IL FIUME DELLE PERLE (珠江 ZHU JIANG)

Più che di un fiume, si tratta di un grandioso bacino fluviale, derivante dalla confluenza con i fiumi Xi Jiang (fiume dell’ovest), Bei Jiang (fiume del nord), Dong Jiang (fiume dell’est) e Liuxi River che si riuniscono a Guanzhou, scorrono per 70 km, prima di sfociare nel Mare Cinese Meridionale. Il Xi Jiang, il tronco principale, nasce nella  Maxiong Mountain, nel distretto Zhanyi nella provincia dello Yunnan.

Il Fiume delle Perle è uno dei tre più importanti corsi d’acqua della Cina insieme allo Yangtze e al Fiume Giallo. E’ lungo 2214 km. Il suo delta sfocia a Sud, nel Mar Cinese Meridionale, a metà tra l’isola di Hainan e Taiwan. I mercanti portoghesi e britannici approdarono sull’estuario via mare a partire dal XVI secolo. Da quel momento, la zona divenne un punto di contatto privilegiato tra l’impero cinese e il resto del mondo, con Guangzhou come porto di attracco preferenziale. Tre secoli dopo, la città divenne il fulcro delle Guerre dell’Oppio (1839–1842, 1856–1860), che diedero inizio alle invasioni delle potenze occidentali nell’impero. Queste obbligarono la dinastia Qing a cedere Hong Kong ai britannici e Macao ai portoghesi e ad aprire i porti cinesi all’Occidente. Complice l’influenza europea, il Guangdong divenne anche il centro dell’attività anti-imperialista alla fine del 1800, pochi anni prima del declino della dinastia Qing.
Sun Yat-sen, che fondò la Repubblica di Cina nel 1912, è nato in questa provincia, poi diventata la base del Kuomintang durante la guerra civile.


Negli anni Settanta, il delta del Fiume delle Perle era una zona prevalentemente rurale. Shenzhen era un villaggio di pescatori e Hong Kong era ancora una colonia britannica. Quando Deng lanciò la politica di riforma e apertura, il destino del delta cambiò. Furono create tre zone economiche speciali (zes) nel Guangdong (Shantou, Shenzhen e Zhuhai) e una nel Fujian (a Xiamen), poco più a Nord.


Le fonti ufficiali affermano che fu Xi Zhongxun – padre di Xi Jinping, epurato da Mao – a proporre lo sviluppo delle zes per stimolare la crescita e scoraggiare i cinesi a fuggire a Hong Kong. Tale elemento ha un ruolo chiave nell’attuale narrazione del Partito comunista. Il Partito cerca di  ridimensionare il contributo di Deng Xiaoping rispetto a quello di Xi padre per determinare una connessione diretta tra il figlio e il percorso di sviluppo economico del paese.

 

 

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IL FIUME DELLE PERLE A CANTON

 

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CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=443862

 

 

 

 

 

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Canton – Tower Bank

 

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By Tony Rocco – Own work, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=66094258

 

 

 

 

 

IL DELTA

 

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Author Tung Hu – Tung Wu from Shenzhen, China / CC BY (https://creativecommons.org/licenses/by/2.0)

 

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View of a section of Zhuhai and Jiuzhou Islands offshore from a hill on Yeli Island

By User:Vmenkov – Self-photographed, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=5555648

 

LE SORGENTI

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Maxiong Mountain

 

 

 

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Il ponte Humen collega Humen nel Dongguan con il distretto Nansha di Guangzhou

CC BY-SA 2.5, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=714734

 

IL PONTE DA HONG KONG A MACAO

 

 

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Vedere anche:

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55 GIORNI A PECHINO – UN KOLOSSAL HOLLYWOODIANO DEL 1963 SULLA RIVOLTA DEI BOXER

 

 

 

https://www.youtube.com/watch?v=UJ0KBs_PaQ E

Un Kolossal di buona fattura, diretto da Nicholas Rey.

DESCRIZIONE

 

Gli avvenimenti si svolgono nell’estate 1900. Le piogge sono in ritardo, i raccolti sono distrutti. 100 milioni di sudditi sono alla fame. Un violento fermento di rivolta cova in tutto il paese. Nel Quartiere delle Legazioni vivono un migliaio di stranieri, cittadini di paesi lontani. Soltanto una pesante porta e una alta muraglia separano il Quartiere delle Legazioni dalla Città Proibita, dove, in un sacro isolamento, vive la Imperatrice Vedova, ultima discendente della dinastia Manciù. Protetta da una schiera di eunuchi, la sovrana tiene corte e governa, assistita da ministri, mandarini e generali. L’imperatrice Tzu-Hsi utilizza la setta segreta dei Boxer per attaccare gli stranieri e sbarazzarsi di loro.

Si  susseguono ordini contradditori sulla fucilazione di un uomo che ha sparato sui Boxer.  L’esecuzione è stata ordinata dal principe Tuan, ma il generale Jung-Lu la fa sospendere, perché è stato lui a ordinare alle truppe di sparare sui boxer. “Essi devastano le missioni cristiane, uccidono gli stranieri. Se non teniamo a bada i boxer, le armate cinesi invaderanno la Cina. Forse che la folla scatenata potrà riuscire dove l’armata imperiale ha fallito?” Il principe Tuan dice che i cinesi sono milioni e l’imperatrice dice che gli dei sono con i boxer. Ma il ministro ribatte che il vento, tanto più è forte, prima si placa; i boxer si sono sollevati come un vento di uragano, ma presto si placheranno. Ma l’imperatrice dice: “Possano i boxer essere guidati dalla volontà degli dei!  Quanto al condannato, ha messo in contrasto il principe con il generale; per questo reato deve essere ucciso!” “Se i boxer pagheranno, gli stranieri avranno la testa del principe Juan!”

Intanto il maggiore Matt Lewis, della Marina degli Stati Uniti,  arriva a Pechino con una compagnia di marines per proteggere l’ambasciata. Dice ai marines che in Cina, come, nel resto del mondo, tutto ha un prezzo! Lui vuole comprare la vita dell’uomo che sta per essere ucciso, ma, purtroppo, è già morto. Compra invece per 20 dollari il cadavere di un boxer, a cui il sergente  ha sparato, dato che questi stava prendendo di mira il maggiore Lewis. Si reca quindi all’albergo.

L’albergo è pieno, ma si sta per liberare la stanza della baronessa Natalie Ivanoff, a cui è stato revocato il visto e che quindi dovrebbe lasciare la Cina.  Glielo dice il cognato, padrone dell’albergo e ministro russo.  La baronessa consegna disciplinatamente la chiave e la stanza viene assegnata al maggiore. Questi vede che la baronessa lo fissa e si siede al tavolo con lei. Dopo uno scambio di battute piuttosto esplicito, il maggiore acconsente ad accogliere i bagagli della baronessa nella stanza, in attesa di accogliere lei. Arriva un messaggio dalla Legazione inglese che lo prega di recarsi dal rappresentante inglese che sostituisce il rappresentante inglese, ricoverato in ospedale.

Vediamo poi sir Arthur Robinson, alle prese con la moglie.  Lei vuole sapere se deve preparare i bagagli per le vacanze, ma questo non si può sapere. Lui dice che cerca di minimizzare l’allarme per l’azione dei boxer, per evitare un conflitto. Napoleone ha detto: ” Lasciate dormire la Cina, perché, quando si sveglierà, il mondo tremerà. ” La moglie tranquillizza sir Arthur per il ricevimento della sera, per festeggiare il genetliaco della imperatrice. “Ho fatto mettere in ghiaccio due dozzine di bottiglie di champagne!”

Sir Arthur Robinson comunica al maggiore Lewis che la  sua presenza in città non è più gradita, dato che è stato ucciso un cittadino cinese. Questa comunicazione viene dal ministro americano, ricoverato in ospedale. Il maggiore dice che, avendo percorso 70 miglia per arrivare a Pechino, ha visto i boxer all’opera. Uccidono gli stranieri e i cinesi cristiani. E l’esercito imperiale assiste passivamente! Forse a Pechino si rimpiangerà di avere pochi soldati e troppi donne e bambini. Sir Arthur invita il maggiore al ricevimento della sera.

L’ambasciatore britannico offre un ricevimento per onorare il genetliaco della imperatrice. La Cina è rappresentata da Sua Altezza Imperiale Principe Tuan. Tutte le Legazioni sono rappresentate. La baronessa compare al braccio del maggiore Lewis e attira gli sguardi con la sua collana di smeraldi. Il ministro russo le ricorda che deve andare via.

L’orchestra comincia a suonare e si aprono le danze. A un certo momento, il principe Tuan chiede il permesso di offrire una esibizione di alcuni boxer. Uno è il bersaglio e gli altri provano inutilmente a colpirlo. Viene chiesto al maggiore Lewis di provare a colpirlo e questi subito ci riesce. Dopo questo, il maggiore e la baronessa lasciano il ricevimento. Camminano lungamente, prima di ritornare all’albergo. Entrano in un tempio e ballano: cosa che non hanno potuto fare al ricevimento. Intanto, i diplomatici presenti al ricevimento manifestano la loro indignazione per la presenza dei boxer alla ambasciata cinese. Sir Arthur cerca di frenare le reazioni.

 

Il giorno dopo, dalle finestre dell’albergo, il maggiore vede l’aggressione dei boxer al ministro tedesco e la sua uccisione. Sir Arthur Robinson si precipita dalla imperatrice per protestare. Questa dice che i colpevoli saranno puniti. Difende però i boxer, dicendo che sono la espressione della reazione popolare alla invadenza degli stranieri. Tredici delle province cinesi sono sotto controllo degli stranieri. Navi straniere occupano i porti cinesi. Missionari stranieri disturbano gli dei cinesi. Comunque sir Arthur viene invitato a guardare dalla finestra e assiste così alla decapitazione di una ventina di boxer, ritenuti i colpevoli. Sir Arthur dice che, oltre agli esecutori materiali dell’omicidio, deve essere punito chi ha dato l’ordine e dice che c’è un testimone oculare. E’ il maggiore Lewis che ha visto il principe Tuan dare l’ordine.

 

L’imperatrice dice che il principe Tuan è il suo più fidato consigliere e che è stato appena nominato ministro degli Esteri. Dice anche che la situazione a Pechino peggiorerà e che, nel loro interesse, i diplomatici con le loro famiglie e  e tutti gli stranieri dovrebbero lasciare la città entro 24 ore.  Sir Arthur e il maggiore Lewis ritornano, circondati da una moltitudine di boxer minacciosi.

Si tiene una riunione dei ministri alla ambasciata britannica. All’inizio solo sir Arthur vuole restare, ma poi tutti gli 11 ministri presenti decidono di restare per non essere considerati codardi. A questo punto vengono fatti entrare i militari. Ci sono solo 400 soldati e. con forze così esigue, l’area delle Legazioni, che ha un perimetro di due miglia,  è indifendibile. Viene loro risposto che bisogna resistere fino all’arrivo delle truppe dell’ammiraglio Sidney. A chi obietta che le truppe devono percorrere 70 miglia in territorio ostile, viene risposto che si deciderà, quando questa eventualità si verificherà. Viene deciso come si predisporranno le truppe disponibili. Vengono predisposte barricate formate da sacchetti di sabbia. I volumi delle biblioteche vengono usati per barricare le finestre.

La baronessa si reca da un amico cinese. Dice che il generale Jung-Lu vuole aiutarla a lasciare Pechino. Prima non poteva farlo, perché il ministro russo l’avrebbe accusato di interferire negli affari interni della Russia. La situazione è cambiata. Ci sarà un attacco  dei boxer alle cinque. Nella confusione iniziale nessuno potrà lanciare accuse. Un uomo aspetterà la baronessa alle cinque, vicino alla Legazione francese. Indosserà un giubba da contadino verde. La baronessa si reca all’appuntamento, ma l’uomo rimane ucciso e la fuga diventa impossibile.

 

Il primo assalto dei boxer viene fermato, ma viene consumata  metà  delle munizioni. Viene ritrovato un vecchio cannone che serve a bloccare la moltitudine dei boxer. Bisogna inoltre buttare giù quelli che si sono arrampicati sulle mura, perché di là possono sparare all’interno.

SECONDO TEMPO

Il principe Tuan dice che i boxer hanno svolto bene il loro compito, distruggendo la ferrovia davanti e dietro la colonna in marcia. Jung-Lu dice che ciò non impedirà all’ammiraglio Sidney  di avanzare e che, nel giro di due settimane, arriverà a Pechino. I boxer non possono combattere contro truppe bene armate; solo l’esercito imperiale può bloccare la avanzata, ma fare intervenire l’esercito imperiale equivale a dichiarare guerra a tutte le potenze straniere.  L’imperatrice dice che le condizioni della Cina non potrebbero essere peggiori e non c’è molto da perdere.

Alla fine, il generale Jung-Lu riceve l’ordine di mettersi personalmente alla testa dell’esercito imperiale e sbaragliare le truppe nemiche.

Arriva un messaggio dell’ammiraglio Sidney, portato da padre Bearns: dice che la sua colonna di 2200 uomini non ha potuto proseguire ed è ritornata a Jiangsin. Ciò getta nella costernazione i ministri che se la prendono con sir Arthur.

Il principe Tuan viene a negoziare con i ministri. Chiede la resa. Il mancato arrivo dell’ammiraglio Sidney ha convinto i cinesi di avere vinto. Per la sera è stata organizzata una festa per celebrare la vittoria. Bisogna attaccare, invece di arrendersi. I cinesi hanno un ben fornito arsenale che   può essere raggiunto passando dalle fogne. Così la festa di Cixi è rovinata e questa comincia a perdere la fiducia nel principe Tuan e si affida a Jung-Lu.

La baronessa sacrifica la sua preziosa collana di smeraldi per avere anestetici e un carro di viveri. Purtroppo viene ferita nel tragitto e muore.

Dopo 55 giorni le truppe delle potenze giungono a Pechino e sbaragliano i boxer. L’imperatrice fugge, vestita da contadina. Dice che la dinastia è finita.

 

 

 

 

 

 

IMMAGINI

 

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L’IMPERATRICE CIXI (TZU-HSI)

(Flora Robson)

 

Robert Helpmann And Flora Robson In '55 Days At Peking'

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LA BARONESSA NATALIE IVANOFF

(Ava Gardner)

 

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Viene cacciata dall’albergo, perché il visto è stato revocato dal ministro russo, suo cognato

MATT LEWIS

(Charlton Heston)

 

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Arrivo a Pechino

 

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UN FLIRT

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SIR ARTHUR ROBINSON

(David Niven)

 

 

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BATTAGLIA

battaglia

 

barricate

 

 

 

sacchi

 

 

ALTRI PERSONAGGI

 

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juan

Sua Altezza Imperiale Principe Tuan

 

chiè

 

leo genn

Il generale Jung-Lu

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La piccola orfana

 

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L’IMPERATRICE DELLA CINA – WU ZETIAN DA CONCUBINA A IMPERATRICE -UNA SERIE TV DI GRANDE SUCCESSO

“Empress of China” è una serie televisiva di grande successo che è arrivata a 68 puntate!

 

L’imperatrice Wu, nota anche come Wu Zetian (Guangyan, 17 febbraio 624 – Luoyang, 16 dicembre 705)  fu l’unica imperatrice a fondare una propria dinastia e regnò con il nome di “imperatore Shengshen” dal 690 al 705.

Il periodo della dinastia Tang fu considerato un periodo glorioso, sotto il dominio di una dinastia di livello mondiale, tanto da essere considerato il migliore nella storia cinese. La sua capitale Chang’an arrivò ad avere un milione di abitanti. Era la più grande e la più prospera città metropolitana . Gli stati confinanti conquistati, non solo pagavano un tributo, ma frequentemente intrattenevano rapporti commerciali e culturali con i Tang.

L’imperatore Taizong fu il solo responsabile di questa età dell’oro. Nell’ambito della Corte Imperiale, l‘imperatore organizzò un sistema legale amministrativo generale.       L’harem di Taizong era l’apice dello splendore e della scala; accoglieva 40 mila donne, con oltre 120 concubine. Queste donne facevano ogni sforzo per conquistare l’affetto dell’imperatore, per diventare imperatrici e guidare l’harem.

