LANTERNE ROSSE (RAISE THE RED LANTERN) – UN GRANDE FILM DI ZHANG YIMOU SULLAVITA DELLE DONNE NELLA CINA TRADIZIONALE

 

https://www.youtube.com/watch?v=7v16o7_noM Y

 

https://www.youtube.com/watch?v=7l02p9CC0t w (in spagnolo)

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Premiato con il Leone d’Argento al Festival di Venezia del 1991, è il film che ha reso famoso Zhang Yimou in campo internazionale. Il film è tratto dal romanzo Mogli e concubine di Su Tong.

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La vicenda si svolge nella Cina del Nord, nel periodo dei signori della guerra, nel 1920.

Songlian ha 19 anni ed è rimasta da poco orfana del padre, mentre aveva perduto da tempo la madre. Ha frequentato per sei mesi l’università, ma ora non è più possibile. Vive con la matrigna che parla continuamente di denaro. Decide così di sposarsi con un uomo ricco, anche se la matrigna la mette in guardia: se sposa un uomo ricco, non sarà moglie, ma concubina. Decide così di sposare Chen Zuoqin  (Ma Jingwu)  maturo discendente di una ricca famiglia.  Lui ha già tre mogli: Yuru , Zhuoyun (Cao Cuifen) e Meishan.

 La sera tutte aspettano fuori dalla porta, in attesa di istruzioni. Queste consistono nella scelta della favorita per la notte. Per colei che passerà la notte con Chen saranno accese le lanterne rosse. A lei sarà inoltre riservato il privilegio del massaggio dei piedi, che stimola la sessualità.

La prima notte di Songlian con Chen è disturbata da un finto malessere di Meishan che richiede urgentemente la presenza di Chen, il quale acconsente. Il giorno dopo, Chen sceglie di nuovo Songlian e Meishan si finge di nuovo malata. Questa volta però il signore dice che può aspettare fino al giorno seguente. Meishan si mette a cantare in modo da disturbare.

Quando sente cantare, Songlian si inoltra nel palazzo e sale le scale. Vede così Meishan che canta in abiti di scena. Quando questa si accorge di essere osservata, smette. Songlian dice di ascoltarla volentieri, ma l’altra non ha più voglia di cantare. Ritornando in camera, trova Chen che sta mettendo le mani addosso a Yan’er, cosa che suscita la sua irritazione.

Meishan invita Songlian a giocare a carte con lei, il medico Gao e un suo amico. Raccogliendo una carta sotto il tavolo Songlian scopre che la terza signora fa piedino al medico. Il dottor Gao mette un disco di quando Meishan era cantante d’opera.

 

Improvvisamente il palazzo è allietato dal suono di un flauto: è Feipu, il figlio della prima signora che suona. Songlian è affascinata. Lei tiene nella valigia un flauto, l’ultimo ricordo di suo padre. Seguendo il suono, Songlian raggiunge il ragazzo che le dimostra simpatia. Però si allontana subito, perché è chiamato dalla madre.

Songlian cerca il flauto nella sua valigia, però è scomparso. Furibonda, trascina la serva nella sua stanza e scopre che tiene in stanza le lanterne rosse, cosa per lei proibita. Comincia a rovistare alla ricerca del flauto e trova un pupazzo che la rappresenta con tanti spilli conficcati. Il nome Songlian è stato scritto da Zhuoyun, che si è dimostrato tanto amica e le ha regalato della seta. Yan’er ha dato il flauto a Chen che lo ha bruciato, ritenendolo sconveniente per una donna.

Zhuoyun vuole farsi accorciare i capelli, perché il signore le ha detto che con i capelli corti sembrerebbe più giovane. Songlian è costretta a tagliarle i capelli e maldestramente la ferisce a un orecchio. Il dottor Gao dice che non è una cosa grave. Chen, per consolarla, passa alcune notti con lei. Ciò la induce a perdonare Songlian che va a scusarsi e dice che non lo ha fatto apposta.

L’incidente fornisce l’occasione a Meishan di fare una visita a Songlian. Le racconta di quanto sia perfida Zhuoyun, delle loro rivalità per i figli, degli espedienti utilizzati.  Dice che rimasero gravide contemporaneamente, ma che Zhuoyun prese costose medicine per partorire prima, ma fortunatamente suo figlio Feilan nacque alcune ore prima. Dice a Songlian che se non mette al mondo un figlio cadrà in disgrazia presso Chen.

