dopo 499 volte che è morta e poi rinata come capra, questa volta rinascerà come essere umano. Poi la capra si mette a piangere. Dice di piangere per il sacerdote, perché, cinquecento vite prima, anche lei era un gran sacerdote e sacrificava le caprette agli dei. Il sacerdote, a questo punto, cade in ginocchio e chiede perdono e promette che in futuro sarà protettore di tutte le capre del paese. Il lama ora chiede ai ragazzi cosa insegna questo aneddoto. Essi rispondono in coro che nessun essere vivente deve essere ucciso.

 

A questo punto, il lama Norbu viene informato che forse è stato trovata la probabile reincarnazione di lama Dorje, il suo educatore, morto da nove anni, nonché educatore del Dalai Lama. Si tratta di un bambino americano di Seattle. Lama Norbu, accompagnato dal suo brillante discepolo Champa, parte subito per Seattle. Il rettore gli fa gli auguri e gli ricorda di prendere la medicina. Gli viene anche portata, da un individuo misterioso, la ciotola di lama di Dorie, che sarà preziosa nelle ricerche.Intanto, un gruppo di monaci realizza un mandala di sabbia  propiziatorio.

Una volta atterrato, incontra il suo antico discepolo Kenpo Tenzin, suo antico studente in Bhutan, che ora dirige un piccolo monastero per studenti occidentali. Con lui discute i sogni ed i presagi che l’hanno recentemente portato a individuare la casa dell’ingegnere Dean Conrad, la cui moglie Lisa è insegnante di matematica. Kenpo Tenzin dice di avere fatto molti sogni, in cui vedeva il lama Dorje dirigersi sempre verso una collina, che lui non conosceva. Poi finalmente era riuscito a scoprirla, ma era disabitata. Poi però era stata costruita una villetta, in cui era andato ad abitare l’ingegnere con la moglie. Essi hanno un figlio di nome Jesse, nato un anno dopo la morte di lama Norje, nello stesso giorno e nella stessa ora.  Kenpo Tenzin avvicina Lisa ed acquista la sua confidenza e poi si reca alla casa dell’ingegnere con il lama Norbu. Raccontano qualcosa della loro comunità e regalano al bambino un libro con la storia del Buddha.  Purtroppo Dean Conrad  ha delle preoccupazioni, perché il suo migliore amico, Evan, ha fatto bancarotta, senza parlarne con nessuno. C’è il pericolo che i Konrad perdano la terra, su cui è costruita la villetta.

La lettura del libro fornisce il pretesto per raccontare la vita di Buddha: inizia così un racconto parallelo e la narrazione si sposta nell’India di 2500 anni prima.  La madre Maja, quando il momento del parto si avvicina, ritorna alla casa del padre per partorire, secondo la tradizione. Il viaggio è lungo e faticoso e la regina si ferma durante il viaggio per riposarsi.  La regina cade in una specie di trance e le torna in mente un sogno che aveva fatto, quando aveva concepito il bambino. Un cucciolo di elefante era apparso al suo fianco e la aveva benedetta con la proboscide. A questo punto viene colta dalle doglie. Si narra che un albero, consapevole del grande momento, si chinò per proteggerla, offrendole i suoi rami come sostegno. Le ancelle formano un cerchio e con dei drappi formano un ambiente isolato, in cui la regina può partorire. Il bambino nacque quasi senza dolore, con la pelle dorata e splendente. Aveva gli occhi completamente aperti ed era abbastanza forte da stare in piedi da solo.Il bambino dice di essere venuto al mondo per raggiungere l’illuminazione e liberare dalla sofferenza tutte le creature. Dove posava i piedi sbocciavano fiori di loto.

Il re Suddhodana, padre del bambino, chiamò il figlio Siddharta che significa: “colui che porta il bene” ovvero “colui che ha raggiunto lo scopo”. E poi ordinò una grande festa per presentare il figlio al suo popolo. Ad un tratto, con grande sorpresa di tutti, a apparve il venerato astrologo e eremita, Asita, che nessuno vedeva più da anni.   Annuncia che il bambino diventerà signore del mondo o il suo redentore. Il Re però desidera che sia un grande  re come lui. Asita dice che sarà come il re vuole, ma spesso gli dei deludono i desideri dei genitori. Purtroppo una settimana dopo, Maya si ammala e muore.