 

PRIMI EPISODI

 

PRIMO EPISODIO

 

https://www.youtube.com/watch?v=YBgE40x8GW o

 

https://www.youtube.com/watch?v=YBgE40x8GWo

 

Nell’anno 636, la giovane Hu Ruyi arrivò al Palazzo. Ella dovette vincere la concorrenza di altre candidate, come Xiao Qiang, Zheng Wanyan e Xu Hui per assumere il ruolo di Nobile Consorte, Pura Consorte, Virtuosa Consorte e Consorte Capace.

Nonostante ‘interminabile bagno di sangue, riuscì a diventare Imperatrice. L’harem era il luogo dove tramavano donne traditrici, mentre la Corte era il luogo, dove gli uomini che volevano usurpare il trono ingaggiavano una lotta per il potere. Essi si trovavano di fronte alla opposizione di altri uomini, come Zhansun Wuji, Wei Zheng e Chu Suiliang. Alla fine gli uomini erano quelli che venivano conquistati. Il destino della sola imperatrice donna nella storia della Cina cominciò a 14 anni. Fu l’unica a non inginocchiarsi al passaggio della portantina dell’Imperatore (vuota), rischiando la vita.

L’imperatore Taizong Li Shimin era salito al trono uccidendo i suoi fratelli al Xuanwu Gate e creò l’età d’oro dei Tang. I suoi tre figli Li Chengqian, il Principe della Corona, Li Ke, principe di Wu, e Li Tai, principe di Wei, sembrano andare d’accordo, ma, in realtà, ciascuno di essi ha un proprio piani in mente. Per la conquista del trono, stanno per mettere in scena episodi di un bagno di sangue, facendo sprofondare la famiglia Li nella maledizione di Xuanwu Gate e spianando la strada alla ascesa di Wu Zetian.

 

Taizong sfida a un duello con la spada i suoi figli; chi riuscirà a sconfiggerlo, avrà il suo cavallo. Sconfigge il primo e poi li invita ad attaccarlo insieme, ma essi falliscono. L’imperatore si mostra deluso: se non riescono a vincere un duello, come potranno un giorno combattere un invasore?

Vediamo poi le donne che vengono misurate. Wu Zetian rifiuta, ma date le sue parentele, viene esentata dalla misura. Segue una scena con le mogli. La Nobile Consorte Wei detta le regole. Le consorti di primo rango aspettano una udienza dell’Imperatore. Assistono anche le altre donne fino all’ottavo rango.

 

Succede un incidente. La quarta consorte, incinta, cade e ha una emorragia, così che perderà il bambino. La consorte Wei accusa la consorte Yang.  Wu Ruyi testimonia per la consorte Yang: non è stata lei a provocare la caduta! Era un complotto organizzato dalla consorte Wei, ma non è riuscito; eppure era stato organizzato con cura! Quando l’imperatore vede le lanterne con i desideri delle giovani donne è curioso di leggerli e gli vengono portate due lanterne. Casualmente, una è di Wu Ruyi.

 

Quando le dicono che la consorte Liu si è svegliata, la consorte Wei la va a trovare. Le ricorda che il suo ruolo di quarta consorte e la promozione di suo padre sono state ottenuti grazie al suo favore. La consorte Liu dovrebbe essere riconoscente. Questa invece si ribella e minaccia di raccontare all’imperatore tutti i crimini commessi dalla consorte Liu, essa ribatte che anche la consorte Liu è colpevole di alcuni di questi crimini. Le dice anche che, in occasione delle sue ultime due gravidanze, è stato un suo farmaco a farla abortire. Siccome lei non può avere figli, neppure la consorte Liu ne deve avere!  Queste rivelazioni sono troppo dolorose! Le mandano il necessario cappio e  consorte Liu si impicca!

 

SECONDO EPISODIO

https://www.youtube.com/watch?v=hj0BnKW-Qt I

 

Le giovani donne dell’harem provano una coreografia che mostra il principe Lanling in battaglia. Fu l’ultimo favorito della imperatrice Wende. L’insegnante Siyue Zhao descrive alcune caratteristiche di Langling e invita le allieve a impegnarsi. La lezione viene interrotta, quando viene portata la notizia della morte della Able Consort. Si dovrà scegliere una nuova consorte e c’è una occasione per una delle ragazze.

 

La consorte Wei incontra la consorte Yang e si scusa per averla accusata ingiustamente.

La consorte Yang rende omaggio alla consorte Liu e così incontra l’imperatore, venuto a rendere omaggio. Dice che la vita nell’harem è incerta. Comunque tutto va bene, se l’imperatore sta bene.

 

Vediamo poi la consorte Wei  con Chun Ying, sua  cameriera e sua complice di misfatti. Si odono pianti per la morte della Able Consort nel Palazzo Yeting, nonostante sia stato loro detto di non disturbare. Chun Ying deve dire a Chen Gong-Gong di trovare un modo di tagliare la lingua a quelli che continuano a disturbare con i loro schiamazzi. Deve inoltre dire a Xiao Qiang di non cercare di incontrarla. Prenderà lei accordi con l’imperatore.

Vediamo poi Chun Ying in visita a Siyue Zhao. Le porta un dono della consorte Wei: si tratta di ginsheng  di Liaodong per sua madre malata. Le chiede se ha in mente un nome per la parte di Lanling nella esibizione del giorno seguente. Chiede chiarimenti su un episodio. Nell’anno 629, in occasione di una cerimonia di commemorazione, L’Ufficio dei Riti acquistò oggetti ad un prezzo che era tre volte quello di mercato. Siyue Zhao dice che scherza e Chun Yin risponde che non si permetterebbe.

 

Wu Ruyi e la sua amica arrivano tardi e, come punizione, devono portare la biancheria sporca alla lavanderia. Impiegano molto tempo. Quando tornano, Xiao Qiang è stata già scelta per la parte del principe Lanling.

La consorte Yang è stupita della scelta; le sembrava  che la candidata fosse Wu  Ruyi. La cameriera risponde che forse era così, ma che Siyue Zhao forse era stata pagata. La consorte Yang dice che è stata ricattata. Ormai è tardi: Xiao Qiang passerà la notte con l’imperatore. Per la consorte Wei sarà come un’altra consorte Liu. tuttavia, la consorte Yang conosce un modo per mandare all’aria tutto: invia all’imperatore un ritratto della imperatrice Wende che lo fa appendere in bella vista. Ravviva così il suo ricordo incancellabile.

Xiao Qiang si reca dall’imperatore a Ganlu Palace, ma questi comincia a bere in ricordo della imperatrice Wende che l’ha lasciato un anno prima.  Sogna di rivederla danzare con la sua grazia. Poi Taizong si addormenta ubriaco al Palazzo Ganlu. Wang Gong-Gong si permette di farlo portare a  Palazzo Chengqing, dove  Si sveglia alle 3. Intanto Xiao Qiang aspetta in ginocchio. L’imperatore dice di mandarla via, anche se è la nipote della consorte Wei. Le invia un oggetto a forma di mezzaluna come ricompensa. Nel frattempo si scopre che da Chengqing Palace è stato rubato la maschera del principe Lanling, il favorito della imperatrice Wende.

Intanto Cairen Xiao si deve curare dal raffreddore e non può praticare per due giorni; Cairen Wu Ruyi fa la parte del principe Lanling.

Cairen Wu Ruyi si trattiene a   Chengqing Palace. Nasconde sotto l’abito la maschera di Lanling. Sin sofferma davanti a un dipinto che raffigura l’imperatrice Wende che balla e cerca di imitare le sue posture. In tale momento viene sorpresa dall’imperatore.

 

 

 

 

 

EPISODIO 3

 

https://www.youtube.com/watch?v=aemPi4Pyg5 U (togliere spazio)

 

Cairen Wu dice alla sua amica di avere ballato con un uomo a Ganlu Hall.

 

Le nuove Cairen sono invitate a leggere i libri scritti dalla imperatrice Wende, che insegnano a essere una buona imperatrice. Le giovani si dividono i libri, strappandoseli di mano.

 

Zhangsun Wuji, Sikong, fratello della imperatrice Wende, viene ricevuto dall’imperatore. Ricorda che è il decimo anno della Cerimonia della Aratura. Si seminano i semi in primavera e si arano i campi in estate. Ricorda che il giorno in corso è l’anniversario della morte di Wende. L’imperatore dice che, se fosse ancora viva, arerebbe e raccoglierebbe i bachi da seta con lui e sarebbe un piacere.

Zhangsun Wuji dice che sua sorella è stata fortunata, poichè l’imperatore sente tanto la sua mancanza; ma è morta da un anno. Non si possono risuscitare i morti; bisogna stare di buon umore. L’imperatore non ha visitato Qiangxiang Palace per qualche tempo. Non è stata una buona idea.   Xiao Qiang, nipote della consorte Wei, è entrata nel Palazzo. Deve riconsiderare la sua compagna di letto.

L’imperatore risponde: “Fuji non desidero udire quello nell’anniversario della morte di Wende.” “sono sicuro che mia sorella avrebbe voluto lo stesso.” “Voi siete il mio Cancelliere, dovreste consigliarmi sugli affari stato, non sui miei affari personali.” “Questo è un affare di stato, perché coinvolge il clan Wei.” “Vi invito a riconsiderare la faccenda.”

 

L’amica dice a Cairen Wu Ruyi che bisogna leggere i libri, perché contengono la saggezza degli antichi. Perché é triste, visto che può incontrare l’imperatore quella sera? A questo punto Cairen Wu Ruyi si accorge che le è stato rubato il suo astuccio (con la maschera di Langling).

“L’imperatrice Wende era una donna esemplare di grande virtù, di eccezionale grazia e raffinatezza!” Così dice il Cancelliere alla pubblica commemorazione. Intanto si apprende che la consorte Wei, la consorte Yang e la consorte Yin saranno presenti alla rappresentazione della sera.

Cairen Wu non trova la sua maschera e, al suo posto, la maschera rubata di Langling ed è costretta ad indossare quella. Ad un certo punto l’imperatore ferma la danza e le chiede di togliersi la maschera e dire il suo nome. Dice di chiamarsi Wu Zhao, nome di cortesia Ruyi. L’imperatore le chiede poi se è la figlia di Wu Shihuo, duca di Ying. “Siete quella nota per intelligenza e talento letterario?” L’imperatore le dice che è colpevole di furto. La consorte Wei chiede dove ha rubato la maschera, disturbando l’imperatore di notte.

E’ costretta a confessare di avere preso la maschera a Chengqing Hall. La consorte Wei dice che, siccome è nota per il suo talento letterario, vuole darle una opportunità. Essendo l’anniversario della morte dell’imperatrice Wende, se è capace di scrivere un poema in sette strofe che elogi le sue saggezza, bellezza e virtù, salverà la sua vita.

Cairen Wu rifiuta, perché un poema è qualcosa che nasce dalla propria sensibilità. Wende era saggia, bella e virtuosa, ma lei la considera soprattutto pietosa.

Tutte le Cairen chiedono all’imperatore di avere pietà.

La consorte Yang dice che l’imperatrice Wende avrebbe voluto che fosse onorato il suo anniversario, aggiungendo un altro contributo alla sua santità, non compiendo un bagno di sangue. La consorte Yin, interrogata, dice che, come buddhista, è contraria alle uccisioni, ma che Cairen Wu è colpevole e deve essere punita. L’imperatore dice di rinchiudere la ragazza a Yeting, in attesa della sentenza.

 

La cameriera chiede alla consorte Yang perché ha salvato Cairen Wu, lei risponde che l’ha difesa in occasione dell’incidente della consorte Liu e, quindi, ricambia il favore. Dice di trovare divertente qualcuno che non rispetta le regole del Palazzo. Soprattutto, pensa che, se Cairen Wu riuscirà a sopravvivere, renderà la vita dura alla consorte Wei.

La consorte Yin dice, davanti ad un altare, che quella sera ha commesso un peccato. La cameriera dice che Cairen Wu ha definito pietosa Wende; ma una Cairen non può dare giudizi su una imperatrice; quindi non sa stare al suo posto. Inoltre ci sono ragioni ineffabili. La persona che vuole Cairen Wu morta, risiede a Qianxiang Palace; a causa del principe di Qi ha dovuto accettare questo e seguire la corrente. Per quanto riguarda le ragioni ineffabili, ogni malfattore ha le sue. La consorte Wei ha preso di mira quella ragazza per spianare la strada a una sua familiare.

Intanto Cairen Wu in carcere viene maltrattata dal secondino. Poi questi le manda un sontuoso pasto, ordinato dalla Virtuous Consort, ma Wu rifiuta. Sopraggiunge Chen Gong-Gong da Ganlu Hall e dice che la carrozza dell’imperatore aspetta Cairen Wu.

Intanto la consorte Wei, parlando con la cameriera, dice che Cairen Wu non ha una famiglia alle spalle e ha spirito, stomaco e fortuna. Batte senza dubbio Xiao Qiang. Wei capisce che l’imperatore non verrà a giocare a scacchi con lei per calmare i nervi. Arriva correndo un servo che dice che Cairen Wu ha lasciato Yeting. L’imperatore l’ha chiamata a Ganlu Hall per servirlo. Wei dice che hanno sottovalutato Wu Ruyi.

 

Intanto Cairen Wu aspetta inginocchiata, guardando il ritratto di Wende.

L’imperatore le chiede di sapere perché ha definito Wende pietosa. Lei vuole chiedere prima se era lui l’uomo che ha danzato con lei la notte precedente. L’imperatore le dice di non chiedere troppo, ma lei risponde che, se la sua risposta fosse sgradita, potrebbe decidere di nuovo di tagliarle la testa. L’imperatore dice che l’ha vista danzare e, quando lei stava cadendo, l’ha sorretta. Lei dice che, qualunque cosa le succeda, non dimenticherà mai quella notte. Dal suo sguardo, sembrava che l’avesse scambiata con l’imperatrice Wende. L’imperatore ammette che la sua mente stava vagando. Cairen Wu chiede perché è così devoto alla imperatrice Wende. Risponde che non assomigliava a nessuna altra donna.

“Ma, in fondo, era solo una donna dell’harem!” “le altre donne amano l’imperatore, non me.” L’imperatrice era una ragazzina, quando l’ha sposato. L’amava per lui stesso, fosse imperatore o mendicante: sarebbe stato lo stesso. Gli diede dei figli e si dedicò a una vita con lui. “Non ci sarà mai più un’altra come lei!” “Dici chi? Io..” “Intendi te stessa? Sai chi sono? Che età avevo la prima volta che uccisi qualcuno? Quante ferite ho sul mio corpo? Ho dei rimpianti? Cosa mi rende così arrabbiato? Che cosa mi rende felice? Conosci l’unica cosa che rimpiango per il resto della vita? Non sai niente. Come osi dire quello?” “Dimmi: le virtù della imperatrice erano note in tutta la terra, anche nelle regioni occidentali. Io avevo grande rispetto per lei! Perché era pietosa ai tuoi occhi?”

“Lo penso, perché ho letto recentemente “Esempi di Donne” e sono giunta a una conclusione. “Una volta pensavo che l’avete amata per tutta la vita e deve essere stata la donna più felice del mondo. Ho letto il libro, cercando di capire il suo segreto nel catturare il cuore di Sua Maestà. Un giorno capii che, avendo avuto 7 figli, doveva occuparsi di loro. Come imperatrice, doveva guidare l’harem.  Se passava abbastanza tempo con Voi, non avrebbe trovato il tempo di scrivere dieci volumi di Esempi per le Donne. Dietro ogni gemma di parola, aveva solo una lampada per tenerle compagnia in innumerevoli notti solitarie. Così ho capito che Sua Maestà non doveva amarla così tanto.” “Continua a parlare!” “Non ho capito perché sembrate così attaccato a lei. Dopo Esempi per le Donne, sono arrivata gradualmente a capire che, piuttosto di dire che amate la imperatrice Wende, è più giusto dire che sentite rimpianto per lei, per non averla amata quando potevate. Questo spiega perché non notiate le altre donne nell’harem. Le stravaganze, a cui siete arrivato nell’anniversario della sua morte dimostrano che provate enorme senso di colpa verso di lei! Quando il mondo pensa che l’imperatrice Wende ha guadagnato il vostro eterno amore, in fondo lei aveva una falsa reputazione. Voi la deludevate, per questo penso che doveva essere pietosa. E’ tutto quello che ho da dire.” “Pensi di essere acuta?”

