HUAWEI, XIAOMI E TENCENT

HUAWEI

Huawei ha venduto in Europa Occidentale 6,7 milioni di smartphone nel secondo trimestre di quest’anno, quasi il doppio rispetto ai 3,8 dello stesso periodo del 2017. Una crescita che le permette di piazzarsi al secondo posto nelle vendite del Vecchio Continente, subito dopo Samsung. Performance analoga è stata registrata nelle vendite mondiali, secondo i dati di International Data Corporation. Huawei ha così scavalcato Apple nella classifica europea dei costruttori. Forte passo in avanti anche di un altro produttore cinese in forte ascesa, Xiaomi, che in Europa passa in un anno da 36.000 a un milione di unità.

La crescita su scala mondiale di Huawei è del 40,9 per cento, contro un modestissimo più 0,7 per cento di Apple e un calo preoccupante di Samsung, a meno 10,4 per cento. In Europa va ancora meglio, perché nel secondo trimestre 2018 si registra un balzo del 75 per cento, a fronte del calo dei rivali e dell’intero settore. Xiaomi, al quarto posto nella classifica mondiale e in quella europea, a livello globale nel secondo trimestre cresce del 48,8 per cento.

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Xiaomi si avvicina alla quotazione. Il marchio cinese di smartphone ha depositato i documenti alla borsa di Hong Kong per una Ipo che potrebbe raccogliere 10 miliardi di dollari, il più grosso debutto sui listini dai tempi dei 21,8 miliardi raccolti a Wall Street da Alibaba nel 2014 . Il valore dell’azienda lieviterebbe così tra gli 80 e i 100 miliardi di dollari, secondo fonti a conoscenza dell’operazione intervistate dai media internazionali. Il prospetto di Xiaomi ha offerto agli investitori un primo dettaglio sulla situazione finanziaria del gruppo in vista della Ipo, che potrebbe chiudersi entro la fine di giugno. I numeri, a quanto sottolinea l’agenzia Reuters, fotografano un’azienda «resiliente» nonostante il rallentamento delle vendite globali di smartphone. Le risorse saranno destinate a ricerca&sviluppo, internet of things e l’espansione della sua piattaforma software.

L’azienda è diventata il quarto produttore di smartphone l’anno scorso (settore che vale il 70% del fatturato), grazie alla crescita sul mercato indiano, ma sta spingendo sulla diversificazione di un business che rischia di garantire scarsa marginalità. Il gruppo sta investendo sul segmento dell’internet of things, i dispositivi connessi, producendo un’ampia gamma di gadget, senza dimenticare i servizi internet, l’ambito che genera oltre il 60% dei profitti del gruppo, a partire dall’advertising e dal suo sistema operativo Miui (190 milioni di utenti attivi nel marzo 2018).

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Il “notch”, la plancetta sulla parte superiore del display dell’iPhoneX, ha incontrato nei mesi scorsi un’accoglienza contrastante, ma sembra aver fatto breccia nel design e, a quanto pare, la incorporerà anche il P20 di Huawei che sarà presentato il 27 marzo a Parigi.

Secondo un’indiscrezione, tutti i nuovi dispositivi del colosso cinese (ormai terza forza mondiale e seconda sul mercato italiano con una quota del 25%) dovrebbero appunto sfoggiare una rientranza di quel genere.

Quanto alle altre indiscrezioni, se il P20 Lite si candida a essere uno dei top seller dell’anno per rapporto prezzo-caratteristiche e la tripla fotocamera potrebbe anche non fare la sua apparizione sul modello Plus o Pro, la versione base, per così, dire, monterà un display Oled, una batteria da 3.200 mAh (nella versione superiore sarà da 4mila), Android Oreo 8.1 e la nuova interfaccia Emui, messa a punto in casa, supportata come sempre dal chipset Kirin 970. Quanto al comparto fotografico, continua il sodalizio con la tedesca Leica e i sensori potrebbero toccare i 40 Mpixel e avere uno zoom ottico 5x. Non rimane che aspettare.

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Secondo Richard Yu, il numero uno di Huawei, il  Mate 10 è “il migliore smartphone che abbiamo mai fatto”.  Veloce, grande, facile da usare: mega schermo (display da 6 pollici ), performance e super batteria. In un mercato che rischia di diventare saturo di super telefonini, Huawei accelera il passo in vista dell’arrivo dell’iPhone10.

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Huawei ha quasi triplicato in due anni la quota di mercato negli smartphone: è già seconda, dopo Samsung e prima di Apple. Edward Chan, amministratore delegato di Huawei in Italia, si propone di raddoppiare il fatturato entro il 2022 e di diventare il marchio più amato. Ora ha una quota di mercato del 25,7% ed è seconda dopo Samsung, prima della Mela. In un anno, i ricavi sono saliti del 40% a 1,27 miliardi ed il 45% viene dagli smartphone. L’accordo con Leica, regina delle macchine fotografiche, ha fatto fare il balzo dal P8 al P9. Il patto con Leica è stato consolidato con P10. Lo scopo è offrire una foto di alta qualità.

