ANTICA VIA DELLA SETA

 

 

 

 

LA STORIA

Per quanto indietro si risalga nei testi antichi, la produzione dei tessuti – tra cui i più importanti sono la seta e la canapa – rappresenta un lavoro e un sapere femminili.  Quando cominciò l’allevamento domestico del baco da seta (verso il 1000 a.C.), si può dire che ormai era in uso presso le famiglie in gran parte dei villaggi cinesi. Donne e bambine dedicavano gran parte del loro tempo ad allevare i bachi. Per questo è necessario raccogliere più volte al giorno foglie fresche di gelso, e nutrirne gli eterni affamati. I gelsi vennero piantati ovunque. Nutriti in maniera adeguata, mantenuti a temperatura media e costante in locali pulitissimi, posti al momento giusto su grate,  i bachi filavano e tessevano il bozzolo; quando era terminato, bisognava sbollentarlo; quindi cominciavano le operazioni di dipanamento, per cui si operava contemporaneamente su fili di più bozzoli per ottenere un unico filato. Il tutto con pazienza, cura, abilità e tempo, per ottenere infine la seta greggia. Tessitura, tintura, e ricamo sono altre arti, in cui i Cinesi hanno ottenuto risultati eccellenti e sempre migliori.   

BISANZIO E LA PERSIA

“L’Etiopia e lo Yemen controllavano il traffico delle navi provenienti da est sul mar Rosso; l’altra via accessibile alle navi era il golfo Persico, controllato dalla Persia. Con i regni cristiani in Etiopia e in Yemen/Himyar, a sua volta sottoposto alla egemonia della Etiopia, l’impero bizantino cristiano sperava di stringere alleanze politiche e commerciali, per deviare sul mar Rosso e sui porti bizantini una parte del flusso commerciale accaparrato dai persiani. Gli Etiopi traevano profitto dalla seta acquistata direttamente dall’India, e dalla stessa Bisanzio, pagandola meno che ai persiani.

L’imperatore Giustiniano inviò in Etiopia e nell’Himyar l’ambasciatore Giuliano che chiese loro di fare fronte comune contro i Persiani, in nome della comune fede religiosa. L’ambasciata fallì, perché il re dell’Himyar non si sentiva abbastanza forte per lottare contro la Persia. Gli Etiopi non potevano acquistare la seta direttamente dagli Indiani, perché i mercanti persiani “la facevano da padroni” nei porti stessi, dove le navi indiane facevano il primo scalo e avevano l’abitudine di l’abitudine di acquistare interi carichi e lì non c’era niente da fare. Dunque, occorreva continuare a comprare la seta dai mercanti persiani, principalmente a Nisibi, città di dogana (l’odierna Nusajbin, sul fiume Khabur, affluente sulla riva sinistra dell’Eufrate, al confine tra Siria e Turchia), ma anche a Callinico e ad Artaxa.

In quelle città arrivavano le merci provenienti dall’Asia centrale e da più distante, attraversando tutta la Persia via terra. I prodotti indiani, o sbarcati nei porti nord-occidentali dell’India e inoltrati via terra fino all’attuale Afghanistan, arrivavano in Asia centrale e in Persia. Analogamente, le merci provenienti dall’India in nave attraverso il golfo Persico o prodotte nei paesi costieri del golfo, giungevano dalla Persia nelle città di dogana citate. La Persia, in una fase di potenza militare ed economica, monopolizzava quindi buona parte del traffico terrestre e marittimo; spediva ovunque mercanzie e navi e controllava alcuni porti dell’India e di Ceylon, oltre a quelli del golfo Persico. Era assai temuta dai regni lungo le coste del mar Rosso, in quanto eliminava la concorrenza proveniente dall’India. Così era dall’intermediario persiano che i vicini occidentali di questi erano obbligati ad acquistare tessuti e filati di seta, mussole di cotone, pepe, spezie, aromi e profumi.

L’industria persiana stessa produceva molti tessuti di seta di qualità, vetri, ceramiche e molte altre cose; ma era soprattutto il monopolio della seta a essere importante, e il commercio era, come nell’impero bizantino, strettamente regolamentato e controllato dallo stato, il quale, grazie alla applicazione di diverse e pesanti gabelle,  ne traeva grandi guadagni. Il traffico delle sete gregge era, del resto, un monopolio statale. L’industria persiana era una grande acquirente dei preziosi filati, e produceva magnifici tessuti di seta, i cui motivi e lo stile molto riconoscibili hanno permesso di seguirne con precisione, nelle vestigia storiche, la diffusione commerciale: ne sono stati ritrovati in molti paesi occidentali, e anche in Asia centrale.