Wu Ruyi viene ritenuta colpevole di avere diffamato l’ultima Imperatrice. Dopo la cerimonia dell’anniversario, è perciò assegnata a Chengqing Hall, per svolgere i servizi di pulizia durante il giorno e copiare Esempi per Donne di notte, come ammonimento per le altre.

La consorte Yin non ha dormito la notte e si è alzata presto, perché è impaziente di sapere cosa ha fatto l’imperatore a Wu Ruyi. Le dicono che è stata mandata a Chengqing Hall.

La consorte Wei osserva che:  “Dalla morte di Wende, il palazzo è chiuso a tutti, tranne che all’imperatore. Adesso Wu Ruyi può andare in giro e vedere la copia autentica di Esempi per Donne. E’ una ricompensa non una punizione.” La cameriera dice di avere saputo che la notte precedente, dopo avere parlato con Wu Ruyi, l’imperatore era molto arrabbiato. Wei dice infuriata: “Ti tengo per risolvere i miei problemi, non per  fare domande. Un uomo che non cambia mai, cade sempre per qualcuno di nuovo. Nessuna donna può capire il resto su di lui.” La cameriera risponde: “Sono preoccupata di un’altra cosa. Quando Wu Ruyi finisce di copiare Esempi pe Donne, quello potrebbe essere il momento, in cui l’imperatore comincia a sentire affetto per lei.”

“Inutile aspettare! Solo alcuni sono sciocchi e ciechi nell’harem. Molti si affretteranno a cercare il suo favore. Sicuramente la consorte Yang e la consorte Yin stanno cercando di tirarla dalla loro parte!” “In questo caso, Cairen Xiao rimarrà indietro nella sua corsa per guadagnare il favore di Sua Maestà!”

 

EPISODIO 4

La collana, portata da Chun Ying,  vale un autentico tesoro: tutte perle brillano come il ristallo e sono perfettamente rotonde; inoltre tutte le 12 perle hanno la stessa dimensione e colore. Gong Gong deve considerare la collana un gesto di cortesia della imperatrice Wei.

La consorte Wei vuole dare a Cairen Xiao un vantaggio. Gong Gong riconosce che fare speciali preparativi per il servizio all’imperatore è una cosa ben fatta. Può dire a Cairen Xiao di aspettare buone notizie.

 

Gong Gong chiede all’imperatore di scegliere la compagna per la notte per potere fare gli adeguati preparativi.  Ricorda che Cairen Xiao, la notte che lei venne a servirlo, lui andò a Chengqing Hall;  rimase tutta la notte ad aspettare a Ganlu Hall e si buscò un raffreddore. Le fu data una giada a mezzaluna.

Intanto Cairen Wu dice di non essere sicura di avere ballato con l’imperatore e che forse lui non la chiamerà più. Intanto arrivano i servi a chiamare Cairen Xiao. Questa si fa beffe di Cairen Wu. La notte trascorre felicemente.

Ci sono ritratti di Cairen Zheng Wanyan che rassomigliava alla adorata imperatrice Wende. Si era lungamente esercitata ad imitarla per guadagnare il favore dell’imperatore. Ci fu una cospirazione dietro ciò. Il padre la saluta, perché andrà a vivere a palazzo. Lo zio Yin (Yin Hongzhi, capo segretario del principe di Qi) le fa i complimenti. Dice che avrà una vita straordinaria e che la sua sorella minore, la Consorte Virtuosa,  la aiuterà in segreto. Il Palazzo è un luogo pericoloso e bisogna stare attenti! Zheng dice che, anche se assomiglia alla imperatrice Wende, non è lei stessa, dopo tutto. Se anche riuscisse ad ottenere il favore dell’imperatore non potrebbe conservarlo a lungo.

Lo zio dice che, che un periodo di favore, anche breve, sarebbe una fortuna e porterebbe prosperità alla sua famiglia.

Intanto Zhang Gong Gong accompagna alcune nuove ragazze. Alcune sono Cairen e Baolin , le altre,  che arriveranno successivamente, sono semplici ragazze. La consorte Wei e la consorte Yin vogliono conoscere le nuove ragazze alla Fenglu Terrace.

 

Una volta arrivate, le Cairen sono invitate ad inginocchiarsi. Dicono che è un onore incontrare le consorti.  La consorte Wei, sorpresa e irritata, chiede il nome a Zheng Wanyan. Suo padre è Zheng Renxi, vice Cancelliere del Segretariato imperiale. Una somiglianza sorprendente!

Intanto a Chengxi Palace viene chiesto allo zio Yin dalla sorella  perché ha portato Zheng Wanyan a Palazzo. Che intenzioni ha? Ogni suo gesto dimostra che è stata addestrata. Anni prima ha pianificato di uccidere l’imperatore per vendicare la famiglia Yin, ma mancò l’occasione. Impossibile che pensi di attuare il suo piano dopo tanti anni.

Lo zio Yin dice che Zheng deve guadagnare il favore dell’imperatore per riportare alla corte il principe di Qi, mandato lontano.

Poi assistiamo a uno sgradevole episodio che vede protagonista Cairen Xiao. Si arrabbia con  la cameriera perché questa no sa cosa è il succo del mattino e la picchia. Viene trattenuta da Ruyi dal picchiarla ancora. Alcune Cairen vanno a raccogliere il succo dai fiori di loto durante la notte. Parlano tra di loro della “beatitudine suprema” che per loro consiste in un innamorato.

Il solerte ministro Gong Gong si precipita a informare l’imperatore che una Cairen di nome Zheng Wanyan è appena arrivata ed assomiglia moltissimo alla imperatrice Wende.

Zheng è nel giardino a raccogliere il succo del loto. Viene chiamata da Gong Gong che le annuncia che l’imperatore la vuole per il servizio notturno a Ganlu Hall.

 

 

IMMAGINI

 

WU RUYI

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L’IMPERATORE TAIZONG

 

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ZHENG WANYAN

 

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UN POCO DI STORIA

(Sabattini e Santangelo Storia della Cina)

 

 

Sotto Taizong, la forza militare e la diplomazia furono usate congiuntamente per affermare la supremazia imperiale su tutti gli stati confinanti. L’esercito imperiale intervenne con successo nel 634 contro i Tuyuhun, un popolo di origine Xianbei, che abitava nella regione del lago Kokonor; nel 645 intervenne contro la tribù turca di Xueyentuo, stanziata nella regione compresa tra l’Ordos e il fiume Orkhon, che si sottomise. Nel 634 furono stabiliti rapporti con una nuova potenza, sorta tra il VI e il VII secolo: il regno tibetano.

L’attività diplomatica di Taizong non si limitò agli stati confinanti. Il prestigio dell’impero e la sua fama di grande potenza varcarono ogni confine e Chang’an (Xi’an) – senza dubbio la più popolosa e la più imponente città del mondo – vide l’arrivo di missioni tributarie e delegazioni provenienti da ogni parte dell’Asia.

 

Nel 649 a Taizong succedette il figlio Li Zhi con il nome di Gaozong. I primi anni del nuovo regno non videro mutamenti rispetto al periodo precedente; il governo continuò a essere dominato dai ministri di Taizong e il nuovo imperatore sembrava fermamente intenzionato a continuare la politica paterna.  La situazione cambiò a partire dal 655, allorché Wu Zhao (Wu Zetian) venne proclamata imperatrice, in sostituzione della imperatrice Wang, caduta in disgrazia sotto l’accusa di avere complottato per avvelenare l’imperatore.  Wu Zhao era la figlia di Wu Shihuo, membro di una famiglia importante di Taiyuan, che aveva sostenuto Li Yuan nella campagna per la conquista di Chang’an  e ne era stato ricompensato con alte cariche nella amministrazione imperiale. Divenuta concubina di Taizong, ella, alla morte di questi, si era ritirata, secondo il costume, in un tempio buddhista, ma ne era uscito ben presto per ordine di Gaozong, il quale nutriva per lei una segreta passione.  Le fonti, tutte ostili a Wu Zhao, descrivono con abbondanza di particolari gli intrighi che le avrebbero consentito di ascendere dalla posizione di concubina a quella di imperatrice.  E’ certo comunque che il governo e la corte si divisero in fazioni avverse sulla questione relativa alla sua nomina. Nel giro di pochi ani, uelli che si erano opposti a lei uscirono dalla vita politica o persero la vita, come Cu Suiliang, che morì in esilio, o lo stesso Zhangsun Wuji – uno dei personaggi più potenti dell’Impero – il quale fu costretto al suicidio.

Tra i dignitari che avevano ricoperto le più importanti cariche sotto Taizong, solo Li Shiji aveva sostenuto Wu Zhao .  Il nuovo vertice del governo imperiale che si andò costituendo dopo il 655, era costituito da uomini che in precedenza avevano svolto funzioni di secondaria importanza. Per circa 15 anni, il personaggio di maggiore rilievo sarebbe stato Xu Jingzong, un meridionale originario di Hangzhou che aveva conseguito il titolo di xiucai sotto i Sui.

Nel 660, l’imperatore Gaozong fu colpito da paralisi e perse quasi completamente la vista; da allora l’imperatrice Wu prese di fatto il suo posto, svolgendo un ruolo dominante a corte. Fino alla morte di Gaozong, avvenuta nel 683, ella poté però esercitare il suo potere solo in modo indiretto, senza riuscire mai a formalizzare la sua posizione. Le disposizioni testamentarie di Gaozong stabilivano che l’erede al trono Zhongzong avrebbe dovuto consultarsi con lei su ogni questione che  non fosse stato in grado di risolvere da solo.

Apparve però ben chiaro che Wu Zhao non era più disposta ad agire dietro le quinte nella veste di nuova imperatrice vedova. Quando Zhongzong  mostrò di seguire l’influenza della propria consorte, l’imperatrice Wei , elevando alle più alte cariche dello stato il padre di questa, Wu Zhao intervenne con decisione, sostenuta dal membro più autorevole del governo, il presidente della Segreteria, Pei Yan: emanò un decreto di deposizione e Zhongzong dovete lasciare il posto al fratello Ruizong, più disposto ad accogliere i “suggerimenti” della madre.

 

Con questo atto di estrema gravità – considerato illegittimo dalla storiografia ortodossa delle epoche successive – l’imperatrice Wu veniva ad attribuirsi anche ufficialmente il ruolo di supremo arbitro dell’Impero. Ella cominciò a presiedere a tutte le funzioni amministrative e cerimoniali della corte, e si spinse a ordinare l’edificazione a Luoyang – che era ormai diventata la capitale effettiva dell’Impero – di sette templi dedicati ai propri antenati.

 

E’ certo che fu in primo luogo la imperatrice Wu a promuovere il sistema degli esami, fin da quando dominava la corte durante il regno di Gaozong. La sua preferenza per tale metodo di reclutamento è stata variamente spiegata.   Si è osservato tra l’altro che, con questo metodo, ella intendeva favorire l’emergere di nuovi strati sociali per rafforzare la propria posizione nei confronti della aristocrazia, che le era generalmente ostile.

 

In realtà, anche sotto la imperatrice Wu l’accesso agli esami continuò ad essere in larga misura un privilegio della classe aristocratica. E’ vero invece che ella cercò di sfruttare  le contraddizioni esistenti all’esterno della stessa aristocrazia , favorendo famiglie che in passato erano rimaste lontane dal potere e incoraggiando l’ascesa delle élites locali. L’aristocrazia del Nord-Ovest fu senza dubbio la più colpita sotto il regime  della imperatrice Wu. Le ragioni di questo fatto possono essere meglio comprese  se si considera che da questo strato della aristocrazia  erano venute in passato le minacce più gravi al potere dinastico. Ella si mosse con efficacia per liberare dapprima Gaozong e poi se stessa dai vincoli che l’aristocrazia del Nord-Ovest era stato in grado di imporre  attraverso il controllo delle più alte cariche burocratiche.  Tutta una serie di scelte operata dalla imperatrice Wu possono essere spiegate in questa luce.   Anche il trasferimento della capitale da Chang’an a Luoyang non ebbe motivazioni di carattere puramente economico, connesse con il fatto che l’approvvigionamento di Luoyang era più agevole che quello di Chang’an a causa della sua vicinanza al Grande Canale. E’ invece interpretabile anche in chiave politica, in quanto in tal modo la corte veniva a trasferirsi in una area che non era sotto il dominio diretto della Aristocrazia del Nord-Ovest.

Lo sviluppo del sistema di reclutamento attraverso gli  costituì uno strumento di cui si servì la imperatrice Wu per sviluppare la sua politica accentratrice. Attraverso il sistema degli esami , ella poteva esercitare un efficace controllo sui canali di accesso alla burocrazia, dall’altro era in grado di intervenire a livello ideologico, influendo sul contenuto degli esami, La sua politica contribuì allo sviluppo di un vero e proprio “spirito di corpo” tra i funzionari provvisti di titoli accademici: essi finirono per contrapporsi, grazie al prestigio di cui godevano, a quelli che erano entrati nell’apparato burocratico per privilegio ereditario o attraverso altri canali.

 

 

 

 

 

 

ALTRI EPISODI

EPISODIO 14

https://www.youtube.com/watch?v=mQaBs54JR4U&list=PLfL0zCY1LqATkI-FeUOmwjTBaDElgkMfD&index=6&t=0 s

Hao Gong-Gong da Palazzo Chengxi (un eunuco della Cucina Imperiale) chiede di parlare con il principe ereditario per problemi inerenti la successione. Dice che ha portato un regalo grande come il governo Tang. Dice che un gruppo di sostenitori Yin ha catturato l’imperatore. Dice che il principe ereditario deve schierarsi. Se resta fermo, rischia di essere scavalcato. Lui risponde che non è disposto a uccidere suo padre per arrivare al potere in anticipo. Il principe ereditario manda messaggi  sulla presenza di cospiratori al padre e non deflette dalla su linea. Gong-Gong viene ucciso.

Contemporaneamente qualcuno cerca si sorprendere l’imperatore e pugnalarlo. Wu Meiniangafferra con le mani nude il pugnale si ferisce. Taizong viene sorpreso da un gruppo di cospiratori, ma i suoi difensori riescono ad eliminarli. Qualcuno insinua che c’ è ancora una Yin a Palazzo, ma l’imperatore non crede sia coinvolta! Il ministro dice che la consorte Yin andrà a fargli visita a Ganlu Hail nella notte successiva e gli consiglia di stare in guardia. Riguardo a Wu Meiniang, dice che ha supplicato a Taiji Hall per conto di lei. L’imperatore dice che l’ha portata qui, perché sospetta; quando però i traditori hanno cercato di ucciderlo, lei è intervenuta in sua difesa.

 

Zhang Gong Gong chiede alla consorte Yin di scegliere tra il marito e il figlio, ma lei scoppia in lacrime, perché teme venga ucciso suo figlio..

 

 

 

 

 

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CINA – LA REGIONE AUTONOMA TIBETANA

DESCRIZIONE

 

 

LHASA (拉萨)

 

IL BARKHOR

Cuore del nucleo antico, è un labirinto di stradine, su cui si affacciano antiche case tradizionali, vero gioiello di architettura tibetana.

 

PALAZZO DEL POTALA

 

Patrimonio dell’Umanità Unesco, simbolo del Tibet e dell’autorità religiosa del buddhismo lamaista, è visibile da ogni angolo della città con la sua imponente  architettura dagli alti muri rossi e bianchi. Occupa una collina a 1,5 km dal Barkhor, a 3700 m sul livello del mare, in un paesaggio spettacolare. La migliore veduta di insieme si ha dalla collina Chakpori, leggermente in diagonale rispetto alla entrata principale, sull’altro lato della strada.

Il Potala fu fatto costruire a partire dal 1645 dal quinto Dalai Lama, figura di spicco nella storia tibetana, sui resti del palazzo edificato dal re Songtsen Gampo nel VII secolo. Fu la residenza del Dalai Lama fino al 1959, anno della sua fuga in India; poi è stato trasformato in museo, anche se per i credenti tibetani è ancora un luogo sacro; non c’è quindi da sorprendersi, se si vedono pellegrini prostrarsi davanti al palazzo, in corrispondenza dell’appartamento del Dalai Lama.  Il complesso è formato da due ali: il Palazzo Rosso e il Palazzo Bianco e conta 13 piani e oltre 1000 stanze, migliaia di splendide pitture murali e thangka, un numero infinito di statue e oggetti religiosi di alto valore artistico.