Con il permesso dei genitori, Jessie, accompagnato da Maria, la donna che pulisce la casa, comincia a frequentare la comunità buddista. Il lama Norbu dice che il lama Norje si è probabilmente reincarnato e ora è un bambino. “Come me!” dice Jessie. “Certamente!”.

Il lama Norbu ricomincia il racconto della vita del Buddha che è diventato il principe Siddharta e ha sposato una bellissima principessa, di nome Yashodara che è rimasta incinta ed è in procinto di dargli un figlio. Il principe ereditario è diventato un abile arciere, cavallerizzo e lottatore. Vive tra gli agi e i lussi della reggia, mantenuto accuratamente  lontano dai dolori della vita esterna, secondo il volere di Suddhodana,  che vuole che segua le sue orme e vuole mantenerlo inconsapevole della sofferenza.  Gli aveva regalato 3 palazzi: uno per l’inverno, uno per la stagione delle piogge e uno per l’estate. In questo modo pensava di proteggere il figlio dalla conoscenza del dolore e dell’angoscia. Ma poi, un giorno, questi udì un canto misterioso di sconvolgente bellezza, in una lingua a lui sconosciuta.  All’inizio non riusciva a capire di dove proveniva. Yashodara gli dice che la canzone evoca un paese lontano, pieno di montagne, dove è nata la ragazza che la canta.  Siddharta dice che esistono luoghi così belli vorrebbe vederli. Invece non ha visto neppure la sua città. Yashodara gli risponde  che, fuori del palazzo, c’è solo sofferenza e che suo padre ha voluto.

In realtà, quando Siddharta va in visita alla città,suo padre ha tutto predisposto affinché niente possa turbarlo o angosciarlo. Avrebbe visto solo gente giovane e sana.  Ma all’improvviso compaiono due mercanti macilenti. Il principe scende dalla portantina e si addentra nella città e vede operai intenti a lavori faticosi, gente malata e deforme. Assiste anche ad un funerale e alla cremazione del morto. Quel girno Siddharta scoprì la sofferenza ed apprese la compassione: loro erano lui e lui era loro.

Al suo ritorno alla reggia, chiede a suo padre perché gli ha così a lungo nascosto la verità: la sofferenza, la povertà, la malattia, la morte! Il re gli risponde che ha mentito solo per amore.  Siddharta dice che questo amore è diventato una prigione. Il re gli dice non gli ha mai chiesto di uscire. Gli annuncia che è nato suo figlio e gli ricorda che ora anche lui ha dei doveri! Ma Siddharta sente di dovere trovare una risposta alla sofferenza. E’ pronto a lasciare sua moglie e suo figlio per questo scopo, perché sa che anche loro dovranno soffrire.

 

Il padre di Jessie, in visita a lama Norbu, gli dice  che né lui, né sua moglie credono nella reincarnazione . Il lama risponde che il corpo è solo un contenitore e che il contenuto, cioè l’anima, continua ad esistere anche dopo. per fare un esempio, versa del tè in una tazza e rompe la tazza; naturalmente il tè si sparge intorno: il contenuto continua ad esistere, anche quando il contenitore non c’è più! Il lama dice che Jessie potrebbe diventare una importante figura nella società buddista, un leader spirituale! Il bambino potrà continuare a vivere in America e trasferirsi nel Bhutan solo da grande. Però è necessario essere sicuri della reincarnazione e questo si può verificare solo con un viaggio nel Bhutan. A questo punto arriva un telegramma che annuncia un’altra possibile reincarnazione: un bambino di Katmandu. L’ingegnere si sente preso in giro e se ne va bruscamente, portando via Jessie. Il lama Norbu i insegue per dare al bambino il libro che ha dimenticato. Così proseguiamo nel racconto della vita di Siddharta. Proprio poco dopo, una telefonata avverte l’ingegnere che il suo amico Evan si è suicidato.

Nonostante le guardie predisposte dal padre vigilino, Siddharta riesce a fuggire, aiutato dal suo amico Channa per recarsi alla foresta, in cui è nato. Vede degli asceti che hanno rinunciato a tutte le comodità, perché hanno raggiunto l’illuminazione. Decide di unirsi a loro e si taglia i lunghi capelli. Poi cammina solo nel bosco e si siede sotto un albero che lo ripara dalla pioggia. Quando la pioggia comincia a scrosciare, un cobra si pone dietro a lui e lo ripara. Gli altri eremiti che si erano seduti intorno a lui, osservano stupiti. Credendo a un miracolo, diventano i suoi primi discepoli.