A metà del VI secolo, a proposito delle sete persiane, la questione dipendeva più dall’arte dei tessitori che dalla produzione di bozzoli.  Si sa che, per i setaioli, un re di Persia aveva ordinato il ratto delle larve in quantità consistente in Siria e le aveva fatte trasferire in Iran. Anche se esisteva l’allevamento dei bachi da seta, la produzione non era legata ai bisogni dei setaioli persiani. Costoro si rifornivano di seta cinese e dell’Asia centrale, perché era circa da un secolo e mezzo che la sericoltura era stata introdotta nel regno di Khotan.  Da lì probabilmente si era diffusa a tutta la cosiddetta “Serinda”, da dove i due monaci nestoriani della leggenda si erano verosimilmente procurato le uova.

Nel 562, dopo decenni di guerre, il sovrani dei due grandi imperi, Giustiniano e Cosroe I, firmarono un trattato di “pace eterna” (che tuttavia non durò molto a lungo), in cui le clausole commerciali avevano un ruolo fondamentale.  Nisibi e un’eltra città di dogana erano aperte ai bizantini e il commercio della seta greggia era pianificato. La potenza persiana sembrava inevitabile.

L’occasione di aggirare il monopolio persiano si presentò in seguito ad un nuovo cambiamento della carta politica ed etnica dell’Asia, con una nuova ondata di conquistatori: i Turchi.

Liberamente tratto da “La via della seta” di Luce Boulnois

AVVENTO DELL’ISLAM

All’inizio del VII secolo, le potenze politiche ai due estremi del mondo erano la Cina e la Persia sassanide, due grandi poli sempre in buoni rapporti tra loro, con interessi commerciali comuni; tra questi due poli, dalla metà del VI secolo c’erano le confederazioni turche che si imponevano, tenendo in stato di vassallaggio o protettorato numerosi piccoli regni, non dando tregua agli avanzamenti cinesi, tenuti a distanza dai sovrani persiani. I profitti del commercio avevano un ruolo fondamentale nei loro rapporti. Più oltre a ovest, l’impero bizantino non era riuscito a superare lo sbarramento persiano, e contava ben poco  nel sistema. Il VII secolo fu del resto per Bisanzio un periodo di agitazioni interne e di sconfitte all’estero: perse metà dei territori, su cui aveva regnato Giustiniano. Quanto all’Europa, subiva ancora i contraccolpi delle invasioni che, in ondate successive, l’avevano devastata.

 

C’erano poi due potenze in fieri: gli arabi con l’islam e il regno tibetano. La conquista araba, una esplosione della nuova religione rivelata, dovuta a una tribù di carovanieri e di mercanti del commercio internazionale, cominciò poco dopo la morte di Maometto, nel 632; in una dozzina di anni riuscì a dominale e si sforzò di convertire all’islam la Mesopotamia, la Palestina, la Siria e l’Egitto. I conquistatori attraversarono l’Eufrate nel 635, presero Ctesifonte nel 638, e, mentre si impadronivano di Gerusalemme, di Damasco e di Alessandria, la dinastia sassanide si esauriva con la morte di re Yazdgard III, ucciso nel 635 e, con la fuga in Cina di Firuz, l’erede al trono. Successivamente, egli visse soprattutto in Asia Centrale, sotto la protezione dell’imperatore cinese. La dinastia sassanide scomparve completamente nel 651, lasciando il posto a quella dei califfi Omayyadi. L’avanzamento verso est della nuova potenza non si sarebbe fermato lì: non solo avrebbe conquistato poco a poco metà dei regni turchi o indipendenti in Asia Centrale, ma sarebbe stata necessaria tutta la potenza militare dei Tang per bloccarne l’avanzata. Questo per quanto riguarda l’aspetto militare e politico: in campo economico, l’insediarsi su un così vasto insieme di territori dall’Asia Centrale al Marocco, di un potere sempre disposto ad attivare il commercio e rendere dinamici prodotti e industrie, finito il periodo della conquista si sarebbe rivelato un motore potente per la economia degli scambi.  