La  visita inizia con il Palazzo Rosso, cuore del complesso, che veniva usato per le funzioni religiose.  Esso racchiude al suo interno un dedalo di cappelle, altari dedicati al pantheon delle divinità buddhiste e dei bodhisattva, biblioteche che racchiudono libri antichi di scritture religiose. Stupefacente è la sala che contiene i chorten (lo stupa tibetano), al cui interno sono conservate le spoglie dei defunti Dalai Lama: d’oro e tempestati  di pietre preziose, sono uno aquisito esempio di arte tibetana. Nel Palazzo Bianco, si trovano gli appartamenti del Dalai Lama e dei suoi assistenti, oltre a gli uffici di governo.

 

 

 

IMMAGINI

 

L’ALTOPIANO

 

tibet1

Aashwin Pradhan [CC BY-SA 4.0 (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0)%5D

tibet1

Di Luo Shaoyang from Beijing, China – Tibet, CC BY 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=2522362

 

tibet1

 

LHASA (拉萨)

 

PALAZZO DEL POTALA

ESTERNO

 

pota1

 

Tibet Autonomous Region

 

 

 

Potala

 

SALA DEI CHORTEN

 

chorten

 

TEMPIO JOKHANG

 

Jokhang-Temple

 

Jokhang-Temple

 

Jokhang-Temple

 

Jokhang-Temple

 

Jokhang-Temple

NORBULINGKA

 

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BARKHOR

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MAPPE

tibet

 

Digitalizzato_20191031

 

 

Vedere anche:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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L’ANTICA CANTON (ORA GUANGZHOU) NELLA PROVINCIA DI GUANGDONG

 

 

Guangzhou è un esempio di provincia ad alta densità abitativa: la popolazione è quintuplicata dal 1990 ed è ora di circa 13 milioni.

Posta un centinaio di chilometri a nord di Hong Kong, Guangzhou è il principale centro della Cina meridionale. Caratterizzata da un clima tropicale, con picchi di calore e di umidità durante l’estate, gli inverni non sono sempre miti (in gennaio la temperatura può scendere a zero gradi). E’ attraversata dal Fiume delle Perle (Zhu Jiang), prossimo al delta.  Il suo corso imponente delimita la città storica, posta sulla riva sinistra e la nuova Canton, situata su quella opposta. Benché il tessuto urbano sia del tutto moderno, nella zona che corrisponde all’antico centro storico, Canton mostra ancora alcune tracce del tempo in cui fu il porto brulicante e ricchissimo, in cui commerciavano fianco a fianco mercanti cinesi ed europei, arabi e persiani.

Nei pressi dell’antica cerchia stradale che contiene il centro cittadino, si aprono piacevoli angoli di verde. A ridosso o all’interno di questi parchi, si trovano importanti monumenti storici che vanno dai resti della Antica Cina ai ricordi del primo periodo repubblicano e della lotta rivoluzionaria di Mao e dei suoi seguaci, che ebbe a Canton uno dei centri principali.

 

 

 

 

 

 

MONUMENTI

 

TEMPIO DEI SEI BANIANI

 

 

sei

TEMPIO DEI CINQUE GENI

cinque geni

 

TEMPIO DELLA PIETA’ FILIALE

pietà

 

PANORAMA

 

IL FIUME DELLE PERLE

perle

 

SKYLINE

gua4

 

guang

gua2

 

CANTON TOWER, SIMBOLO DELLA MODERNA METROPOLI

 

gua1

 

canton tower

 

 

west lake

Photo:Chen Xia/GT

Folla di visitatori al West Lake per la Festa del Lavoro

 

Vedere anche:

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IL FIUME GIALLO ( 黄河 HUANG HE), LA CULLA DELLA CIVILTA’ CINESE

 

Il Fiume Giallo, noto anche come Huang He o Hwang Ho, è il principale fiume della Cina settentrionale ed è anche chiamato “la culla della civiltà cinese”. E’ lungo 5464 km  è il secondo fiume più lungo della Cina, nonché uno dei più lunghi del mondo.

 Capace di trasportare grandi quantità di limo fertile, il Fiume Giallo è stato uno dei fattori determinanti della nascita della agricoltura in Cina, circa 6000 anni fa, e della stessa civiltà cinese  con la sua organizzazione politica e territoriale. Per il suo regime irregolare, soggetto a piene improvvise e devastanti, il fiume ha costretto gli uomini a immani lavori di difesa. Il fiume deve il suo nome al fatto che attraversa un altopiano formato da un materiale finissimo giallastro detto löss; il fiume erode il löss e lo trasporta a valle in quantità enormi, colorandosi di giallo.

A mano a mano che il fiume rallenta il suo corso, deposita parecchio fango ed leva il suo letto sopra le pianure circostanti e ciò rende frequenti le esondazioni.  Fuori Kaifeng, il livello dell’alveo è 10 metri più alto della città. Il fiume ha cambiato il suo corso più volte: talvolta è sceso nella penisola dello Snandong e ogni volta ha causato gravi danni.  Nel 1642 morirono trentomila persone, quando il fiume ruppe gli argini e deviò verso sud.  Questi disastri gli hanno fatto guadagnare il nome di “dolore della Cina”.

 

Il corso superiore

Il fiume nasce a 4600 metri di altezza, sui monti Bayan, nel settore orientale dell’altopiano del Tibet. Nel suo corso superiore, il fiume attraversa due specchi d’acqua, ciascuno di circa 1000 km quadrati di superficie: i laghi Ngoring e Gyaring. Sono laghi poco profondi, ricchi di pesce, che gelano in inverno. In questa regione, il fiume scorre generalmente da ovest  a est, attraversando grandi altipiani che si innalzano per circa 300 – 500 metri sopra il letto del fiume. Questi altopiani sono costituiti da rocce cristalline che talvolta si vedono come affioramenti erosi sulla superficie. Il fiume si dirige prima verso sud-ovest, poi verso nord-ovest, attorno ai Monti Amne Machin penetrando in una zona di gole profonde. Poi si fa strada verso est tra i monti Xiqing e Laji. Nei pressi della città di Lanzhou, abbandona l’altopiano del Tibet. Qui termina il corso superiore, a 1165 km dalla sorgente. Il corso superiore drena un’area di 124 mila kmq, costituito da distretti montuosi scarsamente popolati.

 

Corso medio

Il corso medio del fiume si estende per più di 2900 km, è costituito da una grande ansa  e drena una area di circa 60 mila kmq. Inizialmente scorre verso nord-est per 880 km  attraverso i suoli sabbiosi del Nigxia settentrionale e del deserto di Ordos.  Qui si restringe in molti punti formando delle rapide. Successivamente scorre per 800 km attraverso le pianure alluvionali della Mongolia interna. Il fiume poi svolta improvvisamente verso sud, formando il confine tra le province dello Shanxi e dello Shaanxi. In questa sezione, il fiume deve aprirsi la strada attraverso strette gole, per cui la sua larghezza non supera i 45 – 60 metri. Il fiume si fa poi progressivamente più largo, soprattutto dopo aver ricevuto le acque dei suoi due affluenti più importanti, il Fen dello Shanxi e il Wei dello Shaanxi.

Alla confluenza con il Wei, il fiume svolta improvvisamente verso est per altri 480 km, essendo costretto a fasi strada in strette gole tra i monti Zhongtiao e le propaggini orientali dei monti Qin. Il fiume diventa poi estremamente rapido per 160 km, prima di raggiungere le pianure della Cina settentrionale presso la città di Zhengzhou. La maggior parte del corso medio attraversa l’altopiano del Loess che si estende a est dell’altopiano del Tibet fino alle pianure della Cina del Nord con una altezza compresa tra i 2100 e i 900 metri. L’altopiano è ricoperto da depositi terreni incoerenti, formati da sabbia e loess depositati dal vento; attraverso questi  depositi, il fiume ha scavato profonde valli, erodendo e trasportando enormi quantità di materiale superficiale, facendo della regione uno dei paesaggi maggiormente erosi del mondo..

 

Il corso inferiore

A valle di Zhengzhou il Fiume Giallo si allarga scorrendo nelle province dello Henan e del Shandong, nella pianura della Cina del Nord. La pianura è costituita da un vasto ventaglio alluvionale che si formato nel corso di 25 milioni di anni grazie al fiume Giallo e altri fiumi che hanno depositato enormi quantità di limo, sabbia e ghiaia nl mare poco profondo che ricopriva la zona. La pianura è stata densamente abitata per millenni e, per molto tempo, è stata una delle principali regioni agricole della Cina. Il fiume ha mutato il suo corso nella pianura diverse volte e gli abitanti hanno costruito vasti sistemi di argini e canali di irrigazione nel tentativo di controllare il corso del fiume. Il corso inferiore del fiume è lungo 700 km.

Il delta del fiume ha inizio a 80 km dalla foce e si allarga su un’area di circa 5400 kmq. Il terreno del delta è paludoso, costituito da fango e limo ed è ricoperto di canneti. Fino alla fine del XX secolo il delta del fiume Giallo è stato uno dei delta a più rapido accrescimento e la pianura della Cina del Nord continuava ad espandersi nel Bo Hai (ciò che rimane dell’antico mare attualmente ricoperto dalla pianura. Tuttavia, a partire dagli anni ’50, con la costruzione di dighe a monte – in particolare quella costruita nella gola di Sanmen nella provincia di Henan  – cominciò a ridursi il carico di limo che il fiume trasportava alla sua foce e, dagli anni ’90,  il delta si sta erodendo.

 

 

Contea di Guide County (Qinghai)

Guide County (Qinghai) nell’altopiano del Tibet

Di Jucember – Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=16176821

 

 

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fiumegiallo

 

giallo

 

CASCATE DI HUKOU

 

Si trovano al confine tra le province di Shanxi e Shaanxi.

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Le cascate ghiacciate

NINGXIA

 

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GANSU

 

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LA CITTA’ DI LANZHOU

 

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Il Fiume Giallo attraversa la città di Lanzhou

 

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pagoda

Pagoda della Montagna Bianca

Lanzhou, una volta nota come la “Città d’oro”, è stata un importante centro commerciale fin dai tempi della dinastia Han. Costituiva un importante punto di transito sulla Via della Seta. Oggi è la capitale della provincia del Gansu e conta circa 3 milioni e seicentomila abitanti.

HENAN

 

 

henan

 

ZHENGZHOU

 

 

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Il Tempio Shaolin, in cui ha avuto origine il kug-fu

 

City-God-Temple

City-God-Temple

Zhengzhou è la capitale della provincia di Henan.

 

KAIFENG

L’antica città fortificata di Kaifeng, la capitale delle Sette Dinastie, raggiunse l’apice del suo splendore come capitale dei Song Settentrionali (960-1126). La sua prosperità però non poté nulla contro il Fiume Giallo, che inondò la città più volte, mietendo innumerevoli vittime e distruggendo importanti edifici.

 

kaifeng qingming riverside landscape park

City Park

 

pagoda di ferro

Pagoda di ferro

Di Gisling – Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=17254849

boh

 

 

 

LUOYANG

drum tower

Drum Tower

 

 

east gate.jpg

East Gate

lijing gate

Lijing gate

Luoyang è  stata capitale della Cina per 1000 anni e nove dinastie.

 

 

ANYANG

Anyang è  una città della Cina orientale, nella provincia di Henan. A nord-ovest dell’insediamento moderno sorgono i resti di un’antica città, ritenuta l’ultima capitale della dinastia Shang (16° sec. a.C.-1050 a.C.) e nota con il nome di Yin. E’ la città situata più a nord della sua provincia e confina a sud con lo Xinxiang, a Ovest con la provincia di Shanxi e a Nord con la provincia di Hebei.

 

deltaa

 

 

China’s Huang He (Yellow River) changes in the delta near the present river mouth at five-year intervals from 1989 to 2009.

http://earthobservatory.nasa.gov/Features/WorldOfChange/yellow_river.php?src=eoa-features
Author NASA

Original work of NASA – public domain

 

CARTA GOGRAFICA

 

carta

 

fiumi

 

 

fiumegiallo

Di Shannon1 – Created using Natural Earth and NASA SRTM data, both public domain., CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=9617583

 

 

Vedere anche:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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IL PICCOLO BUDDHA – BERTOLUCCI ALLA SCOPERTA DELLA SPIRITUALITA’ ORIENTALE

 

 

 

 

L’azione inizia nel monastero di Paro, nel Bhutan, dove il dotto lama Norbu tiene lezione ad un gruppo di ragazzi. Egli racconta l’aneddoto del sacerdote, che in un villaggio indiano, voleva sacrificare una capra agli dei. La capra si mette a ridere. Il sacerdote le chiede come mai le viene da ridere, quando lui sta per tagliarle la gola. La capra risponde che, dopo 499 volte che è morta e poi rinata come capra, questa volta rinascerà come essere umano. Poi la capra si mette a piangere. Dice di piangere per il sacerdote, perché, cinquecento vite prima, anche lei era un gran sacerdote e sacrificava le caprette agli dei. Il sacerdote, a questo punto, cade in ginocchio e chiede perdono e promette che in futuro sarà protettore di tutte le capre del paese. Il lama ora chiede ai ragazzi cosa insegna questo aneddoto. Essi rispondono in coro che nessun essere vivente deve essere ucciso.

 

A questo punto, il lama Norbu viene informato che forse è stato trovata la probabile reincarnazione di lama Dorje, il suo educatore, morto da nove anni, nonché educatore del Dalai Lama. Si tratta di un bambino americano di Seattle. Lama Norbu, accompagnato dal suo brillante discepolo Champa, parte subito per Seattle. Il rettore gli fa gli auguri e gli ricorda di prendere la medicina. Gli viene anche portata, da un individuo misterioso, la ciotola di lama di Dorie, che sarà preziosa nelle ricerche.Intanto, un gruppo di monaci realizza un mandala di sabbia  propiziatorio.

Una volta atterrato, incontra il suo antico discepolo Kenpo Tenzin, suo antico studente in Bhutan, che ora dirige un piccolo monastero per studenti occidentali. Con lui discute i sogni ed i presagi che l’hanno recentemente portato a individuare la casa dell’ingegnere Dean Conrad, la cui moglie Lisa è insegnante di matematica. Kenpo Tenzin dice di avere fatto molti sogni, in cui vedeva il lama Dorje dirigersi sempre verso una collina, che lui non conosceva. Poi finalmente era riuscito a scoprirla, ma era disabitata. Poi però era stata costruita una villetta, in cui era andato ad abitare l’ingegnere con la moglie. Essi hanno un figlio di nome Jesse, nato un anno dopo la morte di lama Norje, nello stesso giorno e nella stessa ora.  Kenpo Tenzin avvicina Lisa ed acquista la sua confidenza e poi si reca alla casa dell’ingegnere con il lama Norbu. Raccontano qualcosa della loro comunità e regalano al bambino un libro con la storia del Buddha.  Purtroppo Dean Conrad  ha delle preoccupazioni, perché il suo migliore amico, Evan, ha fatto bancarotta, senza parlarne con nessuno. C’è il pericolo che i Konrad perdano la terra, su cui è costruita la villetta.

La lettura del libro fornisce il pretesto per raccontare la vita di Buddha: inizia così un racconto parallelo e la narrazione si sposta nell’India di 2500 anni prima.  La madre Maja, quando il momento del parto si avvicina, ritorna alla casa del padre per partorire, secondo la tradizione. Il viaggio è lungo e faticoso e la regina si ferma durante il viaggio per riposarsi.  La regina cade in una specie di trance e le torna in mente un sogno che aveva fatto, quando aveva concepito il bambino. Un cucciolo di elefante era apparso al suo fianco e la aveva benedetta con la proboscide. A questo punto viene colta dalle doglie. Si narra che un albero, consapevole del grande momento, si chinò per proteggerla, offrendole i suoi rami come sostegno. Le ancelle formano un cerchio e con dei drappi formano un ambiente isolato, in cui la regina può partorire. Il bambino nacque quasi senza dolore, con la pelle dorata e splendente. Aveva gli occhi completamente aperti ed era abbastanza forte da stare in piedi da solo.Il bambino dice di essere venuto al mondo per raggiungere l’illuminazione e liberare dalla sofferenza tutte le creature. Dove posava i piedi sbocciavano fiori di loto.