Per sei anni vivono ignorati da tutti, nutrendosi miseramente, ai limiti della loro capacità di sopportazione.  Un giorno, sul fiume che passa davanti all’albero, sotto cui siede immobile, passa una zattera, con un musico che dà consigli al suo allievo.  Allora Siddharta capisce che la via verso la illuminazione è il cammino medio, il sentiero tra tutti gli opposti estremi. Quando Siddharta accetta una ciotola di riso, offertagli da una ragazza del vicino villaggio, i suoi discepoli lo abbandonano indignati. Siddharta inizia a dare vigore al suo corpo, indossa semplici vesti color zafferano e dedica molto tempo alla meditazione. Mara, un demone molto potente, che presiede all’eterno ciclo delle reincarnazioni, sceglie di tentarlo con gli spiriti dell’orgoglio, dell’avidità, della paura, dell’ignoranza e del desiderio che si presentano con l’aspetto di bellissime ragazze, ma Siddharta  li respinge con la forza dell’amore e della compassione. Adirato, Mara gli scatena contro la furia delle sue armate demoniache, ma inutilmente. Alla fine Mara appare al giovane eremita con il suo doppio, ma anche questo tentativo fallisce.

 

Jessie arriva a leggere fino a questo punto sotto la sorveglianza di Maria, mentre i genitori sono al funerale di Evan. Rientrando da San Francisco, quasi per scacciare l’angoscia, sono colti da violenta attrazione e fanno l’amore. A questo punto, l’ingegnere dice alla moglie che sta riconsiderando l’ipotesi del viaggio in Tibet. di ritorno; dice a Lisa di volere andare in Bhutan con lama Norbu La moglie gli chiede se è uno scherzo, ma lui dice che è una idea che non gli passa. La supplica di lasciarlo accompagnare per un paio di settimane.

 L’ingegnere, colpito dalla morte del suo amico Evans, sta riflettendo sui problemi della vita e della morte e un viaggio nell’Himalaya gli offre una occasione per meditare.  All’arrivo a Katmandu, cercano il candidato locale: è un bambino di nome Raju, della stessa età di Jesse, che lavora in un circo ed è famoso per essere amante delle scimmiette. Lama Norbu resta sorpreso, vedendo come i due bambini, pur non essendosi mai visti, si incontrano in mezzo alla folla e fanno amicizia.

 

In conclusione, viene riconosciuto che si tratta di un rarissimo caso di reincarnazione multipla. Il lama Norbu dice al padre di Jessie che sente di avere assolto al suo compito e che pensa di tornare al suo luogo natale. Non ne ha il tempo. Si raccoglie in preghiera davanti a un altare e lentamente muore. La cerimonia che si sta svolgendo per celebrare la reincarnazione viene interrotta e iniziano i riti per la morte del lama. Vita e morte si intrecciano senza soluzione di continuità!

 

Ognuno dei tre bambini riceve una parte delle ceneri. Jessie le getta in mare vicino a Los Angeles. La bambina sale su un albero e le sparge intorno. Tutto ritorna alla natura!

 

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LA LEZIONE DI LAMA NORBU E LA FAVOLA DELLA CAPRA

 

 

 

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La capra piange per il sacerdote

 

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LA CIOTOLA

 

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A SEATTLE

 

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Kenpo Tenzin avvicina Lisa

 

JESSIE E I GENITORI

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genitori

 

LA NASCITA

 

Cattura

La regina ritorna a casa del padre

 

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moglie

 

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Un albero offre alla regina i suoi rami come sostegno.

 

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Il bambino aveva gli occhi completamente aperti ed era in grado di stare in piedi da solo.

 

 

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Il re Suddhodana

 

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Il re Suddhodana presenta il bambino al popolo.

 

 

 

IL PRINCIPE SIDDHARTA

 

 

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LA VISITA DELLA CITTA’

 

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Gli lanciano petali di fiori.

 

FUGA DALLA REGGIA

 

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Il principe è sconvolto!