Questo le dà l’idea di fingersi incinta. Naturalmente Chen è entusiasta della idea di avere un altro figlio. Secondo la consuetudine, le lanterne resteranno sempre accese nella quarta casa, giorno e notte. Come rivelerà a Feipu, pensava che la bugia sarebbe durata poco: bastava che il signore dormisse con lei, perché restasse incinta veramente.  Comunque approfitta della situazione per i suoi capricci. La vecchia Gao viene chiamata continuamente per farle il massaggio dei piedi. La seconda signora è costretta ad andare da lei per farle un massaggio alla spalla.

Solo che Yan’er scopre un paio di mutande macchiate di sangue: evidentemente Songlian non è incinta. Yan’er si precipita da Zhuoyun e le mostra le mutande. Con la scusa di un malessere, viene chiamato il dottor Gao il quale constata che Songlian non è incinta e informa Chen. Questi è fortemente adirato per la menzogna e fa oscurare le lanterne. Songlian capisce però rapidamente che è Yan’er che ha fatto la spia. Si precipita nella sua stanza e getta nel cortile le lanterne rosse che questa teneva nella sua stanza: una serva non può avere lanterne rosse.

La prima signora dice che la punizione deve essere quella prevista dalle consuetudini: deve stare inginocchiata nella neve. Rifiuta di chiedere perdono e quindi resta al freddo fino ad ammalarsi. Sarà portata all’ospedale, dove morirà. Songlian imparerà della sua morte dalla sua nuova serva: una donna anziana.

Songlian è turbata dalla morte di Yan’er. Sta fuori al mattino presto e vede Meishan che canta. Le due donne parlano. Songlian dice a Meishan che le piace il dottor Gao. Questa  si lascia sfuggire che lo vedrà.

Viene il giorno del ventesimo compleanno di Songlian e questa si fa portare del vino dalla serva per festeggiare.  Solo che beve troppo e si ubriaca. E così le scappa detto che Meishan è con il dottore Gao.  Zhuoyun non si lascia sfuggire l’occasione. I due vengono sorpresi a letto insieme in un albergo. Songlian vede che la donna si dibatte, quando i servi la riportano a casa. Poi, quando Chen torna a casa, si sentono nuovamente grida edella donna. Songlian esce e, seguendo le grida, si ritrova alla sommità del palazzo. Vede così il gruppo di servi, seguito da Chen, che trasporta la donna verso la stanza della morte. Poi le grida cessano e i servi se ne vanno. Songlian va a vedere e vede Meishan impiccata nella stanza della morte. Comincia a gridare istericamente: “Assassini!”. La portano nella sua camera e arriva Chen. La ragazza, fuori di sé, continua a gridare che sono assassini. Chen le chiede cosa ha visto e lei risponde che non ha visto niente e che è pazza.

Viene l’estate e arriva una Quinta signora. E’ molto giovane, poco più che bambina. Vedendo Songlian, chiede chi è e le dicono che è la povera Quarta Signora, ormai diventata pazza.

 

 

 

 

 

loca

 

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inizio

 

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L’ARRIVO

arrivo

 

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serva

 

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Sgradevole incontro con Yan’er (interpretata da Ling Kong)

 

incasa

 

 

SONGLIAN come “QUARTA SIGNORA”

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gongli

 

 

quartiere

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Il massaggio dei piedi

 

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letto

Il letto

 

LE ALTRE MOGLI

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Yuru, la attempata prima  moglie

 

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Zhuoyun, la seconda moglie  (Cao Cuifen)

 

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Meishan, la terza moglie

 

attesa

La sera le mogli aspettano le comunicazioni di Chen, cioè chi sarà la prescelta per la notte

 

PRANZI IN COMUNE

 

prima

 

 

civetta

 

MEISHAN CANTA

 

 

canta

 

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Meishan dice che non ha più voglia di cantare

GIOCO A CARTE

 

lanterne

 

cena

 

SONGLIAN CON CHEN

 

 

imeneo

Songlian sorprende Yan’er nella sua stanza con Chen

 

insieme

Songlian lamenta di essere spiata da Yan’er, dice che rovista tra la sua roba. Chiede inoltre notizie sulla strana stanza che ha visto all’ultimo piano, ma Chen minimizza

Songlian chiede e ottiene che il pasto sia portato loro in camera, anche se Chen è contrariato, perché ciò non è in armonia con le abitudini della casa.

 

CONFIDENZE

confidenze

FALSA GRAVIDANZA

 

 

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Songlian entra nella stanza di Yan’er e resta colpita dalle lanterne rosse

 

bruciate

 

Le lanterne rosse di Yan’er vengono bruciate e lei deve restare inginocchiata sulla neve

 

 

LA STANZA DELLA MORTE

 

death room

 

death

 

death - Copia

 

lan

Songlian nella stanza di Meishan, in disordine dopo la sua morte.

 

LA QUINTA SIGNORA

 

quinta

 

Vedere anche:

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