Va ricordato che fu Huawei, a Rigopiano, a fornire la tecnologia (e una squadra di quattro persone per usarla) ai soccorritori nell’albergo travolto dalla valanga, al buio, con i cellulari. Dal suo centro di Pula fu trasportato in elicottero il sistema portatile di emergenza (“Rapid e-Lte Emergency solutions”) che mise in contatto le persone sul posto e la sala operativa, permettendo la comunicazione in 4G di voce e dati.  E’ nel parco tecnologico sardo che l’azienda cinese ha deciso, con la Regione, di aprire il suo laboratorio di innovazione: il Joint innovation center, 20 milioni di investimento.

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Nel 2017 Huawei vule dare l’assalto alla fascia alta del mercato. Il nuovo smartphone P10 punta, oltre che sul design raffinato, sulla doppia fotocamera sviluppata in tandem con la tedesca Leica. Il gruppo fondato da Ren Zhengfei crede molto nella partnership: un’altra è stata avviata con l’istituto Pantone, che ha creato nuove tonalità di colore per il P10. Huawei attacca due fronti: cresce bene infatti anche Honor, che nel gruppo è il brand giovane e orientato all’online. In Cina infatti, oltre il 30% degli smartphone viene acquistato sul web. Honor è il primo marchio per vendite online con il 9.5%, contando anche i negozi fisici. Nato per la fascia media e bassa, con un prezzo aggressivo, ha alzato il tiro anche nella fascia alta.

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Huawei si può ormai permettere di cedere il primo posto a Oppo e Vivo che sono i campioni del low cost cinese, puntando alla leadership negli apparecchi di fascia alta. Huawei investe circa il 10% del suo fatturato in ricerca e sviluppo, settore in cui è impiegato circa il 45% dei suoi dipendenti.  Ciò le ha permesso di ottenere circa 40 mila brevetti depositati. C’è poi una strategia di marketing particolarmente aggressiva che le ha permesso di arrivare al 20% del mercato in Polonia, Finlandia, Spagna e anche in Italia. E’ imminente l’invasione dell’India con un blitz in 50 mila negozi. 30% di crescita nel 2015, 40% nella prima metà del 2016!

Il padre-padrone di Huawei è il settantaduenne Ren Zhenfei, un ex militare che ha servito per 20 anni della sua vita nell’esercito cinese. Ciò gli ha valso accuse di spionaggio che rigetta indignato.

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Le disgrazie di Samsung, dovute al Galaxy Note 7,  sono la fortuna di Huawei, terzo produttore mondiale di smarphone, dopo Apple e Samsung ! Huawei è ora il secondo produttore per profittabilità dopo l’irraggiungibile Apple.

Mate 9 è l’asso nella manica con Android 7.0. Schermo curvo e full HD da 5.9 pollici per il modello base. Super processore Kirin 960, il primo chipset octa-core al mondo, costruito con processore Arm con forte miglioramento delle prestazioni. La batteria promette lunga durata e sicurezza.  Doppia fotocamera da 12 e 20 Megapixel, targata Leica.

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Huawei è fortissimo sul mercato cinese, ma ormai è notissimo anche nel mondo occidentale. Coltiva l’ambizioso obiettivo di diventare il numero uno al mondo. Spera di superare Apple nel 2018 e Samsung entro cinque anni. Negli Stati Uniti ha una presenza marginale, perché è sospettato di avere rapporti con l’esercito cinese (da cui proviene il fondatore Ren Zhengfei). E’ molto agguerrito nella ricerca ed  opera anche nell’ambito delle reti. Comunque le carte si rimescolano frequentemente, perché il consumatore cinese è tendenzialmente infedele.

La grande rincorsa di Huawei negli smartphone continua con il P9, nuovo top di gamma dell’azienda cinese, diventata rapidamente numero 3 in questo mercato, dopo Samsung e Apple. Questo telefono punta fortemente sulla fotocamera, grazie a una collaborazione con la tedesca Leica, uno dei marchi storici della telefonia professionale.I modelli sono due: P9 e P9 Plus. Il primo ha un display da 5,2 pollici (e 423 ppi) ed il secondo da 5,5 (e 401ppi). Lo schermo ottimizza molto i margini che risultano quindi poco ingombranti: un vantaggio rispetto all’iPhone!