Il re Suddhodana, padre del bambino, chiamò il figlio Siddharta che significa: “colui che porta il bene” ovvero “colui che ha raggiunto lo scopo”. E poi ordinò una grande festa per presentare il figlio al suo popolo. Ad un tratto, con grande sorpresa di tutti, a apparve il venerato astrologo e eremita, Asita, che nessuno vedeva più da anni.   Annuncia che il bambino diventerà signore del mondo o il suo redentore. Il Re però desidera che sia un grande  re come lui. Asita dice che sarà come il re vuole, ma spesso gli dei deludono i desideri dei genitori. Purtroppo una settimana dopo, Maya si ammala e muore.

Con il permesso dei genitori, Jessie, accompagnato da Maria, la donna che pulisce la casa, comincia a frequentare la comunità buddista. Il lama Norbu dice che il lama Norje si è probabilmente reincarnato e ora è un bambino. “Come me!” dice Jessie. “Certamente!”.

Il lama Norbu ricomincia il racconto della vita del Buddha che è diventato il principe Siddharta e ha sposato una bellissima principessa, di nome Yashodara che è rimasta incinta ed è in procinto di dargli un figlio. Il principe ereditario è diventato un abile arciere, cavallerizzo e lottatore. Vive tra gli agi e i lussi della reggia, mantenuto accuratamente  lontano dai dolori della vita esterna, secondo il volere di Suddhodana,  che vuole che segua le sue orme e vuole mantenerlo inconsapevole della sofferenza.  Gli aveva regalato 3 palazzi: uno per l’inverno, uno per la stagione delle piogge e uno per l’estate. In questo modo pensava di proteggere il figlio dalla conoscenza del dolore e dell’angoscia. Ma poi, un giorno, questi udì un canto misterioso di sconvolgente bellezza, in una lingua a lui sconosciuta.  All’inizio non riusciva a capire di dove proveniva. Yashodara gli dice che la canzone evoca un paese lontano, pieno di montagne, dove è nata la ragazza che la canta.  Siddharta dice che esistono luoghi così belli vorrebbe vederli. Invece non ha visto neppure la sua città. Yashodara gli risponde  che, fuori del palazzo, c’è solo sofferenza e che suo padre ha voluto.

In realtà, quando Siddharta va in visita alla città,suo padre ha tutto predisposto affinché niente possa turbarlo o angosciarlo. Avrebbe visto solo gente giovane e sana.  Ma all’improvviso compaiono due mercanti macilenti. Il principe scende dalla portantina e si addentra nella città e vede operai intenti a lavori faticosi, gente malata e deforme. Assiste anche ad un funerale e alla cremazione del morto. Quel girno Siddharta scoprì la sofferenza ed apprese la compassione: loro erano lui e lui era loro.

Al suo ritorno alla reggia, chiede a suo padre perché gli ha così a lungo nascosto la verità: la sofferenza, la povertà, la malattia, la morte! Il re gli risponde che ha mentito solo per amore.  Siddharta dice che questo amore è diventato una prigione. Il re gli dice non gli ha mai chiesto di uscire. Gli annuncia che è nato suo figlio e gli ricorda che ora anche lui ha dei doveri! Ma Siddharta sente di dovere trovare una risposta alla sofferenza. E’ pronto a lasciare sua moglie e suo figlio per questo scopo, perché sa che anche loro dovranno soffrire.

 

Il padre di Jessie, in visita a lama Norbu, gli dice  che né lui, né sua moglie credono nella reincarnazione . Il lama risponde che il corpo è solo un contenitore e che il contenuto, cioè l’anima, continua ad esistere anche dopo. per fare un esempio, versa del tè in una tazza e rompe la tazza; naturalmente il tè si sparge intorno: il contenuto continua ad esistere, anche quando il contenitore non c’è più! Il lama dice che Jessie potrebbe diventare una importante figura nella società buddista, un leader spirituale! Il bambino potrà continuare a vivere in America e trasferirsi nel Bhutan solo da grande. Però è necessario essere sicuri della reincarnazione e questo si può verificare solo con un viaggio nel Bhutan. A questo punto arriva un telegramma che annuncia un’altra possibile reincarnazione: un bambino di Katmandu. L’ingegnere si sente preso in giro e se ne va bruscamente, portando via Jessie. Il lama Norbu i insegue per dare al bambino il libro che ha dimenticato. Così proseguiamo nel racconto della vita di Siddharta. Proprio poco dopo, una telefonata avverte l’ingegnere che il suo amico Evan si è suicidato.

Nonostante le guardie predisposte dal padre vigilino, Siddharta riesce a fuggire, aiutato dal suo amico Channa per recarsi alla foresta, in cui è nato. Vede degli asceti che hanno rinunciato a tutte le comodità, perché hanno raggiunto l’illuminazione. Decide di unirsi a loro e si taglia i lunghi capelli. Poi cammina solo nel bosco e si siede sotto un albero che lo ripara dalla pioggia. Quando la pioggia comincia a scrosciare, un cobra si pone dietro a lui e lo ripara. Gli altri eremiti che si erano seduti intorno a lui, osservano stupiti. Credendo a un miracolo, diventano i suoi primi discepoli.

Per sei anni vivono ignorati da tutti, nutrendosi miseramente, ai limiti della loro capacità di sopportazione.  Un giorno, sul fiume che passa davanti all’albero, sotto cui siede immobile, passa una zattera, con un musico che dà consigli al suo allievo.  Allora Siddharta capisce che la via verso la illuminazione è il cammino medio, il sentiero tra tutti gli opposti estremi. Quando Siddharta accetta una ciotola di riso, offertagli da una ragazza del vicino villaggio, i suoi discepoli lo abbandonano indignati. Siddharta inizia a dare vigore al suo corpo, indossa semplici vesti color zafferano e dedica molto tempo alla meditazione. Mara, un demone molto potente, che presiede all’eterno ciclo delle reincarnazioni, sceglie di tentarlo con gli spiriti dell’orgoglio, dell’avidità, della paura, dell’ignoranza e del desiderio che si presentano con l’aspetto di bellissime ragazze, ma Siddharta  li respinge con la forza dell’amore e della compassione. Adirato, Mara gli scatena contro la furia delle sue armate demoniache, ma inutilmente. Alla fine Mara appare al giovane eremita con il suo doppio, ma anche questo tentativo fallisce.

 

Jessie arriva a leggere fino a questo punto sotto la sorveglianza di Maria, mentre i genitori sono al funerale di Evan. Rientrando da San Francisco, quasi per scacciare l’angoscia, sono colti da violenta attrazione e fanno l’amore. A questo punto, l’ingegnere dice alla moglie che sta riconsiderando l’ipotesi del viaggio in Tibet. di ritorno; dice a Lisa di volere andare in Bhutan con lama Norbu La moglie gli chiede se è uno scherzo, ma lui dice che è una idea che non gli passa. La supplica di lasciarlo accompagnare per un paio di settimane.

 L’ingegnere, colpito dalla morte del suo amico Evans, sta riflettendo sui problemi della vita e della morte e un viaggio nell’Himalaya gli offre una occasione per meditare.  All’arrivo a Katmandu, cercano il candidato locale: è un bambino di nome Raju, della stessa età di Jesse, che lavora in un circo ed è famoso per essere amante delle scimmiette. Lama Norbu resta sorpreso, vedendo come i due bambini, pur non essendosi mai visti, si incontrano in mezzo alla folla e fanno amicizia.

 

In conclusione, viene riconosciuto che si tratta di un rarissimo caso di reincarnazione multipla. Il lama Norbu dice al padre di Jessie che sente di avere assolto al suo compito e che pensa di tornare al suo luogo natale. Non ne ha il tempo. Si raccoglie in preghiera davanti a un altare e lentamente muore. La cerimonia che si sta svolgendo per celebrare la reincarnazione viene interrotta e iniziano i riti per la morte del lama. Vita e morte si intrecciano senza soluzione di continuità!

 

Ognuno dei tre bambini riceve una parte delle ceneri. Jessie le getta in mare vicino a Los Angeles. La bambina sale su un albero e le sparge intorno. Tutto ritorna alla natura!

 

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LA LEZIONE DI LAMA NORBU E LA FAVOLA DELLA CAPRA

 

 

 

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La capra piange per il sacerdote

 

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LA CIOTOLA

 

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lama

 

A SEATTLE

 

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incontro

Kenpo Tenzin avvicina Lisa

 

JESSIE E I GENITORI

la madre

 

genitori

 

LA NASCITA

 

Cattura

La regina ritorna a casa del padre

 

donne

 

 

 

 

moglie

 

madre

Un albero offre alla regina i suoi rami come sostegno.

 

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Il bambino aveva gli occhi completamente aperti ed era in grado di stare in piedi da solo.

 

 

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Il re Suddhodana

 

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Il re Suddhodana presenta il bambino al popolo.

 

 

 

IL PRINCIPE SIDDHARTA

 

 

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moglie

 

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LA VISITA DELLA CITTA’

 

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Gli lanciano petali di fiori.

 

FUGA DALLA REGGIA

 

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Il principe è sconvolto!

 

tagliacapelli

 

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Un cobra lo protegge!

 

 

discepoli

 

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Per si anni vissero nascosti, mangiando miseramente.

 

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Siddharta comincia a indossare semplici abiti color zafferano.

 

LE TENTAZIONI DI MARA

 

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tentazioni

Donne tentatrici

 

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L’armata infernale

 

doppio

Mara si trasforma in una copia di Siddharta

 

 

estasi

 

UNA OPPORTUNITA’

 

 

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spogliata

ARRIVO A KATMANDU

 

monumento

 

torre

 

Boudhanath

BODHANATH

Come nel Swayambhunath anche qui c’è una “collinetta bianca emisferica” che sta a rappresentare il globo terrestre con i quattro elementi: acqua, terra, fuoco e aria; sopra questa “collinetta” gli occhi di Buddha con al centro un “ghirigoro” che sembra un naso ed invece è il simbolo nepalese chiamato “ek” che simboleggia l’unità e sulla sommità della stupa c’è un “parasole” che simboleggia il nirvana.

 

 

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padre

 

 

 

 

AL CONVENTO

 

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benvenuti

 

inginocchio

 

gioco

“Maestro, mi rallegro di averti incontrato. Finalmente!”

 

 

tre

 

treba

 

 

poco frequente

Una reincarnazione multipla è poco frequente, ma si è già verificata.

 

LA CERIMONIA DELLA REINCARNAZIONE E LA MORTE DEL LAMA NORBU

 

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Suonano i tamburi per celebrare la reincarnazione.

 

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trerei

 

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Il lama si raccoglie in preghiera e spira lentamente.

 

morto

 

fumo

 

Iniziano i riti della morte

 

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RITORNO A LOS ANGELES

 

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ceneri

 

Le ceneri del lama Norbu vengono gettate  in mare.

 

 

FONDAMENTI DELLA DOTTRINA BUDDISTA

L’illuminazione è conoscere la nostra  vera natura, la vera natura del mondo e lo scopo e il significato della vita. Arrivare alla illuminazione è la più grande felicità raggiungibile dall’essere umano. E’ un obiettivo che può essere raggiunto seguendo le tracce indicata dal Buddha: saggezza, concentrazione meditativa, condotta morale, soprattutto se esaltate dalla compassione. Quest’ultimo sentimento va ben oltre l’empatia, perché si estende all’impegno in prima persona ad alleviare le sofferenze del prossimo e di ogni essere senziente, senza limiti spaziali.

Abbiamo anche il dovere di intervenire sulle nostre afflizioni mentali, trasformando gran parte dei sentimenti  negativi e autodistruttivi in sentimenti aperti e positivi, che sono fonte di serenità e benessere non solo per noi, ma per tutti coloro che ci circondano.

Il cmmino verso l’illuminazione è lo stesso che conduce alla consapevolezza. Per avere consapevolezza spirituale, dobbiamo conoscere quello che è al di là di questo mondo.

Le 4 nobili Verità sono la base di ogni insegnamento buddista. Tale insegnamento fu proclamato dal principe Siddharta, ovvero Shakyamuni, il Buddha storico vissuto ne sesto secolo a.C., nel Parco dei Daini a Sarnath presso Varanasi, in India.

La Prima Nobile Verità enunciata dal Buddismo si occupa di qualcosa che ogni essere vivente può facilmente verificare per esperienza: esiste la sofferenza.

La Seconda Nobile Verità ci avverte che la causa di tutte le esperienze di sofferenza è l’attaccamento al desiderio.

La Terza Nobile Verità ci ammonisce che la sofferenza può cessare, a patto di riuscire a rinunciare  al nostro istinto a rimanere attaccati ai nostri desideri. La cessazione della sofferenza è un risveglio, una rinascita, una illuminazione!

La Quarta Nobile Verità è il Nobile Ottuplice Sentiero, cioè: Retta Parola, Retta Azione, Retta Vita, Retta Comprensione, Retta Motivazione, Retto Sforzo, Retta Consapevolezza, Retta Concentrazione. Questi otto fattori costituiscono un programma attentamente ponderato di purificazione de pensiero, della parola e delle azioni che ha come risultato finale la totale cessazione dell’attaccamento e il conseguente sorgere della Illuminazione, la Perfetta Saggezza.

 

Vedere anche:

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I FIGLI DEL FIUME GIALLO – LE TRASFORMAZIONI DELLA CINA IN UN FILM DI JIA ZHANG-KE

E’ un’opera complessa che conferma la statura di un regista capace di leggere i mutamenti della contemporaneità in un Paese che si muove a una velocità pari a quella dei suoi treni, quando attraversano senza ritorno le lande desertiche dello Xinjiang. La mutazione accelerata del suo mondo è  l’oggetto ideale del cinema di Jia Zhang-ke.

E’ come se ci fossero tre storie che procedono in parallelo. Accanto alla storia d’amore di Qiao e Bin c’è la storia di un paese attraversato nello spazio e nel tempo, nell’arco di trasformazione tumultuosa disegnato dalla Cina a partire dall’inizio del millennio. Con tutto ciò che ne consegue in termini economici e sociali. Il regista tocca le diverse città del suo mondo,  dalle miniere di carbone dello Shanxi delle sue origini agli estremi confini occidentali dello Xinjiang, passando per la natura quasi morta delle Tre Gole. C’è poi la storia del percorso compiuto da Jia nelle modalità e nelle strategie del suo racconto.

 

Dal punto di vista della struttura, il film si compone di tre parti ambientate negli anni 2001, 2006, 2018 e in due luoghi diversi (Datong nello Shanxi e Fenjie nella regione di Chongqing e delle Tre Gole).

 

Il termine “jianghu”, mutuato dalle arti marziali e trasferito al sottobosco criminale delle Triadi cinesi, descrive il codice di onore e la relazione di fratellanza che caratterizza l’ambiente dove domina Bin. Il film ci porta nella Cina del 2001 dentro la cultura jianghu (quella criminale della triade cinese). Qui la giovane ex ballerina Quiao (Zhao Tao) si innamora di un boss della mafia locale, Bin (Liao Fan) ed è disposta a fare tutto per lui. 

Così, quando Bin si trova in un conflitto a fuoco, non manca di mettersi a sparare per salvarlo, tanto da venire imprigionata per cinque lunghi anni. Non solo. Quando esce lo va a cercare, ma lui si è ritirato, fa un’altra vita e ha un’altra donna.

La relazione di dominio e di possesso tra Quiao e Bin è il contesto della prima parte del film.

I legami, come i luoghi, sono destinati a subire una violenta trasformazione, se non una distruzione senza appello.