 

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Un cobra lo protegge!

 

 

discepoli

 

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Per si anni vissero nascosti, mangiando miseramente.

 

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Siddharta comincia a indossare semplici abiti color zafferano.

 

LE TENTAZIONI DI MARA

 

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Donne tentatrici

 

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L’armata infernale

 

doppio

Mara si trasforma in una copia di Siddharta

 

 

estasi

 

UNA OPPORTUNITA’

 

 

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spogliata

ARRIVO A KATMANDU

 

monumento

 

torre

 

Boudhanath

BODHANATH

Come nel Swayambhunath anche qui c’è una “collinetta bianca emisferica” che sta a rappresentare il globo terrestre con i quattro elementi: acqua, terra, fuoco e aria; sopra questa “collinetta” gli occhi di Buddha con al centro un “ghirigoro” che sembra un naso ed invece è il simbolo nepalese chiamato “ek” che simboleggia l’unità e sulla sommità della stupa c’è un “parasole” che simboleggia il nirvana.

 

 

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padre

 

 

 

 

AL CONVENTO

 

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benvenuti

 

inginocchio

 

gioco

“Maestro, mi rallegro di averti incontrato. Finalmente!”

 

 

tre

 

treba

 

 

poco frequente

Una reincarnazione multipla è poco frequente, ma si è già verificata.

 

LA CERIMONIA DELLA REINCARNAZIONE E LA MORTE DEL LAMA NORBU

 

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Suonano i tamburi per celebrare la reincarnazione.

 

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trerei

 

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Il lama si raccoglie in preghiera e spira lentamente.

 

morto

 

fumo

 

Iniziano i riti della morte

 

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RITORNO A LOS ANGELES

 

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ritorno

ceneri

 

Le ceneri del lama Norbu vengono gettate  in mare.

 

 

FONDAMENTI DELLA DOTTRINA BUDDISTA

L’illuminazione è conoscere la nostra  vera natura, la vera natura del mondo e lo scopo e il significato della vita. Arrivare alla illuminazione è la più grande felicità raggiungibile dall’essere umano. E’ un obiettivo che può essere raggiunto seguendo le tracce indicata dal Buddha: saggezza, concentrazione meditativa, condotta morale, soprattutto se esaltate dalla compassione. Quest’ultimo sentimento va ben oltre l’empatia, perché si estende all’impegno in prima persona ad alleviare le sofferenze del prossimo e di ogni essere senziente, senza limiti spaziali.

Abbiamo anche il dovere di intervenire sulle nostre afflizioni mentali, trasformando gran parte dei sentimenti  negativi e autodistruttivi in sentimenti aperti e positivi, che sono fonte di serenità e benessere non solo per noi, ma per tutti coloro che ci circondano.

Il cmmino verso l’illuminazione è lo stesso che conduce alla consapevolezza. Per avere consapevolezza spirituale, dobbiamo conoscere quello che è al di là di questo mondo.

Le 4 nobili Verità sono la base di ogni insegnamento buddista. Tale insegnamento fu proclamato dal principe Siddharta, ovvero Shakyamuni, il Buddha storico vissuto ne sesto secolo a.C., nel Parco dei Daini a Sarnath presso Varanasi, in India.

La Prima Nobile Verità enunciata dal Buddismo si occupa di qualcosa che ogni essere vivente può facilmente verificare per esperienza: esiste la sofferenza.

La Seconda Nobile Verità ci avverte che la causa di tutte le esperienze di sofferenza è l’attaccamento al desiderio.

La Terza Nobile Verità ci ammonisce che la sofferenza può cessare, a patto di riuscire a rinunciare  al nostro istinto a rimanere attaccati ai nostri desideri. La cessazione della sofferenza è un risveglio, una rinascita, una illuminazione!

La Quarta Nobile Verità è il Nobile Ottuplice Sentiero, cioè: Retta Parola, Retta Azione, Retta Vita, Retta Comprensione, Retta Motivazione, Retto Sforzo, Retta Consapevolezza, Retta Concentrazione. Questi otto fattori costituiscono un programma attentamente ponderato di purificazione de pensiero, della parola e delle azioni che ha come risultato finale la totale cessazione dell’attaccamento e il conseguente sorgere della Illuminazione, la Perfetta Saggezza.

 

Vedere anche:

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