IL GRANDE NAVIGATORE ZHENG HE

Quando  Yongle ascese al trono, nominò Zheng He, il capo degli eunuchi, responsabile degli affari generali della reggia e lo gratificò del cognome Zheng. Dagli storici cinesi Yongle è considerato un imperatore molto capace. Di fatto, subito dopo la sua ascesa ai trono, inviò suoi rappresentanti nell’isola di Giava, nella penisola di Malacca, a Cochin e a Calicut. Decise inoltre di spedire una flotta in Occidente. per estendere l’influenza dell’impero Ming e per sviluppare le relazioni amichevoli e commerciali con i paesi stranieri. A comandare la flotta scelse Zheng He, uomo superiore per intelligenza e abilità. L’11 luglio 1405, Zheng He salpò da Liujiagang al comando di una flotta di 62 navi. La flotta, superate Champa, Giava, Palembang. Sumatra e Sri Lanka, raggiunse finalmente Calicut, sulla costa occidentale dell’India, dove Zheng He elevò una stele di pietra come ricordo. Dopo aver navigato per due anni, Zheng He tornò a Nanjing per imbarcarsi in vista di un secondo viaggio. Questa volta lasciò a Sri Lanka una lapide scolpita in tre lingue (Cinese, Tamil e Persiano) che fu scoperta nel 1911 ed è conservata nel Museo di Colombo. La lapide ricorda l’omaggio e i doni portati da Zheng He e dai suoi compatrioti in iscrizioni redatte in cinese, in tamil e in persiano.

Durante il quarto viaggio Zheng He raggiunse Hormuz nel Golfo Persico e dividendo la flotta in piccole squadre riuscì a visitare più contrade che nei viaggi precedenti. Il quinto viaggio lo portò ad Aden, all’ingresso del Mar Rosso. Navigò lungo la costa orientale dell’Africa fino a Mogadiscio, Brava in Somalia, a Malindi nel Kenia e ad altri posti a sud dell’equatore. Nel suo viaggio di ritorno in patria, aprì una nuova via diretta fra Malindi e Quilon. L’ultimo viaggio di Zheng He in Occidente durò due anni, dal 1431 al 1433. Quando la sua flotta arrivò a Calicut, inviò dei pellegrini che si unirono a una nave di viaggiatori, diretti alla Mecca.

In 28 anni, dal 1405 al 1433, Zheng He viaggiò per sette volte lungo la Via della Seta attraverso l’Oceano Indiano. Ad ogni sosta nei porti stranieri, rendeva una visita di cortesia al governatore del luogo e si impegnava in scambi culturali e commerciali con gli abitanti, dando un contributo grandissimo al rafforzamento delle relazioni diplomatiche con quei paesi. In ogni viaggio, inviati stranieri si univano alla flotta per il viaggio di ritorno in Cina. Nel suo sesto viaggio tornarono con lui più di 1200 inviati da 16 paesi. Questi contatti amichevoli potenziarono la comprensione reciproca fra i popoli della Cina, dell’Asia e dell’Africa. La flotta di Zheng He trasportava all’estero manufatti di seta, di bronzo, di ferro, di porcellana, di oro e di argento e monete. Porcellane cinesi sono state scoperte durante gli scavi archeologici in quasi tutte le aree geografiche toccate dalla flotta. Nelle tombe e nei castelli del Kenia e della Tanzania, risalenti al XV secolo, sono stati rinvenuti piatti e vasi cinesi in porcellana. Spezie, colori da tintoria, gioielli e animali rari furono importati in Cina, nello stesso periodo. Infine, i sette viaggi di Zheng He verso l’Occidente ci illuminano globalmente sulla fiorente industria cinese delle costruzioni navali e sulla avanzata maestria nella navigazione durante la dinastia Ming. Ognuno dei vascelli di Zheng He era lungo 147 metri, aveva una larghezza di sei metri, 12 vele e 9 alberi con equipaggi di 200-300 marinai. Soltanto con un’arte consumata del navigare e una forte decisione, i marinai che usavano queste navi dipendenti dai venti, potevano attraversare l’Oceano Indiano. Questi navigatori decidevano la loro direzione con l’aiuto di bussole e osservando il sole di giorno e le stelle di notte. Inoltre, durante i viaggi, sondavano la profondità delle acque ed esaminavano il fondo marino. Come risultato, poterono viaggiare nel burrascoso oceano con sicurezza come andassero sulla terra ferma.