Nello Shanxi le miniere chiudono destabilizzando e delocalizzando i suoi abitanti intorno alla centrale elettrica più grande del mondo sulle rive del fiume Yang-tze

 

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QIAO

 

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UNA COPPIA FELICE

 

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LA PISTOLA

 

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TUTTO  CAMBIATO

 

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La nuova fidanzata

 

 

 

IN VIAGGIO

 

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viaggia

 

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Il tassista cerca di approfittare di lei

 

RITROVATO

 

rivedersi

 

 

ANNI DOPO

 

scommessa

 

 

fine

 

 

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LA VISITA IN ITALIA DEL PRESIDENTE CINESE XI JINPING (MARZO 2019) – ACCOLTO COME UN IMPERATORE

 

Nella capitale sono scattate già da giorni le misure di sicurezza eccezionali per garantire gli spostamenti nel centro storico di Xi e della super delegazione al seguito composta da circa 500 persone. Con il presidente cinese sono arrivati, oltre agli uomini della sicurezza personale, 120 giornalisti e 300 fra dirigenti di aziende,  musei e funzionari ministeriali.

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Il Capo dello Stato ha mandato un messaggio chiaro al presidente cinese per rafforzare i legami tra Pechino e Roma: “Il livello già eccellente della cooperazione tra Italia e Cina sarà confermato e rafforzato durante la visita così gradita del presidente Xi con intese commerciali”.

Poi Mattarella ha anche parlato del Memorandum sulla Via della Seta che Xi Jinping firmerà a Villa Madama insieme al premier Conte: “La firma del Memorandum Italia-Cina è un segno dell’attenzione per una cornice ideale per un incremento delle collaborazioni congiunte tra imprese italiane e imprese cinesi”. E ancora: “La Via della Seta è una strada a doppio senso e lungo di essa devono transitare non solo commercio ma talenti, idee, conoscenze e progetti di futuro”.

Alle parole del Capo dello Stato ha risposto il presidente cinese Xi Jinping: “Ringrazio il presidente per l’accurata e squisita accoglienza: nonostante la distanza geografica, i due popoli nutrono da sempre una profonda amicizia”.

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L’Italia è il primo Paese del G7 a firmare un Memorandum con la Cina, “è una grandissima opportunità per tutti noi”. Lo ha sottolineato il vicepremier Luigi Di Maio, all’inaugurazione dell’Italy-China Business Forum on Third Market Cooperation, a Palazzo Barberini. Un Forum che porterà a firmare accordi commerciali e ad attivare una cooperazione bilaterale su quattro temi portanti: infrastrutture, macchinari, finanza ed energia. Oggi è la volta dei tavoli tecnici, domani si metterà mano alle penne per siglare i veri e propri bilaterali.  Tra Italia e Cina, ha ricordato il vicepremier, c’è un interscambio che ormai vale 44 miliardi di euro, con una crescita esponenziale negli ultimi anni.

Dieci accordi tra imprese, compresi quelli sui porti di Trieste e Genova. E diciannove accordi istituzionali, tra cui il via libera dell’esportazione del seme bovino e la restituzione alla Cina di 796 reperti archeologici. Si è molto ridotto, soprattutto nella parte aziendale, il numero di intese che verranno siglate domani mattina a Villa Madama tra Italia e Cina, a margine della firma più importante dal punto di vita politico, la nostra adesione alla Belt and Road targata Xi Jinping. La lista di accordi  non è ancora definitiva, i dettagli si limeranno fino a stasera e qualcosa potrebbe ancora rientrare.

 

La Cassa Depositi firmerà con Bank of China, capofila dal lato cinese, un partenariato strategico che avrà come obiettivo il finanziamento delle imprese italiane in Cina, al limite anche tramite l’emissione di Panda bond, cioè titoli in renminbi. L’Autorità portuale di Trieste e quella di Genova firmeranno un accordo con il colosso delle costruzioni Cccc.

 

È  lungo il capitolo delle intese istituzionali che sono 19. La prima è il cuore di questa visita di Xi, quella sulla Via della seta, che non firmeranno il premier Conte e Xi Jinping, bensì Luigi Di Maio e il ministro degli esteri  cinese Wang Yi. I settori di protocolli e memorandum tra ministeri e altri enti pubblici sono principalmente tre e concernono la tecnologia, l’agricoltura e la cultura

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Prima dell’incontro con il premier Conte a Villa Madama il presidente cinese è tornato al Quirinale per il saluto al capo dello Stato Mattarella. Nel cortile d’onore si è svolta  la cerimonia ufficiale con la banda dell’aeronautica che ha eseguito gli inni nazionali.

Dopo settimane di polemiche, è arrivata la firma sugli accordi tra Cina e Italia, nell’ultima giornata romana di Xi Jinping. Nella cornice  di Villa Madama, dove sono state schierate le delegazioni ministeriali dei due Paesi. In tutto 29 le intese: 19 istituzionali e 10 commerciali.  A firmare le intese principali, per la parte italiana, è stato il ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio. Dall’altra parte del tavolo, il presidente della National Development and Reform Commission, He Lifeng. “Solo gli accordi firmati qui oggi in sostanza valgono 2,5 miliardi di euro. Ma gli accordi  hanno un potenziale di 20 miliardi di euro”, ha detto Di Maio nel punto stampa dopo la firma del Memorandum. Il cuore dell’accordo è la Via della Seta di Pechino (l’Italia è il primo Paese del G7 ad aderire).

L’elenco delle intese firmate doveva in realtà essere più lungo, si parlava di una cinquantina, ma le polemiche degli ultimi giorni – con le preoccupazioni di Stati Uniti e Unione europea per  una eccessiva penetrazione della Cina nella economia italiana – hanno portato a una riduzione degli accordi, soprattutto nei settori più sensibili. Frenata in particolare sulle telecomunicazioni: congelato l’accordo di ricerca tra Huawei e un Politecnico italiano.  

La parte finale del viaggio in Italia, per Xi e la moglie Peng Liyuan, si svolge invece a Palermo. “È stata una visita di grande successo, grazie di cuore al governo italiano”, ha detto Xi arrivando in Sicilia. In agenda la visita a Palazzo dei Normanni, sede dell’Assemblea regionale, e alla Cappella Palatina. Poi, il trasferimento nella suite presidenziale dell’hotel Villa Igiea, con alcuni degli oltre duecento collaboratori.

Si è trattato di una iniziativa promozionale a favore della città. Xi Jinping auspica l’arrivo di milioni di turisti cinesi. E’ stata una forma di ringraziamento per Mattarella che gli ha riservato una accoglienza degna di un imperatore.

 

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Mai come in questo periodo, l’Italia è tornata a essere il centro degli equilibri mondiali. Una condizione particolarmente interessante, visto che per il nostro Paese significa essere oggetto di un vero e proprio duello fra superpotenze. Ma che è anche una delle maggiori sfide del nostro tempo, visto che la tradizionale politica del doppio forno italiana sembra essere messa a dura prova dalla crescente polarizzazione del mondo. E in questa fase appare difficile poter gestire la politica estera senza fare definitivamente scelte di campo.

In questo momento di cambiamento degli equilibri mondiali, gli occhi del mondo si concentrano sull’Italia. L’esecutivo gialloverde rappresenta un unicum nel panorama internazionale, e forse anche per questo le potenze europee e le tre superpotenze hanno deciso di mettere l’Italia nel mirino. Il governo è diverso dai suoi predecessori, ha forze differenti, slegate in larga parte dai partiti tradizionali. E questo può comportare cambiamenti non solo di agende politiche ma anche di alleanze internazionali. E per questo non è difficile capire il motivo della trasformazione dell’Italia in un vero e proprio laboratorio di questo nuovo scontro fra superpotenze che può cambiare definitivamente i destini del Vecchio Continente.

La visita di Xi è il simbolo di quanto Roma sia diventata centrale nell’agenda politica di Oriente e Occidente. Mai come in queste settimane Washington si è esposta in maniera così netta e anche dura nei confronti di un Paese coinvolto nella partnership strategica con Pechino. Gli Stati Uniti temono l’ingresso cinese nei nostri porti e nelle nostre infrastrutture strategiche. Ma soprattutto hanno paura che l’Italia rappresenti una sorta di faglia: una volta che la Cina supera il fronte del Mediterraneo centrale, di fatto i suoi traffici arriveranno nel cuore dell’Europa. E una volta inserita l’Italia nella Nuova Via della Seta, il sistema occidentale (dal punto di vista economico e strategico) vedrebbe l’inserimento di un “terzo incomodo”, quella superpotenza asiatica che l’America sta cercando di frenare nella sua inarrestabile ascesa. Ma in questa ascesa, la Cina sa che deve passare per l’Italia. Ed è proprio per questo che Xi ha messo gli occhi su Roma.

Ma il ballo delle superpotenze con l’Italia non può dirsi concluso senza parlare della Russia, che, anche se appare distante in questa fase della nostra agenda politica, è in realtà uno degli elementi fondamentali per comprendere la nostra agenda politica. Mosca non ha mai sottovalutato il ruolo di Roma, consapevole che gli attuali partiti di governo sono decisamente più aperti nei confronti della Russia rispetto ai loro predecessori.  E fra i due Paesi esistono legami molto forti, che coinvolgono interessi economici, strategici ma soprattutto energetici. La Russia di Vladimir Putin serve all’Italia giallo-verde come potenza del gas ma anche come potenza militare e diplomatica, e può avere un ruolo chiave nella stabilizzazione della Libia. Mentre l’Italia serve a sua volta alla Russia per ricucire i rapporti con l’Europa.

 

L’ARRIVO A FIUMICINO

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L’aereo è arrivato a Fiumicino verso le 18 del 21 marzo 2019.

 

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Xi a Roma: il presidente arrivato in hotel

Un corteo di 50 auto è sfrecciato a piazza Venezia per accompagnare Xi Jinping.

 

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Tutto bloccato intorno all’hotel Parco dei Principi, dove alloggia Xi Jinping

AL QUIRINALE

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L’accompagnamento dei corazzieri è di solito riservato ai sovrani

 

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QUIRINALE

 

TOPSHOTS

 

 

stretta di mano

 

 

due

moglie

 

Chinese president Xi Jinping visits Italy

 

 

conferenza

 

conferenza

 

quattro

ufficiale

congedo

Congedo

 

VISITA ALL’ALTARE DELLA PATRIA

 

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trenta

 

omaggio

 

IL SALUTO DEI CINESI RESIDENTI IN ITALIA

 

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INCONTRO CON I PRESIDENTI DEL SENATO E DELLA CAMERA

 

++ Casellati a Xi,sua visita segno vicinanza a Parlamento ++

++ Casellati a Xi,sua visita segno vicinanza a Parlamento ++

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CENA DI GALA

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Chinese President Xi Jinping visits Rome

 

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Chinese President Xi Jinping visits Rome

Una cena per più di 150 invitati

 

IL CONCERTO DI ANDREA BOCELLI

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Peng Liyuan, la moglie di Xi Jinping, è stata una famosa cantante e avrà senza dubbio apprezzato il concerto

INCONTRO DI XI JINPING E CONTE

incontro con conte

 

conte

L’incontro è avvenuto a Palazzo Madama

 

LA FIRMA DEGLI ACCORDI

 

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Di Maio con il Ministro degli Esteri  Wang Yi

 

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LA VISITA A PALERMO

 

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Xi Jinping ha soggiornato all’Hotel Igea

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Chinese President Xi Jinping in Madrid

       Fa gli onori di casa il governatore Nello Musumeci

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palazzo dei normanni

Ammirazione per la Cappella Palatina

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La Cappella Palatina

 

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Palazzo Dei Normanni

 

palazzoreale

Il Palazzo Reale con la bandiera rossa

pupi

 

IN FRANCIA

MONACO-CHINA-DIPLOMACY

Gendarmi davanti al Palazzo di Monaco

MONACO-CHINA-EU-DIPLOMACY-POLITICS-TRADE

Foto con il principe Alberto e Charlene

French President Emmanuel Macron welcomes Chinese President Xi Jinping at the Villa Kerylos in Beaulieu-sur-Mer, near Nice

Foto con Macron e consorte

 

villa kerylos

Incontro a Villa Kerylos

 

Xi Jinping

macron

 

chen siqinq e jean-pascal tricoire

 

 

FRANCE-CHINA-DIPLOMACY

La Cina ordina 300 Airbus per più di 30 miliardi di euro. In totale sono stati firmati contratti per 45 miliardi di dollari. L’Italia firma accordi e la Francia firma contratti.

 

CENA DI GALA ALL’ELISEO

Chinese President Xi Jinping - State Dinner - Paris

 

Chinese President Xi Jinping - State Dinner - Paris

State Dinner For Chinese Presidential Couple - Paris - Arrivals

Hanno partecipato molte star. Ecco Helène Rolles

brindisi

 

 

I PORTI

 

porti

 

portotrieste

Porto di Trieste

 

porto palermo

 

 

Vedere anche: Chen Siqing of Bank of China and Jean-Pascal Tricoire of Schneider Electric shake hands at a signing ceremony on Monday. Photo: EPA-EFE Chen Siqing of Bank of China and Jean-Pascal Tricoire of Schneider Electric shake hands at a signing ceremony on Monday. Photo: EPA-EFE

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LA GUERRA COMMERCIALE TRA CINA E USA – LA RIPRESA DOPO LA PANDEMIA

cina

Un parere negativo

La pandemia da coronavirus avvierà una riorganizzazione della supply chain globale. Il processo si stava già verificando prima del virus e le azioni intraprese da Pechino durante la pandemia globale non faranno che accelerare lo spostamento delle fabbriche al di fuori della Cina. Il loro sistema non appare più una base manifatturiera affidabile.

Più il rischio politico aumenta, più il settore manifatturiero sarà obbligato a lasciare la Cina. Bisogna tenere presente che di per sé le aziende non vorranno lasciare la Cina, ma i rischi collegati al rimanere diventeranno troppo alti. Dunque, l’economia della Cina, la quale è fortemente dipendente dall’export, prenderà un serio colpo dal quale non si riprenderà per anni.

 

 


 

Un parere positivo

La Cina è riuscita, complici anche i suoi silenzi di fronte all’emergenza, a ritagliarsi un vantaggio tattico nei confronti del mondo. Prima che le “strane polmoniti” dello Hubei venissero prese seriamente in considerazione, Xi ha tentennato. E non poco. Come mai? Diverse sono le voci a tal proposito. C’è chi parla dei presunti silenzi delle autorità politiche locali e chi, con più malizia, sostiene che il leader cinese abbia voluto insabbiare tutto. Sia come sia, ora la Cina si trova, almeno dal punto di vista della tempistica, davanti a tutti. E può giocare questa carta a proprio vantaggio. Anche perché il suo diretto rivale, Trump, si trova in un momento parecchio complesso sia per l’emergenza coronavirus sia per le elezioni ormai alle porte.

 

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Il pil cinese è sceso del 6,8% a livello annuale nei primi tre mesi di quest’anno, la contrazione più forte da quando Pechino ha iniziato a fornire i dati sul pil trimestrale nel 1992, dopo l’incremento del 6% negli ultimi tre mesi dello scorso anno. La lettura è comunque migliore di quella attesa dal consenso degli economisti che si aspettavano una discesa dell’8,3% anno su anno. Rispetto al trimestre precedente, il pil cinese si è invece contratto del 9,8%.

Al contempo le vendite al dettaglio in Cina sono calate del 15,8% a livello annuale a marzo. La lettura è in miglioramento rispetto al crollo del 20,5% anno su anno registrato nei primi due mesi dell’anno, ma è peggiore delle attese degli economisti che avevano previsto una discesa più contenuta, pari all’8% anno su anno. Inoltre la produzione industriale cinese è rimbalzata del 32,13% a livello mensile a marzo, mentre su base annuale è calata dell’1,1%. La lettura tendenziale è in netto miglioramento rispetto al calo del 13,5% registrato nei primi due mesi dell’anno. Il dato è migliore anche di quanto atteso dagli economisti (-7,5% anno su anno).

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La Cina è il primo paese a uscire dalla pandemia, ma, non avendo adottato misure eccezionali di espansione monetaria,  può ancora ridurre i tassi.  Negli ultimi mesi, il tasso di cambio del renmimbi è stato relativamente stabile (intorno ai 7.8 Yuan nei confronti dell’euro). Non preoccupa l’ingente posizione debitoria in dollari di imprese e banche cinesi, nonostante alla banca centrale di Cina sia precluso l’accesso alle linee swap della Federal Reserve, perché garantita da riserve valutarie di 3100 miliardi di dollari e  e 230 di avanzo delle partite correnti.  Con il rendimento del decennale al 2,6% , i titoli cinesi sembrano una oasi di valore nel panorama del debito pubblico mondiale.

