LE SPEDIZIONI SPAZIALI CINESI – L’ATTERRAGGIO DELLA SONDA CINESE CHANG’E-3 SULLA LUNA E L’ALLUNAGGIO SULLA FACCIA NASCOSTA

 

Primo passo per la Cina su Marte. Sabato il rover Zhurong, che prende il nome dal dio cinese del fuoco, ha affrontato con successo la delicata discesa sulla superficie del pianeta: circa 8 minuti durante il quale la sonda rimane “al buio”, senza comunicare con la Terra. Al termine tutto è andato liscio.

 

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La Cina da oggi possiede un pezzo di Luna. La sua sonda Chang’e-5 è atterrata all’alba di giovedì in una base spaziale in Mongolia con a bordo due chili di roccia raccolta sul satellite. Pechino è la terza nazione a possedere frammenti della Luna. Stati Uniti e Russia li hanno raccolti oltre 40 anni fa: l’ultima missione di questo tipo era stata Luna 24, dell’Unione Sovietica, nel 1976. La sonda cinese, in più, è riuscita a scavare fino a due metri di profondità, il primo dicembre, e raccogliere le rocce dal sottosuolo. Il campione, a differenza di quelli russi e americani, proviene da una zona giovane e attiva vulcanicamente fino a poco tempo fa: l’Oceanus Procellarum. Permetterà dunque di ricostruire la storia (relativamente) recente del satellite, fra uno e tre miliardi di anni fa.

Il cofanetto sigillato con la preziosa polvere sarà trasportato a Pechino in condizioni sterili e lì analizzato. La ricerca di eventuali elementi preziosi (soprattutto molecole a base di idrogeno e ossigeno) non è l’obiettivo principale della missione, che resta motivata dalla scienza. Però è sicuramente un retropensiero, nel ritrovato interesse per il nostro satellite. La Nasa negli Stati Uniti ha in programma una base lunare abitata in modo permanente da astronauti a partire dal 2024. La Cina, che ha una base simile come obiettivo per il futuro (anche se non ha fissato date), ha già portato a termine missioni per esplorare il lato nascosto del satellite e sta studiando il suo sottosuolo con il radar.

L’agenzia cinese “China Aerospace Science and Technology” con Chang’E 5 ha portato a termine una missione particolarmente complessa senza una sbavatura. Il modulo con i campioni a bordo è infatti decollato dal suolo lunare ed è attraccato sulla navicella madre in orbita attorno al satellite. Poi è atterrato sulla Terra al centro della piattaforma predisposta per il suo ritorno. L’agenzia cinese ha collaborato con quella europea (l’Esa), mentre la Nasa ha il divieto di effettuare scambi di alcun tipo con Pechino. Dalla Cina è partita a luglio (attualmente si trova in viaggio) una missione robotica per Marte, con una stazione scientifica orbitante attorno al pianeta rosso. Per il leader Xi Jinping quello di ieri è stato “un grosso passo avanti per l’industria spaziale cinese”. Il presidente ha auspicato che la Cina diventi una grande potenza nel settore dello spazio.

 

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Una bandiera cinese sulla Luna. L’immagine simbolo è stata pubblicata dalla China National Space Administration: mostra la sonda Chang’e-5 piantare la bandiera nazionale del dragone sulla Luna. Le immagini sono state scattate da una telecamera panoramica installata sui moduli di allunaggio e risalita della sonda, prima che ieri il veicolo lasciasse la Luna con i campioni prelevati dal satellite.

Il 15 dicembre 2013, per la prima volta immagini a colori hanno mostrato la bandiera cinese su un corpo extraterrestre, a bordo di Yutu, primo rover lunare del Paese. Ma a differenza delle bandiere delle precedenti missioni lunari cinesi, la bandiera su Chang’e-5 è fatta di vero tessuto.

