LA RIVOLUZIONE CULTURALE

Nel 1958 Mao lanciò il grande balzo in avanti, un piano che contraddiceva il modello sovietico che privilegiava lo sviluppo della industria pesante e sostenuto da altri dirigenti cinesi. .  In base a questo programma l’agricoltura cinese sarebbe stata collettivizzata e sarebbe stata incentivata la piccola industria rurale a base collettivista. Mentre questo esperimento era in corso, Kruscev ritirò l’appoggio tecnico sovietico, non condividendo le idee economiche di Mao. Il grande balzo terminò nel 1961, a causa della fortissima carenza di beni alimentari che aveva causato. Il grande balzo in avanti, sia in Cina sia all’estero, è considerato responsabile della morte di milioni di persone, uccise dalla fame e dalla feroce repressione delle rivolte dei piccoli proprietari espropriati.

L’insuccesso della politica economica, avviata nel 1958 dal presidente Mao Zedong  con “il grande balzo in avanti”, aveva portato alla formazione di una robusta opposizione interna, che trovava la sua guida più autorevole nel segretario del Partito comunista cinese, Deng Xiaoping.

Mao rischiava di essere emarginato dalla dirigenza del partito. Egli reagì allora con una mossa estremamente audace e ricca di fantasia: nel 1966 invitò tutti i giovani studenti, e in particolare i figli e le figlie degli operai, dei contadini poveri e dei soldati, a realizzare una “rivoluzione culturale”. Mao li esortò a dimenticare ogni timore ed a mettere in discussione i dirigenti del partito tutte le volte in cui il loro comportamento fosse stato giudicato sbagliato.  I giovani studenti e le giovani studentesse delle scuole medie superiori e delle università accolsero questo appello con grandissimo entusiasmo. Moltissimi formarono gruppi autonomi che con pubblici “tazebao” (cioè manifesti murali) misero sotto accusa molti dirigenti. I membri della complessa galassia di questi gruppi giovanili vennero definiti collettivamente “guardie rosse”; il “libretto rosso”, una raccolta antologica di citazioni e di aforismi di Mao, fu il loro testo sacro.

Così, molti dirigenti comunisti furono formalmente accusati di reati e condannati al carcere; Deng Xiaoping fu destituito  dalla sua carica e mandato a lavorare in fabbrica per “essere rieducato”. E’ chiaro che il movimento giovanile non avrebbe avuto la forza di raggiungere da solo simili risultati. Questo enorme sconvolgimento fu possibile perché la “rivoluzione culturale” ebbe l’appoggio del ministro della Difesa Lin Biao e dell’esercito che da lui dipendeva

Gli studenti coinvolti furono molti milioni. Essi furono invitati a non frequentare più le scuole, a restare permanentemente mobilitati per spostarsi in massa là dove era richiesta la loro azione. Era l’esercito che predisponeva sia i mezzi di trasporto per gli spostamenti in massa, sia i campi di accoglienza nei luoghi dove le “guardie rosse” erano chiamate a inscenare le loro manifestazioni di protesta o di intimidazione. Le iniziative erano spesso violente e prevedevano umiliazioni in pubblico di coloro che, a torto o a ragione, erano considerati avversari di Mao. Ci furono molte aggressioni fisiche che fecero un elevato numero di vittime.

Nel 1967, raggiunti i suoi principali obiettivi politici, Mao decise di bloccare il movimento giovanile che tuttavia era ormai in gran parte fuori controllo: gli studenti che facevano parte delle “guardie rosse” non intendevano tornare a scuola e inoltre erano divisi in gruppi in lotta tra di loro. Alla fine fu necessario il risoluto intervento dell’esercito per bloccare le loro attività e le loro lotte intestine.  Nel 1969, la fase della “rivoluzione culturale” era chiusa e Mao era di nuovo al vertice del potere.

Gli ultimi anni della vita di Mao furono afflitti da gravi problemi si salute, per cui rimase estraneo alla politica attiva. Intanto, intorno alla sua figura, venne organizzato il culto della personalità: la sua immagine compariva ovunque e le sue citazioni venivano inserite in tutte le pubblicazioni.

Mao morì il 9 settembre 1976; la sua salma fu esposta per 8 giorni in piazza Tienanmen.

IMMAGINI DELLA RIVOLUZIONE CULTURALE

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I PROTAGONISTI

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Liu Shaoqi

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Lin Biao

 

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