La Cina è tornata a intensificare gli sforzi per sostenere la sua economia colpita dalla pandemia di Covid-19. Nello specifico la PBoC ha abbassato il tasso di finanziamento di medio termine a un anno al 2,95% dal 3,15%, iniettando 100 miliardi di yuan di liquidita’ nel sistema finanziario.


 

Per sei giorni a metà gennaio, la Cina ha saputo che il nuovo coronavirus sarebbe diventato una pandemia mortale, sebbene dicesse al mondo che non c’era nulla da temere. “Prepararsi a rispondere a una pandemia”, ha detto Ma Xiaowei, capo della National Health Commission, ai leader provinciali in una telefonata confidenziale il 14 gennaio, una trascrizione della quale è stata ottenuta dall’Associated Press.

“La trasmissione da uomo a uomo è possibile, ha detto Ma, che ha fatto la chiamata per comunicare ordini diretti da parte del presidente Xi Jinping. Ma nei sei giorni seguenti, le autorità sanitarie cinesi hanno sostenuto pubblicamente che il virus rappresentava un basso rischio per l’uomo.

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Donald Trump ha invitato 200 personalità alla East Room alla Casa Bianca per assistere oggi alla firma della pace commerciale con la Cina, la cosiddetta fase uno, che pone fine a diciotto mesi di trade war. In data 15 gennaio 2020, il documento è stato siglato dai due capi negoziatori: Robert Lighthizer, responsabile del commercio americano e una delle persone più potenti in questo momento a Washington; e il vice premier cinese Liu He, economista con un master ad Harvard, tra i più vicini e fidati uomini del presidente cinese Xi Jinping.

Il presidente Usa ha parlato di un «passo avanti importante» per i rapporti tra i due paesi, definendo «storico» l’accordo siglato tra i due. Trump ha dichiarato che la Cina ha «elogiato» le azioni di contrasto degli Usa sulla contraffazione delle merci. «L’accordo è positivo per il mondo intero» ha aggiunto il presidente cinese Xi Jinping.

Sorrisi. Strette di mano. E la benedizione del presidente americano che ha celebrato il suo trionfo politico alla Casa Bianca, pensando alla rielezione, e oscurato il processo di impeachment che muove i primi passi al Senato. Una vittoria per lui da rivendicare con i farmers, le società energetiche e l’industria manifatturiera made in Usa, principali beneficiari dell’accordo.

La tanto attesa fumata bianca è arrivata: Stati Uniti e Cina hanno trovato un primo accordo sulla guerra dei dazi. L’intesa eliminerà progressivamente le tariffe che i due Paesi si sono imposti reciprocamente nel corso dell’ultimo anno. 

La Cina aumenterà significativamente le importazioni di prodotti agricoli dagli Usa, come carne di maiale, pollame, fagioli di soia, grano, mais e riso, uno dei punti a cui teneva maggiormente Trump. Il presidente ha rimarcato che gli investimenti cinesi (nell’ordine dei 50 miliardi per ciascuno) riguarderanno anche il settore dell’energia e i servizi finanziari, così come ci sarà collaborazione in tema di svalutazioni monetarie  competitive e stretti paletti sul tema. Gli Usa dal canto loro revocheranno il rischio di nuove tariffe al 15% che sarebbero scattate il 15 dicembre scorso su quasi 160 miliardi di dollari di prodotti made in China, a cui Pechino avrebbe risposto con tariffe su 3.300 prodotti statunitensi.

 

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Donald Trump e Liu He

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Nelle scorse due settimane, Cina e Stati Uniti hanno raggiunto un accordo per la riduzione “graduale”  dei dazi che erano stati posti reciprocamente per penalizzare le importazioni di prodotti nella guerra commerciale di questi ultimi quindici mesi. Lo ha detto all’agenzia Bloomberg Gao Feng, portavoce del ministro del commercio di Pechino (7 novembre 2019).

Cina e Stati Uniti devono cancellare dazi che hanno imposto l’uno all’altro simultaneamente per arrivare alla cosiddetta «Fase 1» dell’accordo commerciale, dice Gao Feng. La cancellazione graduale dei dazi, ha detto il portavoce, dipenderà dai progressi nei negoziati». Sulla Fase 1 pare però vi sia già un accordo.

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Il +6% di crescita del Pil, anno su anno, segnato nel terzo trimestre, pur essendo ai minimi da 30 anni, è ben più alto rispetto ai valori che siamo abituati a vedere in Europa e negli Usa. I dati diffusi dall’Ufficio nazionale di statistica del Dragone, risentono dei contraccolpi del braccio di ferro commerciale con gli Usa così come dell’indebolimento del manifatturiero globale.

Ma possono aver pesato anche fattori interni come le pressioni che si sono create sui crediti deteriorati di alcune banche e l’esplosione dell’influenza suina che sta danneggiando gli allevamenti del primo produttore mondiale di carni di maiale. L’ente statistico parla di sostanziale “stabilità” della crescita da tre trimestri e il dato è in linea con le previsioni ufficiali del governo.

Al tempo stesso però, secondo Dow Jones è il valore più basso delle serie storiche dell’attuale sistema di misurazione del pil, iniziato nel 1992 e, anche alzando lo sguardo, una crescita più contenuta si è registrata solo nel 1990, quando la Cina risentiva delle tensioni interne seguite alle proteste di Piazza Tiananmen. Oggi invece nel mirino c’è la guerra dei dazi tra Usa e Cina che ha visto la scorsa settimana una battuta d’arresto dopo l’incontro a Washington tra i due Paesi con la quale è iniziata la cosiddetta Fase uno. Per gli esperti di Ubp questa tregua potrebbe dare nuovo slancio per l’azionario cinese e di Hong Kong.

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Il presidente americano, Donald Trump, ha annunciato che si incontrerà con il capo delegazione e vice premier cinese, Liu He, oggi 11 ottobre 2019 alla Casa Bianca. Un annuncio che ha dissipato i dubbi sull’andamento dei negoziati. Lo stesso Trump ha scritto su Twitter: “Grande giorno per i negoziati con la Cina. Loro vogliono un accordo, ma io? Incontrerò domani il vicepremier alla Casa Bianca”.

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Il governo cinese si sta attrezzando per dipendere meno dalle esportazioni con il lancio di una politica di sviluppo del mercato interno attraverso interventi fiscali per fare crescere economicamente e tecnologicamente le pmi cinesi , che producono già oltre il 50% del pil.

 

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Yang Jiechi, capo dell’Ufficio Affari Esteri del Partito Comunista Cinese, si è recato il 14 agosto 2019 a Washington per incontrare il Segretario di Stato Mike Pompeo. Nonostante il contenuto del colloquio sia riservato, il fatto che avvenga al culmine della guerra commerciale e durante l’occupazione dell’aeroporto di Hong Kong da parte dei manifestanti suggerisce i possibili temi.

 

yang jiechi

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incontro

 

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Trump minaccia di applicare nuovi dazi su 300 miliardi di dollari di beni cinesi dal 1 settembre. La Cina ha replicato che applicherà contromisure adeguate. La più efficace è la svalutazione dello yuan a 7 per dollaro: il minimo dal 2008. Il 7 agosto la  People’s Bank of China ha fissato il tasso ufficiale dello yuan a 6,9996 nei confronti del dollaro. Si teme ora che la guerra commerciale sfoci in una guerra valutaria. Le borse hanno reagito con una serie di crolli.

 

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L’attesissimo faccia a faccia del 29 giugno 2019 tra il presidente cinese, Xi Jinping, e l’omologo americano, Donald Trump, ha dato l’esito che molti, a cominciare dai mercati finanziari, si aspettavano: hanno concordato il riavvio delle trattative sul commercio. Un’ora e venti minuti di dialogo che il presidente americano ha definito “eccellente”.
Secondo l’agenzia ufficiale di stampa di Pechino. gli Stati Uniti hanno accettato di non imporre nuovi dazi alle esportazioni cinesi, in particolare sui 300 miliardi di dollari circa ventilati nelle ultime settimane dalla Casa Bianca, e i due Paesi hanno deciso di riprendere le trattative “su una base di eguaglianza e di mutuo rispetto”.

 

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Più che un G20 è un G2: gli occhi del mondo puntati sulla sfida Trump-Xi. La vera posta in gioco è il dollaro come valuta mondiale Più che un G20 è un G2: gli occhi del mondo puntati sulla sfida Trump-Xi. La vera posta in gioco è il dollaro come valuta mondiale.

 

A parte il loro comune segno zodiacale Gemelli,  Xi e Trump non potrebbero essere più diversi per toni, modi, cultura e galateo. Questo retroterra ha giocato e gioca un ruolo fondamentale nel rapporto tra i due uomini più potenti del pianeta chiamati, ancora una volta, al G20 di Osaka, a trovare un accordo sulla governance mondiale, non solo sul versante del commercio internazionale.

Per certi versi sembra in arrivo una minestra riscaldata. È solo questione di ore. Per l’ennesima volta la montagna potrebbe partorire un topolino, come è già successo nei precedenti incontri. E ognuno dei due giganti potrebbe tornare a casa con un nulla di fatto, con buona pace del resto del Pianeta.

 

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Arrivo di Xi ad Osaka

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Xi con Narendra Modi

 

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Xi con Angela Merkel

 

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Xi con Putin e Narendra Modi

 

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L’arrivo di Conte a Osaka

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La Cina ora minaccia Android: Oppo e Xiaomi testano il sistema operativo di Huawei. Il governo cinese vuole esercitare una pressione sugli Stati Uniti, mobilitando la sua industria tecnologica di prim’ordine.

 

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Mentre la notizia della mossa Usa verso Huawei cominciava a fare il giro del mondo, il presidente Xi Jinping si recava  nella provincia meridionale di Jiangxi, dove ha sede la Jl-Mag, una azienda di terre rare, materiale di fondamentale importanza per l’industria tech, soprattutto quella legata ai microconduttori.  Una minaccia di ritorsione che ha fatto bloccare la minaccia a Huawei.  In caso di acuirsi ulteriore dello scontro, la Cina potrebbe arrivare alla limitazione stessa dell’export di terre rare verso gli Stati Uniti.

jlmag

 

La guerra dei dazi tra Usa e Cina sta per compiere un anno. Annunciati nell’aprile 2018 i primi dazi sono difatti partiti il 6 luglio. Per certi versi assomiglia più a una partita a scacchi in cui agli attacchi dell’uno (Donald Trump) seguono le controffensive dell’altro (Xi Jinping). Il tutto condito da una retorica che nel corso di questi mesi ha alimentato la volatilità sui mercati finanziari, in particolare sui settori più direttamente coinvolti (tecnologico, agricolo, automobilistico). Trump, soprattutto attraverso twitter, sta alternando la strategia del “bastone e della carota”. A un affondo fa seguire un’apertura, e tweet discorrendo. Il presidente cinese, invece, è di poche parole e preferisce rispondere con i fatti.

La partita si sta giocando con due armi:

  • le aliquote (finora ne sono state usate due, 10% e 25%)
  • il cambio dollaro/yuan.

Il fattore chiave da capire è che se la divisa cinese si svaluta, il che assicura maggiore competitività alle merci cinesi esportate negli USA. In questo momento, tenendo conto anche della risposta cinese dal 1 giugno, la Cina sta arrecando un danno maggiore di  quello subito; 75 miliardi contro 63 miliardi. Nel frattempo il cambio dollaro/yuan si è svalutato da 6,3 a 6,9. La svalutazione impatta su tutti i 539 miliardi di beni esportati dalla Cina verso gli Usa, pari a un recupero di competitività, alias abbassamento del costo per gli acquirenti Usa delle merci importate dalla Cina. La contesa potrà impattare sui titoli di Stato Usa, di cui la Cina (dopo la Federal Reserve) è il secondo detentore mondiale. Non è quindi un caso se ad oggi (i dati resi noti dalla Fed sono al 31 marzo 2019) i Treasury in mano ai cinesi siano scesi a 1,12 trilioni di dollari, il valore più basso degli ultimi due anni. Proprio in concomitanza con la forte svalutazione in corso della divisa cinese. Insomma, quella in atto tra Usa e Cina non è una partita a scacchi da principianti.

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La Cina non resta a guardare e come atteso risponde alle nuove restrizioni commerciali introdotte dagli Usa. Dal 1° giugno Pechino alzerà i dazi al 25% su 60 miliardi di dollari di importazioni americane. Le nuove misure dovrebbero “colpire” 2.493 beni made in Usa.

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I futures su Wall Street viaggiano in netto rosso, -1,21% per il timore che questa volta a pagare veramente pegno siano gli americani, con un balzo dell’inflazione a causa di un prossimo netto rialzo dei prezzi dalla Cina. E molti dei beni che saranno toccati vengono in realtà da controllate cinesi di gruppi americani. Una doppia beffa alla corporate America.

“In nessun momento la Cina perderà il rispetto del Paese, e nessuno dovrebbe aspettarsi che la Cina inghiotta frutti amari che danneggiano i suoi interessi principali”, ha scritto oggi in un commento il People’s Daily, un quotidiano controllato dal partito comunista, sottolineando che Pechino è aperta ai colloqui, ma non si arrenderà mai davanti a importanti questioni di principio.

Nel frattempo, il South China Morning Post ha pubblicato questa mattina (13 maggio 2019) un’intervista a Wei Jianguo, ex viceministro al Ministero del Commercio (Mofcom), oggi vice presidente del China Center for International Economic Exchanges, un think tank legato al governo cinese. Wei ha spiegato che Pechino ha molte carte per difendersi dagli Stati Uniti ed è probabile che applichi sanzioni che vanno oltre le tariffe sul commercio di beni. Wei ha citato prima di tutti i beni agricoli statunitensi, in particolare soia, grano, mais e la carne di maiale, sapendo che il settore rappresenta una parte fondamentale degli elettori del presidente statunitense Donald Trump, già avviato alla corsa verso le elezioni del 2020.

“La Cina ha non solo la determinazione e la capacità, ma anche la volontà di combattere una guerra prolungata”, ha aggiunto Wei. La Cina potrebbe applicare sanzioni anche su aerei e veicoli statunitensi, ha aggiunto. La Cina, ha ripreso Wei, potrebbe andare oltre il commercio di beni e servizi, puntando ai settori finanziario, turistico e culturale. Wei ha avvertito che Washington ha commesso un errore strategico nell’aumentare le tariffe. La mossa potrebbe ritorcersi contro perché “l’estrema pressione” non costringerebbe la Cina a capitolare.

 

 

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Un minuto dopo la mezzanotte di Washington, le sei del mattino in Italia (del 10 maggio 2019), è scattato il nuovo pacchetto di dazi annunciati da Donald Trump: le tariffe su 200 miliardi di dollari di importazioni made in China salgono dal 10 al 25%. Pechino ha già annunciato che risponderà a tono, pur senza precisare come, maggiori dettagli dovrebbero arrivare a breve.

Ed è in questo clima di nuovo teso, dopo mesi di tregua che avevano fatto tirare il fiato alle Borse e al resto del mondo, che i due negoziatori Liu He e Robert Lighthizer torneranno a sedersi al tavolo oggi, sperando che l’incontro sia più utile della cena consumata ieri. Almeno i mercati si concedono una speranza: dopo un’improvvisa caduta in rosso nei minuti successivi all’entrata in vigore dei dazi, i listini asiatici sono rimbalzati in territorio positivo, con Shanghai a trainare tutti.

 

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Per il presidente Trump le trattative con la Cina procedono “troppo lentamente”. E nel tentativo di alzare la posta ha annunciato su twitter (6 maggio 2019)  che da venerdì saliranno dal 10% al 25% i dazi americani su 200 miliardi di dollari di prodotti cinesi. Non è tutto. Verranno imposti nuovi dazi del 25% su altri 325 miliardi di prodotti cinesi non tassati finora. L’annuncio di Trump ha sorpreso la Cina che, secondo fonti vicine al governo riportate dal Wall Street Journal, starebbe valutando di uscire dai negoziati e cancellare del tutto le trattative commerciali con gli Stati Uniti. Era stato lo stesso Trump il primo novembre con una telefonata al presidente cinese Xi Jinping a spingere per le negoziazioni tra i due paesi.