 

Ingegneri e tecnici cinesi hanno rivelato le tecniche avanzate che sono state utilizzate per questa speciale bandiera. Se l’avessero realizzata con tessuti tradizionali molto probabilmente avrebbe perso colore e si sarebbe disintegrata a contatto con polveri  abrasive, raggi cosmici non filtrati e brillamenti solari.

La bandiera doveva essere più leggera e compatta possibile, perché la navicella spaziale doveva lasciare spazio alle attrezzature scientifiche e doveva rimanere intatta per far bella mostra di sé.

La sonda Chang’e-5 ha completato con successo le operazioni di allunaggio. Lo riferisce l’agenzia spaziale cinese Cnsa (Chinàs National Space Administration), fornendo gli ultimi aggiornamenti sulla missione che si propone di raccogliere, tra l’altro, numerosi campioni della superficie della Luna. La Cina si avvia a essere così il terzo Paese al mondo, dopo Usa e Russia, ad avere materiale del satellite terrestre da studiare. L’ultima missione del genere risale al 1976 e fu la sovietica Luna 24.

L’allunaggio è avvenuto nell’area di Mons Rumker dell’enorme pianura vulcanica Oceanus Procellarum, nota come “Oceano delle Tempeste”, sul lato della Luna più vicino alla terra, ha riferito l’agenzia spaziale cinese il 30 novembre 2020. L’arrivo sulla superficie lunare è avvenuto a pochi giorni di distanza dal lancio della sonda robotica da parte della Cina, partita all’alba del 24 novembre dalla provincia di Hainan. L’allunaggio è il terzo riuscito della Cina sul satellite della Terra, dopo il primo effettuato dalla sonda Chang’e-3 il 14 dicembre 2013 e quello sul lato nascosto della Luna completato dalla sonda Chang’e-4 il 2 gennaio 2019.

La missione senza equipaggio ha preso il nome Chang’e della mitica dea cinese della Luna e ha lo scopo di raccogliere materiale per aiutare gli scienziati a capire le origini del satellite in vista anche della costruzione di una base lunare, necessaria secondo i piani di Pechino, per la conquista del pianeta rosso, Marte.

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Si è innalzato in un mare di scintille color arancione il razzo cinese Lunga Marcia 5, lanciato alla esplorazione di Marte. Porta con sé un orbiter, un lander e un rover.  Sono molte le suggestioni di questa missione: cielo blu e mare cristallino intorno al poligono di lancio, situato nella isola tropicale di Hainan. Migliaia di turisti che assistevano, hanno applaudito.

La vera corsa al Pianeta Rosso, quella che punta alla superficie, alla ricerca di tracce di vita passata o elementi per una colonizzazione futura, inizierà nelle prossime ore e vedrà impegnate le due superpotenze, rivali anche tra le stelle. Sull’isola di Hainan la Cina ha già messo in rampa il razzo di Tianwen, la “domanda al cielo”, da domani ogni momento sarà buono per lanciarlo. La prossima settimana a Cape Canaveral gli Stati Uniti faranno lo stesso con Perseverance. Le navicelle delle due Agenzie spaziali dovrebbero entrambe raggiungere l’orbita di Marte a febbraio. Entrambe faranno atterrare un “lander” sulla superficie. Entrambe libereranno un mezzo robotico, un “rover”, per studiarla. Missioni parallele, sfida di scienza e tecnologia.

Il traffico verso Marte ha ragioni astronomiche: questo periodo, che torna ogni 26 mesi, è quello in cui il pianeta rosso è più vicino alla Terra. Ma il fatto che Cina e Stati Uniti lo approccino in contemporanea è l’emblema di un confronto totalizzante. Per la Nasa non è certo una prima volta: l’esordio su Marte risale al 1976, allora si correva contro i russi. Qui la grande novità è la Cina, perché il programma con cui Xi Jinping vuole renderla una “potenza spaziale” entro il 2049, nonostante qualche incidente, procede spedito. Al primo approccio Pechino tenta subito di esplorarne la superficie, impresa mai riuscita neppure ai sovietici. E pazienza se il robot americano è quattro volte più grosso (una tonnellata contro 240 chili) e pure dotato di un drone per l’esplorazione aerea. L’importante è giocarsela.