MAPPE

Catturasera

 

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Il Taklamakan è un deserto situato nella regione autonoma uigura  Sinkiang cinese  ed occupa quasi per intero il bacino del Tarim. E’ limitato a nord dal Tien Shan e a ovest dal massiccio del Pamir; a sud è delimitato dalla catena del Kunlun e dall’altopiano del Tibet. Il deserto presenta una notevole subsidenza tra la depressione di Turfan i i monti Kunlun e Karakorum.  Questo importante affossamento ha permesso la costituzione del fiume Tarim, lungo 2000 km e che si perde nel Lago Nop. Freddo di inverno e caldo di estate.

La popolazione è costituita da uiguri turcofoni. E’ delimitato, a nord e a sud, da una serie di città-oasi che costituivano le due diramazioni della Via della Seta.

Il Taklamakan è un desero situato nella regione autonoma uigura  Sinkiang cinese  ed occupa quasi per intero il bacino del Tarim. E’ limitato a nord dal Tien Shan e a ovest dal massiccio del Pamir; a sud è delimitato dalla catena del Kunlun e dall’altopiano del Tibet. Il deserto presenta una notevole subsidenza tra la depressione di Turfan i i monti Kunlun e Karakorum.  Questo importante affossamento ha permesso la costituzione del fiume Tarim, lungo 2000 km e che si perde nel Lago Nop. Freddo di inverno e caldo di estate.

La popolazione è costituita da uiguri turcofoni. E’ delimitato, a nord e a sud, da una serie di città-oasi che costituivano le due diramazioni della Via della Seta.

 

 

 

mongolia interna

La Mongolia Interna

Di SY – Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=73964820

La Mongolia Interna è una immensa regione che forma un lunghissimo arco nel nord-ovest della Cina e collega la Siberia all’Asia Centrale, occupando circa un terzo della superficie della Cina. L’ambiente geografico va dalle foreste ai deserti sabbiosi alle praterie. Dal punto di vista etnico, i territori sono dimora di numerose minoranze: mongoli,  uiguri e hui, russi, kazaki e kirghizi. Tre province (Mongolia Interna, Ningxia e Xinjiang) sono ufficialmente riconosciute come province autonome. Le principali attrattive di Xinjiang e Gansu sono le città-oasi nel deserto lungo la Via della Seta, ricche di grotte con dipinti buddhisti, suggestive rovine, caotici mercati.

Confinante con la Repubblica di Mongolia e la Russia a nord,  con gli stati dell’Asia Centrale a ovest e con il subcontinente indiano a sud, la regione resta legata alla Cina che per secoli operò per imporvi la propria egemonia. Oggi la popolazione è in maggioranza composta da cinesi han che sembrano però avere poco in comune con le comunità indigene della zona.

UZBEKISTAN

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La Via della Seta passava per Merv, la capitale dell’antico Turkmenistan.

 

 

Da Chang’an, la capitale della Cina, a Roma, alla estremità opposta della Eurasia, la Via della Seta fu per secoli la rotta commerciale tra civiltà e un corridoio, lungo il quale viaggiarono idee, conoscenze e religioni.

Chang’an (Xi’an) è stata la antica capitale della Cina, sotto dieci dinastie. Al tempo della dinastia Ming, il nome divenne Xi’an, tuttora in uso.  Verso il 750 d.C. era una delle più popolose città del mondo e, secondo alcune fonti, contava un milione di persone.

Da Xi’an, i rami settentrionali proseguivano fino a Dunhuang, importantissimo centro buddista con le celebri grotte di Mogao. Lì si divideva in tre rami, di cui due si ricongiungevano a Kashgar. Il terzo invece passava attraverso il Tien Shan (grande sistema montuoso dell’Asia Centrale)  in direzione di Alma Ata.  Tutti questi percorsi si riunivano nella antica Sogdiana e proseguivano verso quelli che oggi sono Uzbekistan, Afghanistan, Turkmenistan e Iran fino a Baghdad e poi, sfruttando in gran parte l’Eufrate, giungevano fino al Mediterraneo.

 


 

Partendo da Xi’an, le carovane cariche di seta attraversavano Lanzhou, passando per la porta di giada (Yumen), vicino a Jiayuguan. A Dunhuang, per evitare il deserto di Taklimatan , si dividevano, seguendo la via a nord o quella a sud, lungo le oasi di Turpan, Kuqa e Hotan, prima di riunirsi a Kashgar. Le carovane che si addentravano nel deserto sparivano, inghiottite dalle sabbie, e non se ne sapeva più nulla. Una deviazione di questa autostrada ante litteram lasciava la Cina attraverso i monti del Pamir e arrivava fino al Mediterraneo, mentre dal ramo sud partiva la autostrada del Karakorum, diretta verso il nord dell’India. La Via della Seta portò ricchezze a vari insediamenti preislamici e buddhisti, in seguito inghiottiti dal deserto o semplicemente dimenticati.