L’affondo di Trump potrebbe rappresentare una forzatura di mano sul tavolo delle trattative commerciali con il colosso asiatico per arrivare a un’intesa chiave al più presto. Infatti Trump non sarebbe contento della velocità delle trattative, ma in questo modo rischia anche un prolungamento dei colloqui. Le autorità cinesi hanno cancellato, in circostanze simili, una spedizione negli Usa lo scorso settembre.

“Dal momento che la Cina ha sempre detto che la sua politica è quella di non voler negoziare sotto costrizione, è reale la possibilità che Pechino possa cancellare gli incontri con gli Usa”, afferma stamani Goldman Sachs in una nota. Con tutte le conseguenze negative del caso, proprio mentre gli investitori si stavano abituando a una possibile ripresa dell’economia mondiale in una fase molto positiva per l’azionario: “nei mercati globali tornerebbero le difficoltà, la crescita cinese finirebbe di nuovo sotto pressione con ripercussioni anche sull’economia globale”.

 

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La delegazione cinese arriverà ugualmente negli Usa e ne farà parte il vicepremier Liu He.

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La grande guerra economica Usa-Cina forse non ci sarà. Dopo due anni di tensioni sugli squilibri commerciali tra le due maggiori economie del pianeta, nelle ultime settimane prevalgono i segnali di accordo. L’ultimo viene da Donald Trump, che in due tweet ha annunciato il rinvio  dei superdazi su 200 miliardi di importazioni annue made in China. 

Sono felice di annunciare – scrive Trump – che abbiamo fatto dei progressi sostanziali nei nostri negoziati commerciali con la Cina, su questioni strutturali che includono la tutela della proprietà intellettuale, i trasferimenti di tecnologie, l’agricoltura, i servizi, la moneta e altri temi. In conseguenza di questi negoziati produttivi, rinvierò l’entrata in vigore dei dazi che era prevista dal primo marzo.

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Era da 15 lunghissimi anni che gli acquisti nei negozi cinesi non crescevano così poco. A novembre le vendite al dettaglio si sono fermate a +8,1%, cinque decimi sotto ottobre e sette sotto le stime degli analisti, un dato che per i ritmi di crescita a cui il Dragone e la sua nuova classe media hanno abituato al mondo è molto deludente. L’ennesimo segnale che l’economia sta rallentando in maniera più brusca del previsto, soprattutto per ragioni interne come la stretta al credito più che per i dazi di Trump, i cui pieni effetti devono ancora farsi sentire. A novembre la produzione industriale è cresciuta solo del 5,4%, cinque decimi sotto le previsioni e al minimo da dieci anni a questa parte; a pesare è stata soprattutto la parte rivolta verso l’estero.

 

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La giustizia canadese concede a Lady Huawei la libertà su cauzione. Il giudice  ha fissato in 10 milioni di dollari canadesi la somma da pagare ordinando a Meng di restare nell’area di Vancouver, consegnare il passaporto e indossare un dispositivo gps. Meng dovrà anche farsi carico dei costi per la sua sicurezza.

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La notizia che il vice premier cinese Liu He  l’11 dicembre 2018 abbia chiamato il segretario al Tesoro Usa, Steven Mnuchin, per discutere di una possibile agenda di colloqui sul disgelo commerciale ha confortato gli investitori, sebbene rimanga alta la tensione legata all’arresto canadese della cfo di Huawei Technologies. E’ stato poi Donald Trump in persona a twittare segnali positivi: “Colloqui molto produttivi in corso con la Cina! “ ,

 

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La direttrice finanziaria del gigante cinese Huawei, Meng Wanzhou, figlia del fondatore, è stata arrestata a Vancouver, in Canada, in base a un mandato di arresto emesso dagli Usa. Gli Usa hanno chiesto l’estradizione e l’udienza è stata fissata per domani. La notizia è resa nota dal ministero della Giustizia canadese. La richiesta di arresto statunitense – si apprende dai media – riguarderebbe violazioni alle sanzioni americane contro l’Iran e arriva proprio nel giorno in cui la compagnia cinese viene bandita da British Telecom per “rischio spionaggio” .La crisi diplomatica rischia di complicarsi proprio nel momento in cui Stati Uniti e Cina sembravano avere raggiunto una tregua.

Se c’era bisogno di una prova che la tregua fra Donald Trump e Xi Jinping raggiunta al G20 di Buenos Aires era precaria e aleatoria, eccola. L’arresto della direttrice finanziaria di Huawei in Canada, Meng Wanzhou (che è anche la figlia del fondatore dell’azienda) è un colpo duro alle relazioni bilaterali. Il mandato di cattura e la richiesta di estradizione avanzata dagli Stati Uniti sono una sfida al colosso delle telecomunicazioni  cinesi strettamente legato al regime di Pechino, un’azienda che incarna la volontà cinese di supremazia nelle tecnologie avanzate.

A rendere ancora più incandescente questa vicenda c’è l’accusa: violazione delle sanzioni contro l’Iran. Quali sanzioni? Sembra non si tratti delle sanzioni più recenti, quelle reintrodotte dall’Amministrazione Trump dopo la denuncia dell’accordo nucleare. Quel patto nucleare resta valido per tutte le altre nazioni firmatarie, dalla Cina alla Russia all’Unione europea. Ma la Huawei era sospettata di aggirare sanzioni dal 2016, quindi dai tempi di Obama, e in tal caso la violazione si riferirebbe a un regime di embargo riconosciuto dalla comunità internazionale.

 

Huawei's Executive Board Director Meng Wanzhou attends the VTB Capital Investment Forum "Russia Calling!" in Moscow

 

Meng wanzhou

 

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Non scatterà a gennaio il rincaro delle tasse doganali americane dal 10% al 25%, che doveva colpire 200 miliardi di dollari di merci importate dalla Cina. Per ora la misura protezionista è solo rinviata, mentre ripartono i negoziati tra le due superpotenze. La procedura è stata congelata per 90 giorni, durante i quali le due superpotenze proveranno a trattare. Ma il clima è cambiato nel corso della cena di lavoro tra le due delegazioni, avvenuta a Buenos Aires il 1 dicembre 2018..  Sussistono tuttavia forti dubbi sulla prospettiva di un vero accordo. Wall Street, dopo una breve euforia, il giorno successivo (4 dicembre) si è abbandonata alla paura, accusando forti cali.

 

tregua

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U.S. President Trump sits for exclusive interview with Reuters in Oval Office at White House in Washington

 

La guerra commerciale tra Stati Uniti e il resto del mondo è stato uno dei temi centrali del 2018 ed è da molti indicata come una delle cause della volatilità che ha caratterizzato i mercati in questo anno così diverso dal tranquillo 2017. Non stupisce quindi che le banche di investimento abbiano i fari puntati sull’incontro giovedì prossimo 29 novembre tra il presidente Usa Donald Trump e Xi Jinping al G20 di Buenos Aires.

Trump si sta preparando all’incontro, lanciando messaggi bellcosi all’avversario. In un’intervista al Wall Street Journal Trump ha infatti dichiarato di essere intenzionato ad aumentare al 25% i dazi su 200 miliardi di dollari di merci cinesi. Il presidente ha anche minacciato di imporre nuove tariffe sul resto delle esportazioni di Pechino negli Stati Uniti, se i negoziati non risultassero favorevoli agli Stati Uniti. Probabilmente  queste parole sono “parte integrante dello stile negoziale di Trump”, che mira a intensificare al massimo la pressione in vista del meeting.

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Il  2 novembre il presidente americano, Donald Trump, infiamma l’Asia con i listini asiatici che rimbalzano ai massimi degli ultimi tre anni. Donald Trump si è detto interessato a raggiungere un accordo con il presidente cinese Xi Jinping al vertice del G20 in Argentina. Resta però sul tavolo il problema del furto della proprietà intellettuale da parte dei gruppi tech cinesi, che è il nodo centrale nella guerra dei dazi avviata dagli Usa contro la Cina.

Il presidente Trump ha poi detto di aver avuto colloqui telefonici “molto buoni” con il leader cinese Xi Jinping e che sono in programma incontri in questo senso al summit G20 alla fine di questo mese. “Ho appena avuto una lunga e molto buona telefonata con il presidente Xi Jinping della Cina. Abbiamo parlato di molti temi, con una forte enfasi sul Commercio”, ha twittato Trump.

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La guerra commerciale con gli Usa fa sentire i suoi effetti. La Cina è  cresciuta nel periodo luglio-settembre 2018 “solo” al tasso del 6,5%, contro attese degli economisti per un +6,6% e contro il +6,7% precedente. Si tratta del ritmo più lento dal 2009, dal collasso di Lehman Brothers e dalla crisi globale dei mercati. Dopo aver ceduto quasi il 3% ieri e il 25% da inizio anno, Shanghai oggi ha recepito il messaggio e alle ore 7:30 italiane guadagna lo 0,31%, mentre Hong Kong sale dello 0,18%. Il 19 ottobre il governatore della People’s Bank of China, Yi Gang è intervenuto per confermare che va tutto bene. E che l’economia crescerà del 6,5% quest’anno, come previsto dal governo centrale e che i fondamentali sono solidi.

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Lo scorso anno la ricchezza complessiva dei miliardari del mondo è aumentata di 1.400 miliardi di dollari, l’incremento annuale (+19%) più grande mai registrato, arrivando alla cifra record di 8.900 miliardi di dollari, divisi tra 2.158 persone.  Il tasso di crescita più elevato si registra in Asia, dove si ha  un aumento medio della ricchezza del 32% a 2.700 miliardi di dollari e tre nuovi miliardari a settimana, diventati ricchi con la tecnologia o le vendite al consumo. La Cina produce due nuovi “Paperoni” ogni settimana: nel 2006 erano sedici in tutto, mentre quest’anno sono 373.

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Si sospetta che la Cina abbia accumulato ben 40.000 miliardi di yen (oltre 5000 miliardi di euro), tenuti fuori bilancio dalle amministrazioni locali del paese; è emerso da una ricerca di S&P Global Ratings. Molte amministrazioni locali in Cina contraggono debiti che non contabilizzano, per evitare i limiti di indebitamento imposti dalle autorità centrali. Secondo S&P si tratterebbe di un problema crescente all’interno del paese, ed è probabile che negli ultimi anni l’entità dei debiti di questo tipo sia aumentata costantemente.

“S&P Global Ratings ritiene che l’entità dei debiti tenuti fuori bilancio dalle organizzazioni locali possa ammontare a diversi multipli della somma comunicata pubblicamente”. Tenendo conto dei debiti nascosti, il debito pubblico potrebbe avere raggiunto il 60% del Pil.

 

 

 

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L’ultimo «viaggio d’ispezione» di Xi Jinping nella provincia nordorientale dell’Heilongjiang è stata più che routine propagandistica. Il leader supremo è uscito da un’estate difficile, durante la quale ha ricevuto qualche critica interna per la linea politico-economica di fronte all’offensiva dei dazi lanciata dalla Casa Bianca.

Nel pieno della guerra commerciale con gli Stati Uniti, Xi Jinping gira tra campagne e fabbriche, per rinsaldare il consenso, si mischia tra contadini e tute blu e predica che il protezionismo e l’unilateralismo rendono sempre più difficile per la Cina ottenere tecnologie e know-how, costringendola a contare solo su se stessa.  

I ritratti di Xi  ricordano le immagini che hanno accompagnato il culto della personalità di Mao, maestro nell’arringare le masse. L’elogio della nuova autarchia fa venire in mente anche Mussolini durante la Battaglia del grano negli Anni Trenta, davanti a una macchina trebbiatrice. La grande differenza è che  ora Xi vuole il primato cinese nell’alta tecnologia, anche se ama ancora farsi vedere tra contadini e operai.

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La Cina ha cancellato l’appuntamento per la ripresa dei colloqui commerciali con gli Stati Uniti, secondo il Wall Street Journal che cita fonti dell’amministrazione Usa. All’incontro dovevano essere presenti il segretario al tesoro americano Steve Mnuchin e il vicepremier cinese Liu He. La decisione di Pechino è stata presa dopo il varo di dazi Usa sul Made in China per 200 miliardi di dollari e la risposta di Pechino con  nuove tariffe per 60 miliardi sui prodotti americani.

L’incontro doveva servire ad individuare i mezzi per allentare le tensioni. Stando a quanto riferito dal Wall Street Journal, Liu ha cambiato idea dopo l’imposizione dei nuovi dazi, in vigore a partire dal 24 settembre. Pechino, sottolineano le fonti, “fa fede al suo impegno di evitare negoziati sotto minaccia” con la cancellazione dei colloqui.  Pechino tuttavia “lascia aperta la possibilità di avviare nuovi negoziati con Washington il mese prossimo”.

steve mnuchin

Steve Mnuchin

 

l dialogo non ferma lo scontro commerciale tra Stati Uniti e Cina. Al via oggi una nuova tranche di dazi americani per 16 miliardi di dollari su merci importate dalla Cina. Le nuove tariffe, con tassazione al 25%, portano a un totale di 50 miliardi di beni cinesi colpiti dagli Stati Uniti su volere del presidente Trump.

La Cina ha annunciato una reazione immediata con tariffe sullo stesso importo di 16 miliardi di beni statunitensi, puntando a prodotti iconici come le motociclette Harley Davidson, il bourbon e il succo d’arancia, tra centinaia di altri.

Le misure commerciali arrivano mentre procedono i colloqui tra americani e cinesi a Washington per cercare di porre fine alla guerra economica tra le due superpotenze economiche mondiali. Gli Stati Uniti accusano la Cina di pratiche commerciali sleali, in particolare sulla tecnologia. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump vuole ridurre il deficit commerciale dei paesi

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Il ministero dell’Economia di Pechino ha annunciato che la Cina invierà il vice ministro del Commercio, Wang Shouwen, negli Stati Uniti alla fine di agosto per riprendere il dialogo sul commercio, dopo l’avvio della guerra dei dazi tra le due superpotenze mondiali. Wang, rappresentate per i negoziati sul commercio internazionale, incontrerà un alto funzionario del Tesoro Usa, David Malpass, su invito degli Stati Uniti.

Pechino ha comunque ribadito di essere contraria alle pratiche unilaterali e di protezionismo e di non accettare alcune misura di restrizione unilaterale del commercio. “La Cina accoglie la comunicazione e il dialogo sulla base della reciprocità, dell’uguaglianza e dell’integrità”, recita la nota del ministero. Lo scorso giugno il ministro del commercio Usa, Wilbur Ross, aveva incontrato il vicepremier cinese, Liu He, a Pechino. E un mese prima Liu aveva visto il segretario Usa al Tesoro, Steven Mnuchin, a Washington.

 

 

La guerra continua!  La Cina si dice pronta a imporre dazi  su prodotti di importazione Usa per 60 miliardi di dollari: il ministero delle Finanze cinese precisa che Pechino prevede di imporre dazi a livelli del 25%, 20%, 10% e 5% e che la Cina applicherà le tariffe non appena gli Stati Uniti adotteranno i nuovi dazi nei confronti dell’import dall’Asia. Pochi giorni fa, dalla Casa Bianca era filtrata la possibilità di un incremento delle tariffe su flussi di merci per 200 miliardi. Oggi, proprio in tema commerciale, emerge dai dati che la campagna di Trump non sta producendo effetti – ricordando comunque che le misure tariffarie sono scattate solo in parte. A giugno, il deficit commerciale a stelle e strisce è salito a 46,3 miliardi di dollari: poco sotto le attese, ma in netta crescita anche con la Cina.

Il grande timore è che l’escalation della guerra commerciale (e ora anche valutaria) di Trump con la Cina possa indurre Pechino a mettere mano al suo colossale portafoglio di Treasuries, il primo al mondo, arrivato alle dimensioni record di 1,18 trilioni di dollari.

La Cina fa paura, anche se per ora non ci sono segnali di tensione su questo fronte. Gli ultimi dati disponibili, quelli di maggio, riferiscono di ulteriori acquisti di titoli di Stato Usa per 7 miliardi di dollari da parte di Pechino. Ma è ancora troppo presto per dire se la guerra commerciale avrà un impatto sugli acquisti esteri di Treasuries. Trump sa essere fin troppo imprevedibile, e – anche se improbabile – non è escluso che la situazione gli possa sfuggire di mano.

 

 

 

 

 

Vedere anche:https://www.youtube.com/watch?v=hj0BnKW-Qt I

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