lunga marcia

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Dopo aver conquistato la Luna, la Cina punta dritta su Marte. All’inizio dello scorso anno Pechino ha fatto atterrare una sonda sul lato oscuro della Luna, fino a quel momento inesplorata dall’uomo. Ora l’obiettivo dell’ambizioso programma spaziale del presidente Xi Jinping è replicare con un corpo celeste più lontano, anche se non “vergine”, cioè Marte. La missione, provvisoriamente chiamata Huoxing-1, nome cinese del corpo celeste, dovrebbe partire a luglio, la sonda arrivare in orbita all’inizio del 2021. A quel punto verrà sganciato un “lander” sulla superficie, da cui uscirà un mezzo cingolato, un “rover”, per studiare il suolo del pianeta e andare alla ricerca di tracce biologiche.

Il 24 aprile, giorno in cui sarà rivelato il nome della missione, in Cina si festeggia il Giorno dello Spazio, 50esimo anniversario del primo satellite lanciato in orbita dal colosso comunista. E il presidente Xi, che desidera fare del Dragone una superpotenza spaziale in grado di competere con gli Stati Uniti, vuole sfruttare l’occasione per mostrare che l’emergenza coronavirus non ha rallentato la corsa alle stelle. Su questo fronte Pechino insegue Washington, che tra le altre cose ha fatto atterrare un mezzo su Marte due anni fa, ma sta recuperando rapidamente terreno.

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Il 7 dicembre 2018 è partita alla volta del “lato oscuro della Luna” la missione cinese Chang’e 4. Sarà la prima a posarsi sulla parte del nostro satellite naturale invisibile alla Terra, stabilendo così un primato, arrivando dove né americani né sovietici o europei si sono mai avventurati in oltre 50 anni di esplorazione spaziale. A quasi 50 anni dal primo viaggio dell’uomo oltre l’orbita terrestre, quello dell’Apollo 8, che fece un giro attorno alla Luna nel dicembre del 1968. Il programma prevede di far allunare un lander e un rover lì dove nessuna missione spaziale è mai arrivata. Il lancio è avvenuto alle 19.23, ora italiana, dalla base spaziale di Xichang, nella prefettura di Sichuan, nel sudovest del paese, in testa a un razzo Lunga Marcia 3B.Il 7 dicembre 2018 è partita alla volta del “lato oscuro della Luna” la missione cinese Chang’e 4. Sarà la prima a posarsi sulla parte del nostro satellite naturale invisibile alla Terra, stabilendo così un primato, arrivando dove né americani né sovietici o europei si sono mai avventurati in oltre 50 anni di esplorazione spaziale. A quasi 50 anni dal primo viaggio dell’uomo oltre l’orbita terrestre, quello dell’Apollo 8, che fece un giro attorno alla Luna nel dicembre del 1968. Il programma prevede di far allunare un lander e un rover lì dove nessuna missione spaziale è mai arrivata. Il lancio è avvenuto alle 19.23, ora italiana, dalla base spaziale di Xichang, nella prefettura di Sichuan, nel sudovest del paese, in testa a un razzo Lunga Marcia 3B.

IL LANCIO HA AVUTO SUCCESSO!

Ecco le immagini!

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Il razzo Long March-2F che trasporta la navetta cinese Shenzhou-11 con astronauti decolla dalla rampa di lancio al Centro di Lancio Satelliti di Jiuquan nella provincia di Gansu il 17 ottobre 2016. Il 26 ottobre è l’ottavo giorno  in orbita per gli astronauti.

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La Cina ha lanciato il satellite Fengyou-4, il primo di una nuova generazione per applicazioni metereologiche. Permetterà migliori previsioni.