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IMMAGINI

XI’AN (CHANG’AN) 

Chang’an (che significa “pace eterna”) è stata la capitale sotto 10 dinastie. Al tempo della dinastia Ming, il nome è diventato Xi’an, tuttora in uso. Poco a nord della città, furono creati i tumuli del re Qin Shi Huang della dinastia Qin, che qui costruì il suo mausoleo, vigilato dall’esercito di terracotta. Al tempo della dinastia Tang la città ere 8 volte più vasta della Xian dei Ming. In documenti del 750, si parla di 800 mila – un milione di persone.

Si trova nella provincia del dello Shaanxi.  La città si trova nel mezzo di una pianura alluvionale, formata dagli otto fiumi che scorrono nelle vicinanze. A nord è limitata dal fiume Wei, un fiume lungo 818 km, che è il principale affluente del Fiume Giallo. La sorgente del Wei si trova a 200 km dal Fiume Giallo, ma, a causa dell’enorme ansa che questo fa da Lanzhou. il Wei sfocia nel Fiume Giallo dopo 2000 km di corso di questo.

 

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Le mura con il fiume Wei

 

CC BY-SA 3.0, https://it.wikipedia.org/w/index.php?curid=2144397

 

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Le fortificazioni

 

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La pagoda della Grande Oca Selvatica

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L’esercito di terracotta sepolto assieme all’imperatore Qin Shi Huang 

 

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L’esercito dei guerrieri di terracotta

Di user:Robin Chen – Opera propria, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=566277

 

LANZHOU

Grande centro industriale e capoluogo del Gansu, Lanzhou è stata a lungo uno snodo centrale tra il cuore della Cina e il nord-ovest. Fu un importante punto di sosta lungo la Via della Seta, nonché l’estremità orientale del bassopiano detto corridoio di Hexi. Il Fiume Giallo ne attraversa il centro: per secoli, Lanzhou fu il principale punto, in cui attraversare il fiume. La costruzione del primo ponte in ferro avvenne solo nel 1907.

Le capitali delle città delle grandi dinastie imperiali, come per esempio Xi’an e Pechino, e le popolose aree settentrionali, consideravano il corridoio di Hexi presso Lanzhou un’importante punto vitale per il commercio e lo scambio con l’Occidente. Una delle eredità della via della Seta è il Tempio Bingling (Mille grotte di Buddha). Su entrambi i lati di questa grande e lunga valle si trovano alte montagne, deserti e altipiani che bloccavano i viaggiatori provenienti da nord e sud. La popolazione beneficiò dagli scambi commerciali dell’area, e furono influenzati da idee e religioni occidentali. Contemporaneamente ai beni materiali infatti, sulle carovane viaggiavano anche le idee, per questo motivo le ideologie occidentali influenzarono ampiamente le Dinastie Cinesi.  

Lanzhou

 

Di Sigismund von Dobschütz – Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=8001935

LanzhouPonte

Di User:YukioSanjo from it.wikipedia – it.wikipedia, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=31505681

 

 

KASHGAR

Nella parte più occidentale del Xinjiang, la città di Kashgar, sorta lungo la Via della Seta, sta adagiata ai piedi dei monti del Pamir, con il deserto di Taklaman ad est. Punto di incontro delle diramazioni nord e sud della Via della Seta e porta per l’Occidente, fu un tempo un centro di grande importanza.  E’ un luogo storico di incontro di genti lungo la Via della Seta.  La strada del Karakorum lo collega al Pakistan attraverso il passo Khunjerab. Attraverso il passo di Korugart si raggiunge il Kirghizistan. Vi si stabilì una guarnigione cinese già nel 78 d.C., ma la regione subì l’influsso dell’Islam nel IX secolo e Kashgar non tornò a far parte dell’Impero Cinese fino al XVIII  secolo. In seguito, un signore della guerra dell’Asia Centrale, Yakub Beg, si proclamò Khan dello Stato di Kashgar. Alla sua morte, nel 1877, la Cina si annesse la provincia. Oggi Kashgar è un attivo mercato e uno snodo di trasporti, ma, nonstante la rapida modernizzazione, conserva il suo fascino.