Colpiscono le due fotocamere da 12 megapixel l’una. La prima cattura i colori, mentre la seconda, in bianco e nero, acquisisce tutti i dettagli della immagine. Lavorano insieme per consentire agli utenti di creare foto con dettagli, profondità e colori ottimizzati. La doppia fotocamera, già introdotta da Htc e Lg, sta diventando una moda, tanto che anche iPhone7 dovrebbe integrarla. Permette di sfruttare meglio luminosità e dettagli e consente un effetto sfocato sui dettagli, tipico delle reflex, con le inevitabili differenze.  Ci sono anche la riproduzione del tipico rumore Leica per l’otturatore, i filtri e diverse opzioni per lavorare sulle foto. Il processore del nuovo smartphone è un Kirin da 955 2.5Hz a 64 bit. Saranno disponibili una versione da tre gigabyte di  Ram e 32 di memoria interna  e una da 4 GB di Ram e 64 di memoria interna.  La batteria è da 3000 mAh, mentre il Plus ne monta una da 3400, che dovrebbe garantire prestazioni all’altezza in fatto di durata. Il Plus ha anche il Press Touch per abilitare funzioni in base alla diversa pressione sullo schermo e la ricarica rapida che consente agli utenti 6 ore di conversazione dopo una ricarica di soli 10 minuti. Il P9 costerà 599 euro, mentre il P9 Plus 749.

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Il futuro sembra decisamente promettente per Huawei: nel 2015 è decollata con vendite cresciute del 53%. Merito di un brand che acquista riconoscibilità e del lancio di due marchi: oltre al marchio principale, funziona bene anche Honor, con buoni prodotti venduti a prezzi aggressivi, sfruttando l’online. L’ultimo nato Honor 5X sarà tra i probabili bestseller dell’anno. Huawei ora si allarga a settori finora non battuti come i Pc, come il nuovo ibrido MateBook, che usa Windows 10.

“Huawei cordially invites you to attend CeBIT 2016, the internationally renowned consumer electronics, communications, and IT expo, which will be held in Hannover, Germany, from March 14 to 18, 2016.

The digital economy is changing the way we work and live. New ICT technologies in the digitalization era are also optimizing business models and opening up new market opportunities. These changes epitomize and echo the “d!conomy” theme of CeBIT 2016. IT and digitalization are reshaping businesses and our society. To help the business world seize new opportunities and address upcoming challenges, Huawei remains committed to building a better connected world and a strong industry ecosystem relying on continuous innovations and open partnerships, leading new ICT transformations and helping enterprises stay ahead in increasingly competitive markets.

Together with our partners, Huawei will exhibit a wide range of innovative ICT products and solutions in the fields of Cloud Computing, Big Data, Internet of Things, SDN, Data Centers, and Information Security. Huawei will also share success stories about digital transformations implemented in government and public sectors, financial services, transportation, manufacturing, and education. We welcome the opportunity to exchange ideas and address your business goals.”

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Ren Zhengfei, fondatore e amministratore delegato di Huawei

 

 

 

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Il presidente Yan Lida

Si può dire che gli smartphone made in China stanno spopolando. Oppo e Vivo, altri due marchi cinesi, sono quarto e quinto nella classifica. Appartengono entrambi al colosso dell’elettronica BBK. Poiché questo controlla anche il marchio OnePlus, la sua produzione complessiva è di 39 milioni di pezzi, a un soffio da Apple (40,4 milioni): è quindi il terzo produttore mondiale (considerando tutti i suoi marchi riuniti).

Huawei ha venduto in Europa Occidentale 6,7 milioni di smartphone nel secondo trimestre di quest’anno, quasi il doppio rispetto ai 3,8 dello stesso periodo del 2017. Una crescita che le permette di piazzarsi al secondo posto nelle vendite del Vecchio Continente, subito dopo Samsung. Performance analoga è stata registrata nelle vendite mondiali, secondo i dati di International Data Corporation.

Huawei ha scavalcato Apple nella classifica europea dei costruttori. Forte passo in avanti anche di un altro produttore cinese in forte ascesa, Xiaomi, che in Europa passa in un anno da 36.000 a un milione di unità.

La crescita su scala mondiale di Huawei è del 40,9 per cento, contro un modestissimo più 0,7 per cento di Apple e un calo preoccupante di Samsung, a meno 10,4 per cento. In Europa va ancora meglio, perché nel secondo trimestre 2018 si registra un balzo del 75 per cento, a fronte del calo dei rivali e dell’intero settore. Xiaomi, al quarto posto nella classifica mondiale e in quella europea, a livello globale nel secondo trimestre cresce del 48,8 per cento.

 

TENCENT

 

Tencent Music Entertainment Group, divisione del gigante Tencent, ha intenzione di quotarsi negli Stati Uniti. La principale azienda di musica in streaming cinese controlla diverse app molto popolari tra cui Qq Music e una piattaforma di karaoke online. La società sta inoltre vivendo un periodo di crescita grazie alle tecnologie streaming che hanno rimodellato l’industria della musica. Le sue azioni arriveranno sul mercato grazie a quella che si prospetta una delle più grandi Offerte Pubbliche Iniziali degli ultimi tempi. 

Tencent Music, che conta oltre 800 milioni di utenti attivi al mese, è stata fondata nel 2016, dopo l’acquisto da parte di Tencent di una quota di maggioranza in China Music Corp. L’azienda ha registrato un aumento dei ricavi nel 2017, a 1,66 miliardi di dollari, di cui circa il 70% derivanti dai servizi di intrattenimento online. L’utile della società ammontava a 199 milioni di dollari nel 2017, in aumento rispetto all’anno precedente. 

 

 

 

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