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Il razzo Kunpeng-1B è stato lanciato da Danzhou City nella provincia di Hainan nel sud della Cina il 27 Aprile 2016. Kunpeng-1B ha realizzato il suo obiettivo di effettuare misure nell’alta atmosfera.

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Il rover si è risvegliato! Riceve di nuovo segnali da terra, dopo un periodo di silenzio. Rimangono però problemi meccanici!

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Ecco una foto inviata a terra, senza una data precisa a causa degli inconvenienti verificatisi

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Un grande successo per la Cina! La sonda lunare cinese Chang’e-3 è atterrata sulla luna sabato 14 dicembre 2013 alle 14.11 ora italiana e (9.11 ora cinese), posando le sue 4 gambe nella pianura del Sinur Iridium, un grande cratere dell’emisfero occidentale dal fondo di basalto. La missione Chang’e-3 era partita il 2 dicembre scorso dal sudovest della Cina a bordo di un razzo Long March-3B. La navicella contiene il rover robotizzato Yutu (coniglio di giada) che dovrebbe viaggiare per alcune centinaia di metri, analizzando il suolo e trasmettendo a terra i dati. La missione dovrebbe durare 4 mesi. Era da 37 anni che non avvenivano sbarchi sulla luna. La Cina è il terzo paese dopo Stati Uniti ed ex Unione Sovietica.

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Il suolo lunare fotografato dalla telecamera a bordo della sonda

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Ye Peijian capo della missione

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I tecnici osservano le fasi dell’atterraggio

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Soddisfazione dei tecnici dopo l’impresa

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La sonda Chang’e-3 con le sue 4 gambe molleggiate

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Il rover Yutu (coniglio di giada) si separa dalla navicella, alcune  ore dopo l’allunaggio sfruttando una specie di meccanismo a scala

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Il rover Yutu del peso di 140 kg e dotato di 6 ruote

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Immagine della luna mandata dal satellite

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Dopo essersi separati con successo la sonda ed il rover si sono fotografati a vicenda

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Immancabili le congratulazioni di Xi Jinping e Li Keqiang agli scienziati

Nel 2017 è prevista una nuova missione che dovrebbe portare a terra campioni del suolo lunare.

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La perfetta esecuzione di una operazione così complessa ha suscitato stupore e ammirazione in tutto il mondo.

Il New York Times rileva che, a parte i progressi nella esplorazione lunare, è la tecnologia cinese che avanza a passi giganteschi.

Un esperto sovietico ha rilevato che l’Unione sovietica lanciò 24 missioni lunari, di cui le prime 5 furono fallimenti. I cinesi hanno progredito in fretta e, grazie ad un sistema GPS, il collocamento in orbita è risultato molto preciso.

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Oltre a voler andare a costruire nuovi basi sulla Luna e a inviare umani su Marte, i cinesi, proprio in questi giorni, stanno cominciando a costruire la loro stazione spaziale intorno alla Terra: Tiangong 3. Sarebbe la terza stazione dopo la MIR (sovietica, che oggi non esiste più) e la ISS (europea, giapponese, statunitense, russa, canadese).

Per il 29 aprile 2021 è previsto il lancio del primo modulo di questa struttura, quello che sarà al centro di tutto e che si chiama Tianhe (traduzione di Via Lattea). Verrà trasportato dal razzo Long March 5B che partirà dall’isola di Hainan.

Questo modulo pesa 20 tonnellate, è lungo 16,6 metri, con un diametro di 4,2 metri e controllerà la navigazione della stazione, fungendo anche da spazio per gli astronauti cinesi. La stazione in generale è progettata per contenere 3 astronauti per massimo 6 mesi.

Assemblato con la stazione ci sarà anche un telescopio spaziale di 2 metri di diametro, paragonabile ad Hubble (2,40 metri di diametro). Il suo lancio è previsto per il 2024.

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