La Moschea di Id Kah  è la più grande moschea del Xinjiang e una delle maggiori della Cina. Fu probabilmente fondata nel 1738, probabilmente nel sito di una moschea precedente più piccola. La attuale struttura risale al 1838 e fu  danneggiata durante la Rivoluzione Culturale. All’interno si trovano un padiglione ottagonale e una piscina, oltre a uno spazio con 100 colonne  in grado di ospitare 7000 fedeli.

 

Su entrambi i lati della piazza della moschea, si trova la città vecchia con i suoi bazar.  Questi sono divisi in diverse sezioni destinate ai vari oggetti.  Il prodotto principale della zona è rappresentato dai tappeti.  Ci sono poi i cappelli colorati dell’Asia Centrale.

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Moschea di Id Kah

Di Colegota – Opera propria, CC BY-SA 2.5 es, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=431862

 

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Immagini della città vecchia

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La tomba di Apakh Hoja

CC BY-SA 2.5 es, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=431904

Kashgar si trova presso una oasi del deserto di Taklamakan nel Xinkjiang.

Fondata 2000 anni fa, fu a lungo dominata dalla popolazione nomade dei Xiongnu.  Quando questa fu sconfitta dal generale cinese Ban Chao nel 73 d.C. divenne formalmente parte del Celeste Impero. La città ha vissuto da protagonista gli anni, in cui la via della Seta era il fulcro degli scambi commerciali e culturali tra Europa e Asia, accogliendo un gran numero di bazar e dotandosi di edifici frutto della commistione di vari stili.

 

 

KHIVA (oggi in Uzbekistan)

 

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Minareto Khalta Minor

 

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Islam Khodjia

 

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Mura di Itchan Kala

Khiva è l’antica capitale della Coresmia e del khanato di Khiva (dal 1592) e si trova oggi nella provincia di Khorezm in Uzbekistan. Fu sede di un importante mercato di schiavi.

 

IL TIAN SHAN

 

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Central Tian Shan mountain range with Khan Tengri (6995 m) in the center. Taken on the flight from Urumqi to Bishkek, where Mt. Khan Tengri and Mt. Tomur (Jengish Chokusu / Mt Pobeda) can be seen clearly.

Di Chen Zhao – originally posted to Flickr as 天山山脉西段航拍 / West Tian Shan mountains, CC BY 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=8723906

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Tian Chi

Di Babak Fakhamzadeh from São Paulo, Brazil – Tian Chi, CC BY 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=45264478

Il rilievo è caratterizzato da una combinazione di catene montuose e da una serie di valli e bacini intermedi che si allungano generalmente da est a ovest. La depressione più profonda del Tien Shan orientale è la depressione di Turfan  (o Turpan), regione in cui si trova il punto più basso dell’Asia Centrale (154 metri sotto il livello del mare). Le montagne sono di tipo alpino con pendici impervie e lungo le loro creste si estendono ghiacciai.

TURPAN

 

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La moschea di Emin con il minareto

 

La depressione di Turpan

 

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La depressione di Turfan

Di NASA/USGS (Landsat 7) – http://www.nasa.gov/multimedia/imagegallery/image_feature_533.htmlhttp://earthobservatory.nasa.gov/IOTD/view.php?id=4142, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=9525009

Turfan si trova accanto alla antica capitale uigura di Gaochang. La dinastia Qing conquistò questa regione, in larga parte musulmana, negli anni 1750, sconfiggendo in una serie di battaglie gli uiguri e i mongoli, grazie al suo superiore armamento. Il minareto fu innalzato nel 1777 durante il regno dell’imperatore Qing Qianlong (1735 – 1796) e fu terminato l’anno successivi.  Con la sua altezza di 44 metri, è il minareto più alto della Cina.

Il bacino di Turfan è una fossa tettonica che arriva a una profondità di 155 metri, mentre le zone limitrofe del fiume Tarim e del Lop Nur arrivano ad una altezza variabile tra 600 e 900 metri sul livello del mare. Il bacino è intensivamente coltivato ed è famoso per l’uva e  i meloni.La parte settentrionale, più elevata, costituisce una sorta di sentiero naturale, utilizzato dalla Via della Seta.

