DENG XIAOPING, IL POLITICO CHE DISSE AI CINESI: “ARRICCHITEVI!”

Deng Xiaoping (nato a Guang’an il 22 agosto 1904, morto il 19 febbraio 1997 a Pechino) ricoprì vari incarichi direttivi nel Partito Comunista Cinese ai tempi di Mao Zedong e divenne leader de facto della Cina dal 1979 al 1992. E’ stato il pioniere della Riforma Economica cinese e l’artefice del “socialismo con caratteristiche cinesi”.  Si trattava di una teoria che mirava a giustificare la transizione dalla economia pianificata alla economia aperta di mercato.

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La grande campagna della Rivoluzione Culturale contro Deng Xiaoping

 

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Visita al presidente Carter negli USA

 

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Il compagno Deng Xiaoping nella sua visita a Shenzen nel 1992

 

 

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La serie TV dedicata a Deng Xiaoping

GRANDI INNOVAZIONI

LE ZONE ECONOMICHE SPECIALI

L’ istituzione delle prime Zone Economiche Speciali (ZES) in Cina è iniziata a seguito della politica di riforme economiche (la cosiddetta politica della porta aperta) intrapresa nel paese a decorrere dal 1978.

In particolare, nel 1979, vennero create le prime tre ZES nelle municipalità di Shenzhen, Zhuhai e Shantou, tutte site nella provincia meridionale del Guangdong, nel 1980 venne istituita la ZES di Xiamen, nella provincia di Fujian, ed infine nel 1988 venne costituita la ZES dell’intera isola di Hainan divenuta nel contempo provincia.

 

 

LEGGE DEL FIGLIO UNICO

Ai tempi di Mao Zedong, la popolazione cinese cresceva di 30 milioni di persone l’anno. Nel 1962 il boom di nascite suscitò preoccupazione e si decise di iniziare una politica di pianificazione familiare nelle città più densamente popolate. Fu nel 1973 che fu lanciata una politica di controllo delle nascite.  La sovrappopolazione era ormai considerata un ostacolo allo sviluppo e alla modernizzazione. Nel 1979 il governo di Deng Xiao Ping varò una politica di controllo organico della natalità. Fu approvata la legge del “figlio unico”. A quel tempo, la Cina accoglieva un quarto della popolazione mondiale, pur disponendo solo del 7% del terreno coltivabile. I due terzi della popolazione avevano meno di trenta anni.

 

PIAZZA TIANANMEN

Le proteste sono cominciate nell’aprile del 1989 dopo la morte del leader comunista Hu Yahobang. Durante il suo mandato, Hu ha cercato di orientare il paese verso un sistema politico più aperto e verso una economia più orientata al mercato. Gli studenti si riuniscono in piazza Tienanmen, luogo simbolo che ospita la tomba di Mao Zedong, e hanno presentato un lungo elenco di richieste.

Il 26 aprile il People’s  Daily pubblica un articolo, in cui definisce la manifestazione “disordini” e accusa gli studenti di lavorare contro il Partito Comunista.

Il 13 maggio la folla a piazza Tiananmen era cresciuta fino a 300 mila persone.

Il 19 maggio il segretario generale del partito Zhao Ziyang  – che ha sostenuto i negoziati con gli studenti è apparso sul luogo della protesta e ha chiesto loro un  compromesso, ma il tentativo è fallito. Poco dopo, il premier Li Peng, rivale di Zhao, ha proclamato la legge marziale.
Il partito comunista ha deciso di agire. Il 2 giugno, alti funzionari del partito hanno imposto la legge marziale con lo scopo “di riportare l’ordine nella capitale”.  Circa 250 mila soldati hanno iniziato a mobilitarsi il giorno successivo con l’ordine di entrare nella piazza all’una di notte del 4 giugno e liberarla entro le 6 del mattino. Il soldati hanno avuto il permesso “di agire per autodifesa e usare ogni mezzo per eliminare gli impedimenti”, secondo lo storico di Tiananmen Wu Renhua.

I manifestanti hanno opposto resistenza, quando le truppe sono entrate per la prima volta nella piazza. Dopo una notte di spargimento di sangue, il Partito Comunista ha dichiarato che 241 persone sono rimaste uccise e 7000 sono state ferite. Da allora sono circolate molte cifre. Telegrammi diplomatici segreti del Regno Unito parlano di diecimila morti.

 

Dopo avere liberato la piazza il 5 giugno, i carri armati hanno continuato a percorrere le vie di Pechino, sparando a chi cercava di sbarrare loro la strada.

 

Il leader cinese Deng Xiaoping è apparso per la prima volta dopo la repressione il 9 giugno, lodando l’esercito per il lavoro svolto negli ultimi giorni ed etichettando i manifestanti come controrivoluzionari che volevano abbattere il comunismo.

 

migliaia

Decine di migliaia di studenti e cittadini si sono riuniti davanti al monumento dei Martiri a piazza Tiananmen il 21 aprile.

 

tienanmen

Un camion cerca di farsi largo tra la folla.

great hall

Gli studenti organizzano un sit-in davanti alla Great Hall of People il 18 aprile. Uno studente legge un lungo elenco di rivendicazioni.

 

elicotteri

Gli elicotteri volteggiano sulla piazza, mentre gli studenti agitano i pugni.

 

 

studenti

Il 20 maggio gli studenti dell’Università di Pechino si riuniscono a piazza Tianmen.

blocco convoglio

Un convoglio dell’Esercito, diretto a piazza Tienanmen, viene bloccato e torna indietro.

 

obiettivi

Uno studente dell’Università di Pechino legge un lungo elenco di obiettivi della occupazione ai soldati dell’Esercito Popolare di Liberazione.

 

 
elicottero dopo legge marziale

Un elicottero passa sopra piazza Tienanmen il 20 maggio, dopo la proclamazione della legge marziale.

 

 

formazione

Le truppe dell’esercito dal quartier generale del partito corrono in formazione in una ostentazione di forza.

 

camion

Un camion porta i soldati verso il Chang’an Boulevard.

carri armati in piazza 4 giugno

I carri armati entrano nella piazza il 4 giugno.

 

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I carri armati bloccano un cavalcavia sulla Chang’an Avenue che porta a piazza Tiananmen.

 

davanti

Un giovane si è messo davanti a un carro per fermarlo.

 

spari

I soldati sparano sulla folla.

 

curiosi

Alcuni curiosi osservano i carri armati che occupano la piazza il 7 giugno.

 

ciclisti

Alcuni ciclisti passano accanto a un carro armato.

 

Vedere anche:

 

 

 

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