 

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FERGANA VALLEY

 

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fergana

 

 

ferga

 

 

SAMARCANDA

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Moschea di Bibi Khanym

Di Doron – Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=2121478

 

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Il mausoleo di Gur Emir, dove è sepolto Tamerlano

BUKHARA

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Mausoleo di Ismail Samany

 

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 Moschea di Poi- Kalyan

TASHKENT

dzhuma

Moschea Dzhuma

Medrese_Barak_Chan,_Toshkent,_Uzbekistan_11.05.2014

Madrasa Barak Chan

Di THORSTEN – Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=44489452

Tashkent è la capitale dell’Uzbekistan.

GHAZNI

Ghazni-Minaret

Il Minareto di Ghazni

Von bluuurgh – Eigenes Werk, Gemeinfrei, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=215611

 

ghazni

La città vecchia

Von U.S. Air Force photo by Tech. Sgt. J.T. May III – http://www.defenseimagery.mil/imagery.html#a=search&s=prt&guid=724d0711d31e276dba7686293e9ca6c8ae03e97d VIRIN 100418-F-4473M-141, Gemeinfrei, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=10153464

 

 

BAGHDAD 

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Baghdad medioevale

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bag

Fondata nel 762 d.C. dal califfo abbaside Al-Mansur, divenne la capitale religiosa e amministrativa della sua dinastia. Dopo un periodo di estremo splendore, la città iniziò a decadere a metà del IX secolo quando gli Abbasidi iniziarono a indebolirsi; distrutta dai Mongoli nel 1258 e poi da Tamerlano nel 1401, fu conquistata dai Persiani e poi dai Turchi che la resero capoluogo di provincia e le ridiedero grande prestigio.

 

NISIBI (attuale Nusajbin)

 

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TABRIZ

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IL BAZAR

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LA MOSCHEA BLU

Tabriz è situata nell’Iran nord-occidentale.

PAMIR

Il Pamir ( definito il “tetto del mondo”) è una regione fisica dell’Asia Centrale, costituita da un altopiano di 100.000 kmq, di altezza compresa tra i 3000 e 4000 metri sul livello del mare. Si trova a sud del Tienshan e a nord del Karakorum, del Kunlun, dell’Hindu Kush. Il suo territorio è diviso tra il Tagikistan, l’Afghanisata, il Kirghizistan, il Pakistan e la Cina.

E’ orlato da catene montuose, la cui vetta più alta è il Kungur (7719 metri), il Muztagata (7495 metri), il picco Ismail Samani (7495 metri) e il picco Ibn Sina (7134 metri).

Il clima è alpino, con estati corte e fresche, e inverni lunghi e rigidi con scarse precipitazioni

Un tempo attraversato dalla Via della Seta, oggi il Pamir possiede le due strade di comunicazione più alte del mondo: la strada del Karakorum (che collega il Pakistan alla Cina) e quella del Pamir che collega il Tagikistan al Kirghizistan.

 

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Pamirhighway

HINDU KUSH

L’Hindu Kush è una catena montuosa dell’Afghanistan e delle Aree Tribali del Pakistan. E’ la propaggine occidentale del Pamir, del Karakorum e della Himalaya, a sud-ovest del Tian Shan.

L’altezza delle montagne del sistema dell’Hindu Kush decresce spostandosi verso ovest, dove variano tra 3500 e 4000 metri. Le vette situate nell’Afghanistan Orientale invece superano i 7000 metri. L’intero sistema si estende in longitudine per poco meno di 1000 km.

 

hindu

Vista dal satellite

Di Jeff Schmaltz, MODIS Land Rapid Response Team at NASA GSFC – NASA’s Earth Observatory, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=844300

 

Golden_Peaks_(Hindu_Kush_Range),_Pakistan

Golden Peaks

Di Akbar Asif22 (Akbar Ali Asif) – Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=49148100

These majestic peaks are from Hindu Kush Range. Warm light of setting sun has added more beauty to the overall scene. Its a zoomed shot taken from far away.

 

A_lovely_peak_in_Hindu_Kush_Range,_Pakistan

Kalam, Swat Valley, Pakistan. My shot shows a lovely peak in Hindu Kush Mountain Range. These beautiful peaks can be seen from Kalam main bazar in the East. We, a group of 3 friends hiked to Boyun village which lies at a distance of 4km from Kalam main bazar. I took this shot using a zoom lens; lateral sunlight has beautifully highlighted these mountains with a very nice contrast with blue sky.

 

Di Akbar Asif22 – Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=49110673

 

 

 

 

 

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